"Ancor poco muove
la prima capriola estiva;
rimane sull'orlo la fragranza
di quella bianca fuga di primavera.
Di placido azzurro, là sul viale,
fresco è il dondolio
delle tue paterne carezze
- rivolte ai gabbiani,
tese in verdi
inebrianti estensioni.
Tutto l'oro,
tutti i miei mortali affanni
sacrificherei nell'onda ambrata
del tuo sussurrar di vecchio,
pur sapendo che poco t'importa
e altrettanto ascolti
di tutte le raminghe passioni
che van per il mondo.
Quanto mi sorprende
quella gioventù ribelle
che s'intreccia
lampeggia
eppur vibra
come vibrano, mortali,
le piccole gioie nostre!
- di un non so che di vita, mi paiono,
quelle fughe di fiamma
fra foglia acquamarina.
Rapide è certo,
ma quanta vita!
Niente si ama più
della luce fra i platani;
- non le cose leggere,
non le cose delle stagioni
fuggiasche,
che han fretta di vedere
degli uomini i tristi congedi
e solo per pietà si scoprono
amanti."

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