D’amore e sogno immaginai la vita
immerso nel crepuscolo che fossi
o consenziente prigioniero d’albe
nell'ora sola che il tempo non si conta.

Fu colpa dei leggiadri batter d’ali
che rasentavano lo specchio d’acqua
dove furtivo piano m’immergevo
per il timore d’inopportun rumore.

Plasmai i miei anni nell'idea del bello
convinto di trovarlo anche addosso
a chi affidavo quel prezioso scrigno
lasciando bene aperto il chiavistello.

Come ho già scritto in altra poesia,
davvero non si cresce mai
se fosse vera quella vecchia tesi
che il sentire pone sempre al centro.

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Profilo Autore: Aurelio Zucchi*   Sostenitore del Club Poetico dal 04-03-2020

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Commenti  

poesie profonde*
+1 # poesie profonde* 11-09-2020 10:47
Il bello non è niente e aggiungerei la cultura, rispetto, all'intuizione. Apprezzata, davvero ammirevole
Eleonora Carullo
+1 # Eleonora Carullo 11-09-2020 13:50
:-) Molto bella anche la chiusura
Silvana Montarello*
# Silvana Montarello* 13-09-2020 14:58
Il sentire di un poeta grande come te non ha eguali, complimenti.

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