solcar l'acque schiumose,
d'Afrodite fecondo grembo?
promessa gioia s'è inganno
e nel cuor sazio geme cupido,
inutile il pianto: cupo, torbido,
ombra d'Anteros n'è scherno
l'anima, smarrita, s'aggira tra
labirinti d'ombre e luci fugaci,
ove il tempo si perde, e l'eterno
si fa dell'incanto di sogni mai sazi.
Qual chimera, or l'orizzonte infinito
si frange sulle rive di quei desideri!
e il cuore, trafitto da tanta angoscia,
anelando si perde in spazi inviolati.
e l'animo, dal cuor indomato,
s'ha pace nell'eco dell amor egoista:
sussurra promesse d'eterno amare.
negli oceani di fioca neve al soffio,
sul suolo erto della peritosa verità,
che travolge nel risveglio delle iridi,
alle emozioni che esplodono
in gemiti.
L’impeto del cuore scorre d’ebano
tra le tue gote pallide, alla natura
che colora percezioni svelate
senza ascolto, danzando tra le labbra
stinte dal mare d’amore
che racconta.
Ho viaggiato nei giorni dei tuoi occhi,
senza meta che sciolga l’avvenuta
dei rupi e sterpaglie nelle meraviglie,
che attraversavano magie e ruscelli
nei respiri dei fiori che coglievamo,
selvatici, selvatici come i nostri cuori,
come i nostri sogni,
senza fiato velato.
Viaggio ancora accanto a te: l’eterno!
Con fede al dito che tradisce confesso ogni tabù, in anima e corpo, senza fine.
Libertà è questo amarci senza rughe
che feriscono l’amore incontaminato
della nostra alba in rinascita eterna.
ancora, questa mia ferita
che il tuo sorriso ha aperto,
che non vuol guarire mai.
Fosti mia, bocca adorata,
tuoi gli infiniti baci d’amore,
dolci di miele e di passione,
diventati ormai denti feroci,
che sbranano, intera, la vita,
non lasciandomi più nulla.
Tua l’anima mia, le lacrime,
i sospiri e ogni mio pensiero.
Fummo felici insieme, uniti,
carne nella carne, un’anima sola,
quella che oggi hai divorato,
quella che, nonostante tutto,
mai smetterà di amarti.
Limerick, endecasillabi canonici a maiore e settenari rimati in schema AAbbA.
Ancora sei padrona dei pensieri,
domani lo sarai com'eri ieri:
di bei sogni l'essenza
di cui non so far senza.
Anche se sono sogni menzogneri.
ioffa, 15/07/2025
della distanza che disegna lacrime
in schizzi di emozioni sottopelle?
Hai mai dimenticato la dolce brezza
che nuda accarezzava la pura estasi
che abbracciava i nostri tremuli cuori
sulla scarpata del nostro fato in bilico!
Hai mai ricordato le corse nel tempo
senza vele che salpavano tra onde scure nel gelo della disperazione dell'addio che bruciava di passione?
Hai mai lasciato sul serio quel sorriso
che ti faceva battere il cuore d'attesa
nelle corde del nostro amore di rose
nei drappi di sogni da vivere insieme?
Hai colmato il peso del buio senza via
negli schiamazzi dei ricordi in fuga
mentre andavo via nel deserto d'ira,
nelle ore sorde degli interrogativi,
dalle risposte congelate dal destino,
per stapparci verità velate al cuore!
Le navi vanno
le navi vengono
lentamente dividono
l’acqua in onde
in un continuo partire
arrivare verso luoghi
dove il mondo si mostra
nelle facce rosse tinte dal vino
delle taverne
nelle coscie di prostitute
spremute da marinai avidi
d’amore
nel sorgere di albe
nel calare del sole
il cui colore cremisi
tinge la cresta delle onde
le navi dondolano dove il loro
orizzonte finisce
ognuna ha il suo porto
dove sperare
dove morire.
astro errante in turbinio di nubi,
immerso in pozze d'aurora,
colme di riflessi d'amore
nel mio profondo cielo del cuore.
Mi accendi la vita alle emozioni,
ma crudi sono i passi del valzer
tra bramosia e tormento.
Siamo due arcipelaghi gemelli,
distanti e amanti l’uno dell’altra,
ma la vita ci incatena in perpetuo!
Un lamento muto, tinto di lacrime,
ormai svela, come un ordigno,
una tormentata promessa nascosta.
Oh, dolce segreto, mio amore,
contrastato dalla cieca oscurità,
dal fato che non perdona
due cuori innamorati per errore.
Lascia, alla luce del faro della verità,
la ragione di persistere divisi.
Nelle ceneri del dolore, l’amor trafitto
sarà l’unica essenza da ricordare,
a non farci più soffrire
l’uno per l’altra.
Non conoscevo i tuoi fiori
né il tempo e luogo della fioritura.
Come di un’altra latitudine,
di bosco antico, di reale giardino.
.
Sospeso fin dopo alle lacrime
e forse anche oltre e più
non li colsi per amore
e li in quel punto rimasi
intorno ad un semplice sempre.
Sono il Re dei giorni che tu inventi
e vivo solo se mi sei Regina.
Non è d’amor che scrivo mia signora
quando la sera vago senza sonno.
.
Sono soltanto un vecchio perditempo
un non redento, un martire moderno
che scrive gli anni e poi li getta via
a pezzi di minuti e di tramonti.
Sguardi si incrociarono come baci languidi
Correva l' anno 1938
Ogni giorno affacciato alla mia finestra
La tua speranza era quella di
Trovarla socchiusa in segno d'assenso
Avvilito dalla timidezza chiuso a
Riccio non osavi farti avanti
Esprimere i tuoi sentimenti.
Amore perduto ora
Solchi il selciato delle vie del centro
Con un' altra sotto braccio
Orni il suo collo di essenze e gioielli
La vita è monotona ed infelice
Ti scorre tra le dita
Anche il sorriso del vostro fanciulletto
Ristoro più non ti offre
È questa l'esistenza. Solo un batter di ciglia.








