Tutto tace. Nel tuo cuore, nel mio, parole ricacciate indietro affogano.
Smetti di colmare il silenzio con una perfetta dizione,
di riempire col suono della tua voce
spazi rimasti senza rumore.
Dietro le forme grammaticali voglio sentire il tuo respiro.
Essere spettatore esige la presenza di qualcuno sulla scena,
ma tu reciti la tua vita giù dal palco: non vuoi spettatori.
Solo quando smetterai di credere
che non c'è bisogno di dire nulla,
solo allora i cristalli di Boemia
dall'alto del tuo luogo sacro
si staccheranno per schiantarsi al suolo.
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Silence. Chosen to not hear your false notes.
Everything is still. In your heart, in my heart, the swallowed words drown.
Stop to fill silence with perfect diction,
to stuff noiseless spaces
with the sound of your voice.
Beyond grammar I do want to feel your breath.
A beholder needs someone on the stage,
but you play your life in the stalls: you want no audience.
Only when you'll stop to believe
that there's no need to say nothing,
only then the Bohemian glasses
from the top of your holy place
will break off and crash.
al perchè non ci sei più.
Resterà sempre il silenzio
dopo la domanda.
Il punto di riferimento
l’esempio da seguire nella vita.
Non ci sei
da molto tempo.
Sei sempre presente
nella mia vita.
Percepisco
la tua presenza.
Giorni da
dimenticare.
Non ho pace
tu non lo vorresti questo.
Troppo forte
è la tua mancanza.
Mi piace pensare che non sei sola
ma con il nostro eroe.
Lui che ti voleva un bene immenso
anche lui ci ha lasciati troppo presto.
Tutti ti volevano bene
non poteva essere diversamente.
Eri buona con tutti pensavi per tutti
ti prodigavi per tutti.
Non ho pace
vorrei continuare con serenità.
Ogni volta che mi rialzo
qualcosa mi fa ricadere.
In un silenzio
sempre più opprimente.
con gli occhi pieni di nostalgia
dietro ad un lume acceso.
Sai di crepuscolo e d'inchiostro
sigillato su un foglio infinito
a Dicembre.
Ti tengo cosi,
steso come si tiene il cielo,
rubando le stelle
posso intuire i tuoi pensieri
e raccogliere i bagliori
distratti e caduti
dove cade la neve.
Forse tornerai?
Cosi... Come torna la Primavera!
In un vortice di foglie
raccolgo tramonti,
aspetto di raccogliere
i papaveri e la luce,
aspetto di riprendermi tutti
i sapori e i colori del cielo,
abbottonata e stretta
la mia voce.
Vissi di fiabe e pur di gnomi,
mirando il bello e non il brutto.
Dello sterco non sentii fetore,
ma il bene che alla terra dona.
Vale la sostanza e non l’odore,
di cui poi l’uomo si corona.
L’illusione fu per me la guida,
che mi portò all’ultima mèta
con un fardello meno faticoso.
Elogiai l’amore e non la sfida,
nel ruvido sentii ognor la seta
ed il sentiero lo vidi luminoso.
Vissi così, come vive il poeta,
che dalla mestizia trae la letizia
o come la gestante, partorita,
che nel dolore sente la delizia.
Chi non ha gioia e gioia grida
nella vita vince la disfida,
che il Fato ogni dì impone
all’uomo a singolar tenzone.
Vissi così la vita e fui grato
a chi allor mi mise al mondo
e mi diede un gran precetto:
“Respingi chi ti fa male al petto,
pensa che tutto sia giocondo,
vivi del dì l’aroma con afflato.
La vita, seppure ardua e breve,
non è come l’urna così greve”.
Non sono un letterato
l'unica cultura
è il sangue che mi cola
dagli occhi e dalla fronte
quando perdo il filo
e s'intreccia il mio respiro.
Non sono uno scrittore
poeta o drammaturgo
l'unica poesia
è la rabbia e la malinconia
che offende il mio aspettare.
Non sono filosofia
filantropo o illusionista
veggente o saltimbanco
sono solo un corpo estraneo
che sguazza dentro se stesso
cercando il lampo nel mare della noia.
Non sono perchè mai vorrei essere
o forse lo sono inavvertitamente
e non accetto incoscientemente
questo mio essere trascendente.
E allora ascolto e vedo
comprimo e scopro
scavo e sotterro
vinco e perdo
muto
gesticolo il passato
e poi vado
verso mete sconosciute
miraggi e illusioni
apparenza, Paradiso.
giornata grigia,
Stupore
senza limiti e confini.
Ripensare al passato
Ripensare
Tempi andati
La tristezza apre
Quel nodo alla gola che ritorna
Lacrime
Tempi andati
Stupirsi della malinconia
sono un naufrago tra la corrente
ogni tanto faccio sosta su uno scoglio
e poi mi rituffo a testa in giù nell’abisso.
E tu non mi cercare nel profondo
non mi cercare tra le mie poesie
non mi cercare in questo cuore balordo
io sono un marinaio senza più comando.
Quando mi vedete nuotare in superfice
quando le mie braccia vedete annaspare
sono in cerca del coraggio di continuare
dissetandomi di mare e del suo sale.
Non ho più terra e non ho più nave
non ho Dio, Angelo e costellazione
sono un pesce che non conosce destino
tra le maglie rammendate del pescatore
E’ lì che un giorno troverete la mia anima
senza lische e senza respiro
la troverete nella magia di una marea
nella notte più lunga dell’apnea.
Ascolto lo scrosciare della pioggia
mentre nella tarda ora di questa notte
vivo, vampiro assetato
di pace, di amore rosso sangue
Pensieri come ingranaggi maledetti
mulinano nella mente,
operativi in moto perpetuo …
bandirli voglio nel vento,
disperderli come foglie morte
che tornare indietro mai potranno
Tutto di me, dal corpo, all'anima
anela angosciosamente
sentire le tue braccia avvolgermi,
dieci anni di vita darei per un solo abbraccio da te
Da te, amore, che osservo dormire
ed il tuo respiro è musica nel silenzio intorno,
il tuo bel viso arreso al sonno
disteso e sereno bello come i sole
Ricordi salgono dal cuore
come l'edera si avvinghia al tronco dell'albero
essi le mie membra catturano,
brividi sulla pelle di gioia,
lacrime amare dalle palpebre pesanti
Ripongo tutto ciò che sono nelle mani di Dio,
aggrappandomi ad ogni piccolo appiglio,
scalando questo monte impervio
che è la vita, solo con una corda e
con le mie mani colme d'amore e buon volontà
ho riposto i miei pensieri,
in quelle onde
offuscati i sentimenti,
intinti nelle nuvole grigie
le voci del vento.
Dov'era l'Autunno
ora abita una lacrima e l'inverno,
nuda appare la sera
e tiene il tuo parlare
e il cielo commuove l'assenza.






