Ricordo intinto nella fantasia, senz’alcuna attualità (ahimè) se non la mera stesura. Anticipo il titolo del prossimo testo, in quanto attinente: “Il contrappassero solitario”, che ne costituirà la triste nemesi.
Un’ambrosia metaforica
par offrire il tuo bel seno
ché mi reca brezza euforica
d’un erotico sereno
la tua nudità pittorica
e scultorea nondimeno.
Con un fremito nascosto
sento appresso il tuo respiro
e un desio cresce scomposto,
ammaliato un capogiro
e ogni freno mio deposto
mi ti accosto e già deliro.
Da che occorse questo fato
tra vicende dolci e amare
la passione m’ha portato
in tue viscere a cercare
nel piacere del peccato
tua quell’anima da amare
che ritrovo negli umori
che ritrovo sulla pelle,
nei profumi, nei sapori,
consenziente e mai ribelle,
nel secreto degli ardori
nelle ardite marachelle.
Prima posizion canonica
poi la stessa ma da retro
ricercando intesa armonica
un po’ affondo e un poco arretro,
poi diventi tu amazzonica
e durar a lungo impetro.
Spalancata e senza freni
mentre sento il tuo godere
da null’altro ti trattieni
che istigare il mio piacere
e più volte su me vieni
firmamento a far vedere.
Quindi mi concedo orgasmo
una danza d’endorfine,
una musica allo spasmo,
e tu diapason affine…
sinché esausto… l’entusiasmo…
si discioglie… in coccoline.
Nell’abbraccio son carezze,
nel calore tuo mi beo
son tra noi di cuor certezze,
tenerezza è suon d’Orfeo
e in trionfo di dolcezze
ci raggiunge infin Morfeo.
Un’ambrosia metaforica
par offrire il tuo bel seno
ché mi reca brezza euforica
d’un erotico sereno
la tua nudità pittorica
e scultorea nondimeno.
Con un fremito nascosto
sento appresso il tuo respiro
e un desio cresce scomposto,
ammaliato un capogiro
e ogni freno mio deposto
mi ti accosto e già deliro.
Da che occorse questo fato
tra vicende dolci e amare
la passione m’ha portato
in tue viscere a cercare
nel piacere del peccato
tua quell’anima da amare
che ritrovo negli umori
che ritrovo sulla pelle,
nei profumi, nei sapori,
consenziente e mai ribelle,
nel secreto degli ardori
nelle ardite marachelle.
Prima posizion canonica
poi la stessa ma da retro
ricercando intesa armonica
un po’ affondo e un poco arretro,
poi diventi tu amazzonica
e durar a lungo impetro.
Spalancata e senza freni
mentre sento il tuo godere
da null’altro ti trattieni
che istigare il mio piacere
e più volte su me vieni
firmamento a far vedere.
Quindi mi concedo orgasmo
una danza d’endorfine,
una musica allo spasmo,
e tu diapason affine…
sinché esausto… l’entusiasmo…
si discioglie… in coccoline.
Nell’abbraccio son carezze,
nel calore tuo mi beo
son tra noi di cuor certezze,
tenerezza è suon d’Orfeo
e in trionfo di dolcezze
ci raggiunge infin Morfeo.

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