Ti prego, ascoltami, ancora una volta,
anche senza toglierti un velo,
devo parlarti
di come combatto tra onde smisurate
e della fedeltà impressa sulla facciata.
Ci sono tre cose da cui non voglio più fuggire:
una, di come sfoggi le perle
smontando la lenta trama dei sassi,
due, quando mi offri un labirinto
bevendo da un solo calice,
tre, quando leggermente storditi sentiamo i respiri acquietarsi
e possiamo reinventare altre folgorazioni.
Vivo male attaccato ad un amo,
poco movimento tranne l’attirarla,
così, ho imparato a saziarmi delle situazioni
disegnando statue di un bianco corrosivo
con gli occhi inzupparti d’imbrunire.
Dimmi se sono esauriente
nell’esposizione di una premessa
o della giornata dove palpo la dinamite nei muscoli.
Scatto foto con il freddo che dilaga
nella nodosità delle indagini,
se violo il cuore, poi rammendo gli orli.

Commenti