Scendi, con le mani vuote
fra la polvere dei papaveri e boccioli di more
vieni a vedere com’è rada la gioia
nel nostro cuore
 
Guarda l’immagine del vuoto
che sale e riempie
ringhia ed inveisce
 
scendi, non stare lassù
 
Trovati un posto per ascoltare
con le gambe stanche e curve
 
di quell’aria che c’imprigiona
e che non colgo
 
di voci fini e pungenti
che non sanno stare composte
 
Quando lo farai
dall’immagine trasuderanno
gocce di felici attimi
appena venuti al mondo
 
Confortandoci e riempiendoci
fino a tracimare
 
il vuoto migrerà
 
Il colore dei sogni ci attraverserà
come le fiamme dei temporali
 
Prendici e tienici
 
fa che questo sia
interminabilmente sopportabile
o infinito   
 
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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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Commenti  

Ambra PILTI
# Ambra PILTI 28-05-2014 08:35
Quando iniziai a scrivere, decenni e decenni di anni fa, riempivo i miei versi di molteplici puntini di sospensione. Di fatto volevo rileggere il tutto esattamente come l'avevo sentita e scritta, con gli stessi tempi, respiri ecc...Poi una volta che regalai al mondo i miei scritti, e direi che proprio qui in questo club poetico ho iniziato, un poeta molto attento (dire che manca è poco) mi fece notare questa eccessiva punteggiatura di sospensione. Mi resi conto che...bastava andare a capo iniziando l'altro verso con una maiuscola o con una minuscola. Andare a capo e l'inizio del verso davano il tempo di cui volevo trasmettere. Perdonami se ho dilungato nella mia storia...ma, mi domandavo con quale criterio o meglio con quale significato tu Valerio dai gli a capi e il suono dei versi? Anche questo serve per crescere...parlo per me naturalmente.
Il componimento è di gradevole interpretazione, è come essere su un'altalena, ad ogni passaggio trattengo il fiato. Bella.
Brigida Liparoti
+1 # Brigida Liparoti 28-05-2014 09:41
Scrittura fluida la tua, raccogli tempi a volte in controtempo, è bello questo.
Non è facile parlare di infinito con parole finite; c'è chi usa figure retoriche che danno effetto, il tuo scorrere è il misto di uno che ne sa molto di poesia (di quel sapere non imparato e che non si può insegnare, di quel sapere che scorre dentro e che si può cogliere così, con naturalezza).
Questo ho carpito nei tuoi scritti, premettendo che non ti conosco affatto, mi sto permettendo anche di allargarmi al "tu", con il rispetto che si può dare alla persona in quanto tale, che sia giovane o meno giovane. E' un vero piacere leggerti.
Un saluto.

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