Tra i perduti versi
ho colto l'eco della memoria
dimenticata
lì gemente nei libri del liceo
oppure mascherata
d'incomprensibile lingua.
E' muto il pensiero
che entra nell'anima
quasi ad imbavagliarla di sensazioni,
e la poesia privata
non urlata
quasi si scioglie sul corpo
di brividi personali l'avvolge
ed il sogno si stacca dalla mente
in spirito di consolazione.
IL suono del mondo
esala al celeste l'armonia anonima
della cinica incomprensione
ed all'azzurro aggrapparsi
m'appare fantasmatico rimedio,
allora mi ritrovo qui
bastardo d'incognita origine
a chiedere alla poesia esistente
un rifugio d'anima vibrante
che contagi il diapason dell'essere mio
d'armonie perdute nel pozzo del silenzio.
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