Assaporando l'uva raccolta fra le mani rosse
d'insetti ammaliatrici
si respira il fervore lavoratore
del ritorno in patria
trascorsa l'estate
Ceste e carri con velocità
tengono i ritmi
annullando l'esistenza di orologi
buttati al calar del buio
giunto prima di quando atteso
prima di distendere corpi e pensieri
dedicati alla notte
al suo ristoro
Profumo di mosto, ribollire di tini
il cocker interessato
un po' brillo negli occhi
lecca le spine, accovacciato vicino
Si aspetta il mattino
fra previsioni discordi
la luce lenta dell'alzarsi
l'odore del caffè
di una torta appena bruciacchiata
I sentori non levigano
non hanno ragione
l'attesa del languido lieve letargo
che il tempo porterà
trasformerà in ricordo questo giorno
solo un piacevole trascorso
passato
imbevuto di felici calici.

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Piaciuta! Ciao...