Guizzo d’un catrame d’argento,
rivolo di bellezza nella notte muta,
fu zesta astronomica d’una prateria di cielo
e fra gli steccati d’una primavera d’aprile
luccica nel silenzio l’indomita tua ombra selvaggia,
bruma d’un vello stropicciato di guerriero scarmigliato.
Ammantati riccioli d’osso nocciolati
acconciano furiosamente il tuo capo,
sembran virgole di merletti tinti d’arena,
uncini feroci come spine di rose appassite,
grumo maldestro d’una briciola di deserto,
tralicci d’un vigneto d’autunno sporcato.
Fra schizzi verniciati di pascoli stellati,
sperduti vascelli alati di sogni arroccati,
fiammelle temporalesche di zolle zodiacali
odo scalciare tra le infinite sinfonie del vento,
una manciata furibonda di zoccoli unghiati,
graffi abbeverati dal blu in una sorgente specchiati.
rivolo di bellezza nella notte muta,
fu zesta astronomica d’una prateria di cielo
e fra gli steccati d’una primavera d’aprile
luccica nel silenzio l’indomita tua ombra selvaggia,
bruma d’un vello stropicciato di guerriero scarmigliato.
Ammantati riccioli d’osso nocciolati
acconciano furiosamente il tuo capo,
sembran virgole di merletti tinti d’arena,
uncini feroci come spine di rose appassite,
grumo maldestro d’una briciola di deserto,
tralicci d’un vigneto d’autunno sporcato.
Fra schizzi verniciati di pascoli stellati,
sperduti vascelli alati di sogni arroccati,
fiammelle temporalesche di zolle zodiacali
odo scalciare tra le infinite sinfonie del vento,
una manciata furibonda di zoccoli unghiati,
graffi abbeverati dal blu in una sorgente specchiati.

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LIETA GIORNATA.
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