
Melodia ed armonia:
un violino, una mente, la mia.
La mano danzante sulle tese corde
che ridesta fragranze di armonia,
una soave ed ammaliante melodia.
Pensieri alati che vagan sospesi
mentre stillano attimi d’amore
baluginando come riflessi sul mare.
Speranza e fantasia,
sentimenti e nostalgia
si armonizzano nel calor
di una vecchia fiamma
e si alternano come le note
su un pentagramma.
Suona dolcemente il violino
nella quiete del vespro
mentre affiorano i ricordi
nel carezzar delle note.
al crepuscolo, si avvertono piccoli brusii
tante anime cercano riparo e conforto
per l'incombenza solenne della notte......
io mi ci sento in agio....
mi lascio avvolgere da lei senza temerla......
ovvio non ne sono insensibile
i sensi ricettori
si accendono al minimo scricchiolio inopportuno....
ma mi piace anche per questo.....
arcaiche storie risuonano nelle mie remote memorie.....
micro visioni e spiragli emotivi non lasciano dubbi
non credo sia solo il facile auto condizionamento
al quale tutti partecipano più o meno consapevoli......
percepisco qualcosa di più.....
di esserci stato.......
tra scorribande vichinghe, in tribù indiane a fare la danza del fuoco e della pioggia......
nei monasteri shaolin o in meditazioni taoiste......
certo avrò fatto o partecipato anche a robe estremamente noiose e riprovevoli
ma a quelle penso meno e certo non nella notte
osservando la luna e immaginando galassie che potrei aver visitato
o che vorrei visitare......
la notte.......
madrina del sonno e del sogno
tempio di magia e suggestione
creatrice di ululati e ombre sinistre.......
che compenetra si espande, che vive.......
pronta a morire sacrificata al primo bagliore diurno.......
e indenne risorgere al nuovo crepuscolo......
Dopo tenui sprazzi di gestualità cordiali
si inarcano le sopracciglia
si tendono le mascelle
le labbra si allargano forzatamente
per sfoggiare gialli sorrisi di marcia simpatia
e si scagliano dardi di falsità
per meglio far scorrere la moralità del tempo.
o non conoscesse limite e perimetro
nell'estensione dell'anima all'infinito
e le mie dita avessero ali per prolunghe
Come se non sentissero più peso, il minimo
queste mie membra, senza più stanchezza
e tutto il gravare del dolore divenisse
la dissoluzione di una materia antica
E finalmente la mia pelle non più un involucro
ma solo emissione di luce pura
eterea riunione con un cielo perduto
Per un attimo, l'immenso

sul lago fermenta repertorio serale
e la brughiera irlandese stinge
nello specchio del sole lunatico
un anello di nuvole capricciose
distanti barlumi incastonati
nel cielo sempre in movimento.
Saranno gli spiriti del bosco
o un agnellino sfuggito al gregge
a belare di malinconia
sino al filo d’erba più verde
della mia anima?
non è irraggiungibile Killarney
questa notte
che volge in ametista e agata
il placido stare attonito
del mio giorno scompigliato.

Oggi l’azzurro del cielo
s’espande nell’aria come in quei giorni
in cui l'atmosfera è cristallina e gentile.
Non sembra inverno
in questa volta così scevra di nuvole
ma chiara e luminosa.
Assaporo questa tela preziosa
intessuta da fili invisibili
che vengono da lontano
donandomi emozioni e sensazioni
che fuoriescono dal mio io gioioso.
Ho le mani fredde ma rifulge il cuore
per quel flusso incessante
che come l'onda mediana
m'accompagna nel percorso dei giorni
ad affrontare il ciclo vitale
che rinnova i germogli
dai tronchi potati
riaprendo quell’uscio,
a volte socchiuso
ma mai serrato,
che come l’onda del mare
torna a lambire la battigia
in un perpetuarsi d'essenza
che può definirsi
apoteosi della bellezza.

Mi son sposato ed ho creduto
all'amore e una capanna!
Tutto andava bene,
tutto funzionava!
Senza figli, la capanna ci bastava!
Con l’amore, la capanna ed il lavoro,
tutto andava a gonfie vele,
tutto funzionava!
Poi però mancò il lavoro,
qualche cosa precipitava!
Non bastava più l'amore
e niente più andava bene!
A poco a poco ho capito
che l'autore della frase
forse è stato assassinato
prima di averla completata!
Io la vita ormai l'ho spesa
per capire e meditare,
vorrei dire quel che manca
per poterla completare!
L'amore e una capanna,
magari assai più grande,
però colma di denaro
per potere funzionare!

Gocce di sale scorrono sul mio dorso
la luce del passato nei ricordi sfavilla,
percorro il sentiero della vita a ritroso.
Trema l’inconscio che forse tale non è
trappola di ricordi repressi e un fatto taciuto
le motivazioni? Non so nemmeno il perché.
Mi hanno ingozzato di menzogne con un imbuto
e fatto un buon viso, quando il gioco era cattivo:
ora mi chiedono perché sembro stanco e abbattuto,
non vedono come mi han reso apatico e passivo?
Sogno o son desto, son mie queste parole?
La musa ispira la mia povera anima terrena,
rivedo la gente i professori e le scuole
il sonno è pesante,son pronto a lasciare la scena.

Scende lentamente la neve,
Nel fluire pallido del vento
come racchiusa dentro ombre spente,
pigra di luce ardente e di calore,
l’estate lentamente in grembo muore
Sul volto della villa addormentata,
lungo falle di muro arrampicato,
s’impallidisce il glicine e il roseto
di petali si perde in un tappeto.
Lasciano i nidi,in tetti abbandonati,
vibranti e astute rondini per mare;
mentre sui monti cupi all’orizzonte
nere nubi si vanno a riposare.
Anche l’animo coglie la tristezza
che si perde nel volto della sera;
si chiude nel cuore del silenzio,
come se attorno tutto fosse spento.
Solo il passero corre a pigolare
sovra i rami del pesco accartocciati,
ed il fluire lento di lumache
si perde nel groviglio dei fossati:
c’è ancora sulla vetta di alti pini
il solitario frinire verso il mare
della cicala,che ancora vuol cantare:
ma nella quiete della notte muore.









