Cade la sera
in un lembo di cielo
e il suo silenzio dietro ai vetri
riempie le stelle
riempie le stelle
le sfioro una per una
ma la luce che illumina
il mio volto è qui con me
sa di tempo
di rifugio
di vita.
Docile sgrana
un rumore di foglie
spoglia e dissemina incertezze.
Nessun rimpianto!
Ho un brivido sulla pelle
un bacio caldo che sfiora le mie labbra
amore caldo di pane e anima
abbottonato al mio petto .
In una conchiglia
il mio mare .
Un vento impetuoso
ci sconvolse quel giorno
fu un improvviso gelo maligno
a scansarci e ad azzerare
il sentimento che ci aveva uniti.
Impervia la strada
della divisione del cuore,
ci portò con angoscia
ad affrontare solitudine e dolore.
Di colpo per noi non brillò più il sole
fu fredda bruma
che accompagnò il nostro solitario andare...
un enigma il nostro futuro,
non più fra noi parole del cuore
ma lontananza e silenzi
nel nostro divenire.
Ho imparato a comprendere
l'indifferenza che ti cammina accanto.
Non posso dirti quello che realmente è,
ma immagina di avere
una lama piantata dentro al petto
che ferma ogni battito del tuo respiro.
Combatto senza tregua finché saprò
che tutto ciò che è sbagliato sarà giusto,
come essere in volo
più in alto dell'amore
ubriaco di follia.
E nella notte più scura
si prostra la chiara Luna,
accecato di mille pensieri,
aspettando muto un tuo gesto.
La chiamo speranza
ma a volte è un modo per
dire apparenza, e adesso
che non rispondi fai più
rumore dell'oblio
perdendoti tra le strade del mondo.
Aspetterò il sole del mattino,
così potrai sorgere fino a quando
il mio cuore conoscerà il tuo nome.
l'indifferenza che ti cammina accanto.
Non posso dirti quello che realmente è,
ma immagina di avere
una lama piantata dentro al petto
che ferma ogni battito del tuo respiro.
Combatto senza tregua finché saprò
che tutto ciò che è sbagliato sarà giusto,
come essere in volo
più in alto dell'amore
ubriaco di follia.
E nella notte più scura
si prostra la chiara Luna,
accecato di mille pensieri,
aspettando muto un tuo gesto.
La chiamo speranza
ma a volte è un modo per
dire apparenza, e adesso
che non rispondi fai più
rumore dell'oblio
perdendoti tra le strade del mondo.
Aspetterò il sole del mattino,
così potrai sorgere fino a quando
il mio cuore conoscerà il tuo nome.
Nebbia dona magia agli alberi spogli
vestendoli di un bianco etereo
Ombre le persone lungo le strade,
persi nel freddo pungente
e nei loro pensieri,
uno in più farebbe esondare
il mare già gonfio e grigio
I fari delle auto simili a lucciole,
appaiono e scompaiono,
danzano nella bruma
coreografia un po inquietante
Emergo in questo paesaggio
dal mio letargo estivo,
dolce Novembre porta al cuore
deliziosi ricordi di tempi anteriori
a questa vita che solo mia è ormai
Una scia di impronte sul terreno umido ora
ma so che sola non sono,
dal mio cuore estirpo
le erbacce maligne, coltivo nuovi attimi
nuovi profumi e colori
Lacrime molestano ancora
e sempre lo faranno gli occhi,
passeggiando nel parco
avvolto dalla nebbia le lascio scivolare
così che evaporino con lei
quando il sole la catturerà
Quanta dolcezza sento
salire nel petto in questo mese,
dove vive la quiete
dell'inverno che avanza,
il tepore della legna
scoppiettante nel camino
è mistico, sano calore, è amore
in questo dolce Novembre

vestendoli di un bianco etereo
Ombre le persone lungo le strade,
persi nel freddo pungente
e nei loro pensieri,
uno in più farebbe esondare
il mare già gonfio e grigio
I fari delle auto simili a lucciole,
appaiono e scompaiono,
danzano nella bruma
coreografia un po inquietante
Emergo in questo paesaggio
dal mio letargo estivo,
dolce Novembre porta al cuore
deliziosi ricordi di tempi anteriori
a questa vita che solo mia è ormai
Una scia di impronte sul terreno umido ora
ma so che sola non sono,
dal mio cuore estirpo
le erbacce maligne, coltivo nuovi attimi
nuovi profumi e colori
Lacrime molestano ancora
e sempre lo faranno gli occhi,
passeggiando nel parco
avvolto dalla nebbia le lascio scivolare
così che evaporino con lei
quando il sole la catturerà
Quanta dolcezza sento
salire nel petto in questo mese,
dove vive la quiete
dell'inverno che avanza,
il tepore della legna
scoppiettante nel camino
è mistico, sano calore, è amore
in questo dolce Novembre

Il tramonto è già qua
ad accarezzare la notte.
Ferite aperte accompagnano
le ore sempre più lente.
Domande senza risposta
vagano nella testa.
Cercano un filo logico
inutilmente...
E' ancora buio
l'alba non vuole arrivare.
Anche le risposte
attendono.
Quel filo si assottiglia
sempre più...
Cerco di trattenere l'ansia
ma ciò non accade.
Il filo si spezza nel buio della notte
prima dell'aurora.
Il mio cielo sanguina
scarlatte le sue lacrime
sporcano la terra
e qui il vento soffia forte
il mio dolore ha una matrice nera
si replicano i vuoti silenzi
e un seme dà frutti amari
dal succo velenoso
Non porgere le labbra per assaggiarli
il mio dolore ha il sapore
della ruggine e del fiele
È un calice di vino cattivo
e lo offrirei solo ai dannati
il mio dolore ha una matrice nera
un'antica maledizione
si perpetua, marchio a fuoco
e il rancore è una macchia scura
che non si cancella con un sorriso di plastica
assisti pure alla crocifissione
dei miei sogni morenti
Le speranze impalate
chiudono definitivamente gli occhi
il mio dolore ha una matrice nera
e concepisce solo figli oscuri, senza nome
scarlatte le sue lacrime
sporcano la terra
e qui il vento soffia forte
il mio dolore ha una matrice nera
si replicano i vuoti silenzi
e un seme dà frutti amari
dal succo velenoso
Non porgere le labbra per assaggiarli
il mio dolore ha il sapore
della ruggine e del fiele
È un calice di vino cattivo
e lo offrirei solo ai dannati
il mio dolore ha una matrice nera
un'antica maledizione
si perpetua, marchio a fuoco
e il rancore è una macchia scura
che non si cancella con un sorriso di plastica
assisti pure alla crocifissione
dei miei sogni morenti
Le speranze impalate
chiudono definitivamente gli occhi
il mio dolore ha una matrice nera
e concepisce solo figli oscuri, senza nome
Sprezzante
travolgente...forte.
Per non farsi fermare
dagli ostacoli.
Per non soffrire
per non distruggere il sorriso.
Forte
come il vento.
Trasformare il mare in polvere
da portare via.
Colmando
la tempesta.
Bisbigliando al tramonto
che un'anima in fiamme si è spenta.


Dilago con la linfa lentamente
fra rivoli del fiume solitario
ammantata di silenzi
dalle umide foglie sradicati
Mi scivola nei meandri la vita
accartocciati dai sottili raggi
pungente l'odore di nebbia
il pensiero m'abbraccia
Verso la luna nuda m'incontro
bontà imploro per l'anima
dal sogno lontano trafitta
La mia, povera anima.
fra rivoli del fiume solitario
ammantata di silenzi
dalle umide foglie sradicati
Mi scivola nei meandri la vita
accartocciati dai sottili raggi
pungente l'odore di nebbia
il pensiero m'abbraccia
Verso la luna nuda m'incontro
bontà imploro per l'anima
dal sogno lontano trafitta
La mia, povera anima.
Scorre lento il tempo
nell'ora del crepuscolo
tutto ha un fare mesto
e assenza di scorci tersi
e indossati dal sole
è assenza di parole
nessun verso a dissetare
i campi di lucciole e di luna.
Ferma la sera imbruna
e piove afone stelle
di malinconia.
Lontane risate,
la gioia,
i finti litigi
per i vestiti,
o per il furto del profumo.
Quello sguardo
assente
senza parlare,
non so
cosa pensi.
Quelle carezze
alla mano,
al viso,
sento il
ghiaccio.
La paura
ti si legge in viso,
incrocio
di occhi,
di sguardi.
Forse
poteva essere
un addio.
sii forte
più del dolore.
E' un viaggio il mio pensiero
veste gli alberi spogli e il terreno inquieto
non sono foglie
ma lettere e suoni che s' appoggiano e scrivono il tempo.
Mitigano l'ombra
cercano la luce
sconfinano tra le righe e si parlano
cosi come si parlano le correnti d'Autunno
mentre alitano l'Inverno e sfumano l'Estate .
Quale pagina avrà l'effetto , quale conserverà tutte le mie parole?
Come una piccola nota in ritorno dal mare
prendo quota e sorvolo gli spazi
sul cuscino lascio la fatica di ogni giorno e di ogni notte
la fugacità della vita vibra
mi scuote e si lascia amare.
Ognuno dovrebbe guardare dentro sé stesso.
Guardare in profondità e ricordarsi di quando era bambino.
Vorrei ritrovare il piccolo Elvezio Marino bambino, quando non capiva le ragioni dei "grandi",
quando chiedeva aiuto e non trovava spiegazioni,
quando tutti gli davano addosso perché già a quei tempi era "diverso" dagli altri.
Come sarebbe bello se potessi tornare indietro io grande, ora da quel bambino.
C’è un piccolo Elvezio Marino, SOLO, in una stanza buia e spoglia – stile interrogatori della polizia- seduto su una sedia, con la luce fioca di una lampadina che pende dal soffitto, -immagino sia questa l'anima di un bambino quando subisce ingiustizie- tutto intorno silenzio, l’assordante silenzioso rumore della sua mente.
Vorrei raggiungerlo, entrare in quella stanza spalancando la porta e abbracciarlo, forte, asciugargli le lacrime, calmargli la rabbia nel cuore, sorridergli e sussurrargli:
" IO TI VOGLIO BENE"
“IO TI VOGLIO BENE”
“IO TI VOGLIO BENE”
Guarirlo da quelle paure così da curare le insicurezze dell'uomo che è adesso.
Ora vado da lui… almeno con il mio pensiero… e lo faccio.
Mi sento già meglio....
Ciao a tutti.
Guardare in profondità e ricordarsi di quando era bambino.
Vorrei ritrovare il piccolo Elvezio Marino bambino, quando non capiva le ragioni dei "grandi",
quando chiedeva aiuto e non trovava spiegazioni,
quando tutti gli davano addosso perché già a quei tempi era "diverso" dagli altri.
Come sarebbe bello se potessi tornare indietro io grande, ora da quel bambino.
C’è un piccolo Elvezio Marino, SOLO, in una stanza buia e spoglia – stile interrogatori della polizia- seduto su una sedia, con la luce fioca di una lampadina che pende dal soffitto, -immagino sia questa l'anima di un bambino quando subisce ingiustizie- tutto intorno silenzio, l’assordante silenzioso rumore della sua mente.
Vorrei raggiungerlo, entrare in quella stanza spalancando la porta e abbracciarlo, forte, asciugargli le lacrime, calmargli la rabbia nel cuore, sorridergli e sussurrargli:
" IO TI VOGLIO BENE"
“IO TI VOGLIO BENE”
“IO TI VOGLIO BENE”
Guarirlo da quelle paure così da curare le insicurezze dell'uomo che è adesso.
Ora vado da lui… almeno con il mio pensiero… e lo faccio.
Mi sento già meglio....
Ciao a tutti.
Da tempo c'incontriamo
tra mura clandestine,
tra nebbie fitte.
I nostri passi
risuonano lontani
privi di orme...
i nostri giorni
sono ormai scatole vuote
piene di silenzi
saturi di penombre chiuse.
A volte
mi prende la voglia
d'essere foglia danzante
leggera nell'aria
come un tempo che sapeva di gioia,
ma è solo il pensiero
d'un momento.
Oggi la tristezza
dissolve il mio tempo
che srotola lento
tra malinconici pensieri.
Raccolgo solo polvere grigia
che giorno per giorno
si posa sul cuore
colmandolo di pena.








