21 Marzo/ Carissima non ho ancora letto Moby Dick,
ma frequento casa sua come la mia,
con gli anni inventati da un sopralluogo,
la testa ricamata da flirt.
Per ora trattengo l’idiozia fuori dalla porta,
prima di andare all’inferno
consigliano di passare da New York (Bukowski).
Avrei delle cesoie da regalarle
per quel perdono ombelicale,
vomito a pensarci che con la scusa dei dinosauri
Papy è scivolato con la mano nell’incesto,
sulla prospettiva circolano un miliardo di caramelle
e qualche farmaco con peluche.
Lubrifico due canne rigate,
so sparare fino a un chilometro,
ma essere anche un bravo chierichetto.
10 Settembre/ Mamy che resiste
ama frequentare alle 21,30 del mercoledì
l’anonima alcolisti:
lì non la perseguitano,
racconta favole e speranze
con i suoi occhiali neri
ingoiando biscotti.
Invece, gigolò numero 5
dorme fino a mezzogiorno
e il suo alito puzza come un mattatoio,
giura di possedere 3 jolly
mentre sniffa anfetamine:
lei preferirebbe fosse già morto,
nessun testimone sulle ali dei gabbiani.
7 Maggio/ Lo sai? Siamo nati lo stesso anno degli sciacalli.
Lei in cima alla montagna,
io al numero 70 di un buco del guappo,
periferia sgarbata,
però non sono dalla parte loro
o dell’agnello divorato,
non ucciderei nel plenilunio
per tirare a campare.
La neve al 26 febbraio è già bollita
lasciando viottoli in pessime condizioni,
conosco chi butta il naso oltre lo steccato,
le siringhe nel lavatoio,
chi di una frase fa scompiglio al piano bar.
So quanto ho scritto in 2 anni,
30 cartoline e 11 lettere d’amore,
che ho trovato puntualmente nei raccoglitori gialli.
10 Giugno/ Gli scarafaggi escono dal battiscopa
nonostante il lusso circondi,
chi l’ama non afferma,
mentre Tom e Jerry sullo schermo
scontatamente s’inseguono.
Sono così esaurito d’essere il moccolo
del suo affare,
d’averla quando è stanca di rosicchiare,
so che alza il prezzo della corrida
nel sole delle quattro,
in fondo ha l’abilità negli interrogatori,
stringe il cappio senza sudare,
nel 50% della benedizione.
Così accarezzo la mia 98fs sotto il braccio,
mi soppeso gli attributi,
studio il russo come una grattugia il pane:
era bello a suo modo ieri
quanto noioso oggi.
3 Agosto/ Paranoia a volte ritorna
dal suo mondo di banche,
con la Porche 911
passa dalla porta di servizio
col golden retriever castrato,
intinge non soltanto il pollice
in tutto quello zucchero,
e sussurra con l’erre moscia
“ovunque tu vada non fermarti
finché non vedi il mare, baby”.
So che scekera red bull con variopinti pappagalli,
sdoppiamento d’immagini.
Per i miei gusti non ho quel tempo
d’entrare nel vortice di una tossicodipendenza
con le masserizie sulla veranda a puzzare,
il 70% delle persone già esplode
per mancanza di fellatio.
Evito di parlare di vittorie per non cadere in altrettante sconfitte
