Succederà di allargarti a quella cima
Per poi ritrovarti come non eri prima
Come un vuoto di stomaco che gorgoglia nel destino
Ed un'ernia d'intonaco
Là in fondo c'è un mare come intestino
Se non fosse per una linea di confine
Penseresti che il cielo
si fosse mangiato la sua fine
E vedi chiazze arrossate
nell'imbarazzo di sentirsi vicine
La Corsica sembra immaginare l'estate
E l'Elba e la Gorgona giocano come bambine
Una montagna è grande e si crede una stanza
Ma le mostri ciò che ha davanti
e con una mano ammazza la distanza
fra l'essere piccoli e l'essere giganti
Per il tempo d'affioro d'una manciata di panna
e l'aprire gli occhi e riscoprirsi Matanna
Ora che il silenzio è delle stelle
e l'inverno schizza a poco a poco
Ora che si fa di lingua d'oca la pelle
è sempre troppo presto per una foto
Saluta l'Uomo Morto che in fondo dorme
e parla nel sonno con in bocca un ulivo
con in testa un miliardo di forme
del concetto perverso di essere vivo
Per poi ritrovarti come non eri prima
Come un vuoto di stomaco che gorgoglia nel destino
Ed un'ernia d'intonaco
Là in fondo c'è un mare come intestino
Se non fosse per una linea di confine
Penseresti che il cielo
si fosse mangiato la sua fine
E vedi chiazze arrossate
nell'imbarazzo di sentirsi vicine
La Corsica sembra immaginare l'estate
E l'Elba e la Gorgona giocano come bambine
Una montagna è grande e si crede una stanza
Ma le mostri ciò che ha davanti
e con una mano ammazza la distanza
fra l'essere piccoli e l'essere giganti
Per il tempo d'affioro d'una manciata di panna
e l'aprire gli occhi e riscoprirsi Matanna
Ora che il silenzio è delle stelle
e l'inverno schizza a poco a poco
Ora che si fa di lingua d'oca la pelle
è sempre troppo presto per una foto
Saluta l'Uomo Morto che in fondo dorme
e parla nel sonno con in bocca un ulivo
con in testa un miliardo di forme
del concetto perverso di essere vivo

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