Apparecchio il cuore
in questo apostrofo d’abbraccio
e tu che scendi nel mio animo
parlami dei tuoi sensi,
leggi pure il mio io
come petali d’una margherita
imbarazzata dalla luna.
Mi affaccio nei tuoi sguardi,
affatico il cielo del silenzio
e straccio i miei mille perché
consumati in una spremuta di mare,
sei per sempre tu
il dolce infinito del mio esistere.

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