Dovrò decidere se sentirmi piuma
ormai affidata a crinale d’onda
oppure onda spessa che ora alza
e ora abbassa la superba cresta.

Il mio respiro impera,
annulla il tempo quale che sia,
fa schiava questa pelle calda
che a comando si distende e stira.

Il buio, aperti o chiusi gli occhi,
non cambia d’una virgola nuance
mentre mi accorgo che di lui
da parte ho messo ogni paura.

Poi, del respiro perdo ascolto
al primo prillo del cuscino,
al colpo di tosse intempestiva,
all’idiota attacco dei pensieri.

Nella mia gara contro il sonno,
ancora prima che io perda,
tento e ritento d’esser solo,
di risentire il suono di tamburo.

Tra poche ore, rasoio in mano,
non mi ricorderò d’aver fissato
né in una lacrima né in un sorriso
l’istante in cui sul serio vivo.





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Profilo Autore: Aurelio Zucchi*   Sostenitore del Club Poetico dal 04-03-2020

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Commenti  

Henry Lee*
+1 # Henry Lee* 06-08-2018 08:27
Racconto di pochi attimi espresso in una maniera elegante, emozionante e poeticamente divino. La chiusa racchiude il dover vivere a cui mi sento d'appartenere. Chapeau Aurelio, bellissima!!! HL.
Silvana Montarello*
# Silvana Montarello* 29-09-2018 15:42
Tu sei il maestro per eccellenza della poesia, troppo bella e coinvolgente grazie.

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