Sillaba il tuo nome
la pioggia
nel cadere
togliendo il senso
al silenzio
di un tiepido
pomeridiano
e divaricando piano
gli angoli della mente
imparo a scorrere
con la mia costruzione
andando in posti
dove la ragione
non ha nessun dove.
E sillaba il tuo nome
la pioggia nel cadere
sulle ultime mie "case"
sulle ambizioni accatastate,
in disuso.
Piove in un blu elettrico
diffuso.
Sulle voraci tempistiche moderne
sulla falsità appiattita degli schermi
scardinando un gioco, il trucco che più non tiene
perché si ha una via di fuga da tutto questo
quando si vuol bene.
Sillaba il tuo nome
la pioggia nel cadere
sulla cattedrale dei miei pensieri
Sugli alberi delle mie speranze appese,
impiccate.
Sui lunghissimi viali distesi
come ferite cauterizzate.
Sillaba il tuo nome
sulle latrine dei miei giorni,
sui riflessi delle mie "tue" vetrine.
Sillaba su ciò che mi hai lasciato.
Una corona di spine.

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