“Ho orrore dei miei vestiti. Mi danno un aria goffa, l’inverso di ciò che sono.
Armatevi di maledizioni e venitemi a trovare! Mietete i miei pregi e rendetemi come voi, finto!”
Questa era la confessione del Padre Eterno di fronte alle sue creature.
Il popolo, inconsapevole, realizza il suo desiderio.
Simile ad un rapporto d’amicizia, l’Eterno ed il Mortale, si tengono per mano durante la loro ultima cena. Unica mano visibile è quella che stringe l’altra. Entrambi ne hanno una nascosta dietro la schiena, con le dita incrociate, mentre attendono il cibo, sperando di non farsi beccare mentre imbrogliano sul conto finale da pagare.
La cena è a base di pentimenti e colpe, blasfemie e santificazioni, odio e sopportazione, ed il creatore delle pietanze è mitemente nascosto in loro.
“Che pietanze pesanti, mio caro!”
“Di chi sarà la colpa?”
Ed in coro concludevano:
“Io sono vestito a tua immagine e somiglianza!”

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il passaggio più bello è questo:
Armatevi di maledizioni e venitemi a trovare! Mietete i miei pregi e rendetemi come voi, finto!”
complimenti sinceri,poetanarrato re.