Sia quel che sia,
mi chiedo se riconoscerò il sole
domani, appena il gelo della notte
sarà stanco di prendere di petto
il cuore reso a sua maestà il cerchio.

Sia quel che sia!
Nemmeno vengono in soccorso
carezze armate del migliore intento,
ricordi, che ne so, immagini volanti
che possano distrarre i reso conti.

Sia quel che sia,
chissà se riuscirò a distinguere
toccata e fuga del piccione bianco
sull’umida ringhiera del balcone
mentre il caffè bevo bollente.

Sia quel che sia,
io non vorrò privarmi affatto
d’un grido mattutino d’arrotino,
del sali e scendi di distratta gente
nel su e giù di un tram ripetitivo.

Sia quel che sia,
io non rinuncerò al buongiorno amore,
al mio bignè da divorare piano,
al solito fruscio del quotidiano,
ad un sorriso di un bebè qualunque.

Sia quel che sia,
mi addestrerò a memorizzare
tappeti sparsi per i marciapiedi
per poi, quando riapre il cerchio,
salir su quello a me congeniale.

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Profilo Autore: Aurelio Zucchi*   Sostenitore del Club Poetico dal 04-03-2020

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