Scendi, con le mani vuote
fra la polvere dei papaveri e boccioli di more
vieni a vedere com’è rada la gioia
nel nostro cuore
Guarda l’immagine del vuoto
che sale e riempie
ringhia ed inveisce
scendi, non stare lassù
Trovati un posto per ascoltare
con le gambe stanche e curve
di quell’aria che c’imprigiona
e che non colgo
di voci fini e pungenti
che non sanno stare composte
Quando lo farai
dall’immagine trasuderanno
gocce di felici attimi
appena venuti al mondo
Confortandoci e riempiendoci
fino a tracimare
il vuoto migrerà
Il colore dei sogni ci attraverserà
come le fiamme dei temporali
Prendici e tienici
fa che questo sia
interminabilmente sopportabile
o infinito
fra la polvere dei papaveri e boccioli di more
vieni a vedere com’è rada la gioia
nel nostro cuore
Guarda l’immagine del vuoto
che sale e riempie
ringhia ed inveisce
scendi, non stare lassù
Trovati un posto per ascoltare
con le gambe stanche e curve
di quell’aria che c’imprigiona
e che non colgo
di voci fini e pungenti
che non sanno stare composte
Quando lo farai
dall’immagine trasuderanno
gocce di felici attimi
appena venuti al mondo
Confortandoci e riempiendoci
fino a tracimare
il vuoto migrerà
Il colore dei sogni ci attraverserà
come le fiamme dei temporali
Prendici e tienici
fa che questo sia
interminabilmente sopportabile
o infinito

Commenti
Il componimento è di gradevole interpretazione, è come essere su un'altalena, ad ogni passaggio trattengo il fiato. Bella.
Non è facile parlare di infinito con parole finite; c'è chi usa figure retoriche che danno effetto, il tuo scorrere è il misto di uno che ne sa molto di poesia (di quel sapere non imparato e che non si può insegnare, di quel sapere che scorre dentro e che si può cogliere così, con naturalezza).
Questo ho carpito nei tuoi scritti, premettendo che non ti conosco affatto, mi sto permettendo anche di allargarmi al "tu", con il rispetto che si può dare alla persona in quanto tale, che sia giovane o meno giovane. E' un vero piacere leggerti.
Un saluto.