Di quale amore dunque parleremo
ai nostri cuori a rendimento lento,
nei tanti versi che si scriveranno
per dare senso al tempo che divora?

Ci proveremo con nuove margherite
che mostreranno i petali squadrati.
Verniceremo rose tutte di nero
per esaltarne il gusto trasgressivo.

Adatteremo i cantici perfetti
così da ottenerne canzonette.
E cieli, mari, albe e tramonti
saranno sfondi su tecnici teloni.

Di quanto amore saremo noi capaci
coi nostri cuori inviperiti e persi
lungo le vie del centro, strapiene
eppure vuote d’assillanti raggi?

Rivoglio primitive margherite,
roseti dove pungano, le spine,
triti e ritriti suoni universali,
e cieli, mari, albe e tramonti veri.

Rivoglio strade ancorché deserte,
vetrine che rispecchino di sole
e camminare a passo molto lento
per prima o poi stringere una mano.
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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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Commenti  

Silvana Montarello
# Silvana Montarello 01-05-2020 09:32
Mi sento parte di tutto quello che scrivi, rivoglio la vita di prima per quanto piena di salite e di fermate, ma sopratutto vogliamo poterci abbracciare e stringerci le mani, stupenda poesia complimenti di cuore.

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