Fatemi uscire dalla cella
delle parole consumate e finte
che portano la sete ardente
della verità e della conoscenza.

Ai sapienti del linguaggio
implorerò un alfabeto in più
e sceglierò perfetti i suoni
per ogni cosa di cui io parli.

In altro modo,
tranne il cuore e gli occhi,
meglio seccare il corpo
fino alle pendici dell’anima
e respirare me,
senza l’aria che m’avvolge.

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Profilo Autore: Aurelio Zucchi*   Sostenitore del Club Poetico dal 04-03-2020

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