Non è granchè lo scricchiolio del braccio.
Solleva-uomo, ma fa
da violino in un buco di rumori.
Gli risponde un fruscio di aghi e più in là
persino un cardellino osa qualcosa.
I pini finalmente riprendono fiato.
Chissà dove saranno i parrocchetti
che amino gli scalpelli dei muratori?
E se l’erba riprendesse coraggio
l’ortica osasse e il cardo e la cicala.
Sapete?
Il martello pneumatico è in fila per il mare
e anche la gru solleva-palazzi
si porta la sua luna.
Così l’ostico Gerontion
riprende a germinare, come tigre
intendo, che la mente artiglia
nel vuoto di clamore divora
il nostro tempo

Commenti
intendo, che la mente artiglia"
ho riletto un paio di volte la tua poesia, ma questo è il punto su cui mi sono soffermato ogni volta, mi piace particolarmente l'accostamento della parola germinare con artiglia, proprio perchè per poter germinare e piantare qualcosa nella mente bisogna eliminare prima, come con un artiglio, ciò che di vecchio e inutile vi risiede, la crescita infatti parte sempre dal mettere in dubbio ogni nostra passata conoscenza.
p.s.
L’occasione per questa opera mi è stata data dalla cessazione del lavoro di una squadra di muratori impegnata a rifare la facciata di un palazzo proprio di fronte a casa mia. Per tutta la parte centrale di agosto-il mese arido per eccellenza- al posto degli scalpelli, dei martelli pneumatici e delle gru, si ascolteranno canti di uccellini e fruscii di aghi di pino. Agosto è anche questo -almeno finchè si è lontani dalle zone di addensamento vacanziero- per quanto riguarda lo sfondo, l’apparenza. C’è però un lavoro che non cessa mai ed è quello tra le mura domestiche- a cui la presenza di una piccola gru in esse e del relativo cigolio, allude-. È dunque la contiguità tra silenzio e suono, ma anche tra aridità e germogliare della vita che diventano centrali. Gerontion,-forse il poema più ostico ed interessante di Eliot- infine, richiama esplicitamente l’attenzione sul tema dell’aridità che caratterizza il mondo in rovina-il suo ma anche il nostro- su cui si affaccia “Cristo la tigre” per divorarlo. Un tema ed un poeta a cui rimanda la mia piccola opera come riferimenti ineludibili per la comprensione della nostra epoca, altrimenti lasciato alla comprensione meramente scientifica. Almeno per me. ciao