Sono sordo da un orecchio, quello destro,
molto più in basso, poi, compresso fra la tibia
e il perone,
si trova l'accesso alla nostra amicizia
ricoperto dalla terra o contaminato dal sangue
infetto,
delle mie dita da chitarrista metal,
che si insinuano per negarti al gioco,
per annusare e tossire
delle mie idee anarchiche
che tu vigliacco,
condividi solo quando piove.
Entra se vuoi e controlla tu stesso,
non c'è limite al rossore della mia vergogna
nè pagine senza inchiostro sciolto
e nel dubbio si consuma il tempo
e i ristoranti aprono e chiudono
e conoscono il mio profilo
come la mia coda di sangue
e il passo incerto di amico rinnegato.
Ti vedo sfumare in una luce gialla
quando conto gli anni
impressi come spine sui miei talloni sporchi.
E non ho niente da fare
e non ho niente da dire.
Non lo nego, mi manchi,
perchè anche io ho smesso di pregare
e perchè oggi l'ultima goccia di buonsenso
ha solcato le mie tempie
sotto forma di sudore.

Commenti
un monologo rivolto ad un'amico immaginario, che mi piace vedere come l'altro stesso,...E' una poesia in ogni caso molto intima e scritta magnificamente a mio parere. L'inizio è stratosferico.