Mi sono innamorata di un pianista.
È irrazionale: è possibile innamorarsi per una melodia?
La più armoniosa unione di note
nel tocco di ogni tasto la sento,
lo sento: quell’anelito d’anima
che si inebria nell’aria
assieme al vibrare di ogni corda del piano,
le corde tremanti del mio cuore.
Sentimento nuovo, ma che conosco,
riverbero d’eterno che ritorna,
come un ricordo che riscalda,
come un brivido che risale lungo la schiena,
come il sollievo di quando si posa sulla tonica.
Inebria di passione, eppure non l’ho mai visto:
soltanto il suono mi rivela la sua effigie
e vedo la sua testa che si culla sul piano
e le sue mani che sospirano
tra una pausa e la prossima nota.
Mi sono innamorata di un pianista,
croce e delizia,
poiché in principio era il Verbo
e quel Verbo fatto Musica,
ora è il mio unico principio.
Una pagina al giorno
del libro della vita con l’inchiostro
simpatico dei sogni e con le lacrime
di chi vive il suo inferno in questo mondo –
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una pagina al giorno. Ero un bambino
e appena sapevo sillabare,
quando la mamma mi insegnava a scrivere
e a leggere nel libro della vita.
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Ero un bambino e lei, la madre mia,
respiro e sangue mio era il mio scudo
nelle prime battaglie della vita,
Ricordo che baciava le mie lacrime,
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mi addormentava con le sue carezze:
era l’ombra di Dio sul mio cammino
che vestiva il mio cuore di bambino.
E un giorno il Signore
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chiamò a raccolta gli angeli, e tra loro
anche il mio angelo tra gli angeli
e il poeta bambino che amava
rimase solo in mezzo alla battaglia
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armato del suo esempio e del ricordo,
come un guerriero della sua parola.
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Ore 9,19
Mercoledì 24/09/2025
Canzoni che cantavo al mare al vento,
canzoni della bella gioventù,
con un filo di voce oggi vi canto
a onta dei miei capelli bianchi
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delle mie rughe e dei miei occhi stanchi.
Vi canto in solitudine
e bevo qualche lacrima ribelle
con questa luna, eterna sentinella
alle porte dei cieli.
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Canzoni che montate
con la prima marea anche stasera,
il cuore batte come sbatte l’onda
sulla nuda scogliera.
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Ore 10,47
Domenica 21 settembre 2025
la mia anima si stropiccerà stagliandosi
sulle sponde del corpo nell'attesa
d'un'alba che si affacci all'imbrunire.
E se non troverà in esso una battigia
che possa attanagliarla alla terraferma,
insegnami a lasciare di me vestigia,
non al tempo che voluttuoso accelera
il suo passo inerme.
E se nelle viscere del mio sentire
mi perderò, dimentica anche di me,
con un ditale d'amore riportami
ancorata a te.
E se nei miei spazi di candore
perderò tratti di vita,
cuci a te le mie dita.
Mio amato, che in base a me muti
e me stessa hai mutato,
al quale mi accingo ad unirmi
in un giaciglio indefessa di parole,
per placare ieri come oggi
i palpiti del mio cuore.
Per te che il tuo palmo appoggi
sul mio come un popolo trova
fondamenta nel suo Dio
In una terra nuova.
difficile tra mani da trattenere,
non sale e non scende
e mai nulla pretende.
Son attimi sospesi
che dentro i ricordi
sono rimasti impigliati,
impressi ed attesi.
Ma il tempo non torna,
non torna mai indietro
e scivola tremendo
come lacrima sul vetro.
Nasce in un tempo lontano
e ritorna a tormentar
una mente ed un cuore
tenuto per mano.
tra queste nostre coltri calde ancora
negli ultimi momenti che a quest’ora
un torpido Morfëo mattutino
ci concede in assenza d’altri assilli,
e il tuo labile sonno molestando
e le sinuosità tue carezzando
far riviver vorrei quei primi idilli,
reciproca ricerca del mistero
d’altr’anima scoprire le malie,
abbandonarsi a quelle fantasie
che sol chi ama intender può davvero.
Ancor il corpo tuo ha la fattezza
che ignuda mi svelasti quella sera,
quel novembre di nostra primavera,
e ugual per me del volto è la bellezza.
Lo so che tale è solo una chimera
che mi fingo un po’ desto un po’ dormiente,
ma m’illudo così che il dì presente
nel nostr’autunno ancor sia primavera.








