Le ombre della notte sfortunata
che il sole minaccia ed ancora non è alba,
scappano nei fumi dell’Eden e del rhum di Giamaica.
Rimandano la sorte e vestono il cuore.

Il nuovo Adamo vuole il buio
che come neve copra i polsi e l’aria guasta
e mette a fuoco il nodo di cravatta e gli occhi.
Si tuffa in un caffè e scansa i chiari specchi.

Il giorno nuovo spinge tutto e tutti,
e tutti a dare cuore e testa al nuovo giorno.
La vita, l’amore e la morte, quelle giuste,
ripetono il rito dell’antica usanza.

Lunga è la strada da percorrere.
Il pane della felicità, sempre lontano,
lungo la strada io l’annuso, l’assaggio
e quando mai l’inghiottirò?

Mi resta sulla punta della lingua
come zucchero leccato in una latta.
Può bastare, intanto.
Attendo da millenni, assieme agli altri.

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Profilo Autore: Aurelio Zucchi*   Sostenitore del Club Poetico dal 04-03-2020

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Commenti  

Simone
+1 # Simone 27-11-2018 06:06
Di un sapore dolce-amaro che questa poesia trasmette ..in variegate sensazioni si fa leggere e si dimena...compli menti

un mio saluto

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