col salutar l’angelo suo
che soave l’aveva cresciuto
tra sani principi e solidi valori.
Il cielo era privo di stelle
senza la vista di quegli occhi che
con dolcezza gli sorridevano
augurandogli la buonanotte.
Quella sera però
nube grigia oscurò
quegli sguardi sorridenti.
Un boato urlò nell’oscurità,
la terra tremò…
in quell’istante si spezzò
un cuor di madre.
Straziante è per ogni figlio
dire addio alla propria madre,
ma ancor più devastante
è il pianto d’una madre
nel vedere volare tra gli angeli
il proprio figlio.
Crudele destino per chi
con animo umile
e a testa alta lottava
per la libertà del popolo
schiavo della criminalità.
Viviamo nel ricordo del suo nome
combattiamo con cuore e coraggio
affinché non sia stato vano
il sacrificio di Paolo che
non curante del pericolo
ha perso la propria vita
per difendere la nostra.
L’unica pecca
bianconera
in un prolificare di colori.
Peccato eterna …
come il donato riposo
che giustamente ti spetta.
Diritto
acquisito da tempo
già dal primo conflitto
quello spezzare
di vita ad un figlio.
Nella scelta, il prezzo.
Cercato
e meritato successo
per una vita
dedicata al mondo
in attimi di ristoro
pastiglie di benessere
in pillole serali
o, comunque, programmate.
In questo mondo cala
il tuo sipario, solo s’alza
dalla parte opposta. Ora
da gratificare ci sono quelli
dell’altro mondo
- altroché riposo
per l‘anima in sorte
gioca ironica, la morte -
Ancora ci penso
chissà tu sia stata
… solo italiana!
Tu che hai fatto clamore
in tutto il mondo
per un nudo ombelico,
per la mise d’una minigonna
iniziando con classe
una notevole rivoluzione
con la tua ecclettica personalità
ora sei andata via
senza alcun rumore
da questo stesso mondo
che ti piange
tra sorrisi e ricordanze
di una continua festa
con balli da capogiro.
Dall’Italia alla Spagna
dall’Europa all’America
ogni dove ti decantava
ogni età era rapita
dalla tua elegante grazia
che mutava il bianco e il nero
in colori ad arricchir la vita.
Da un capo all’altro della Terra
risuonava la tua risata,
contagio per ogni animo
connubio di allegria e professionalità
simbolo di semplicità e gioia
nel rallegrare chi ti ammirava
senza mai porti al di sopra di nessuno
donando amore d’una madre
ad ogni bimbo fortunato nell’incontrarti.
Cirri fanno adesso da scale
verso nuovi palcoscenici
a te che per noi
sarai sempre la Raffa Nazionale
che con un casqué e una giravolta,
una canzone e un developpè
rendeva ogni giorno gioviale,
a te che ora farai festa
volteggiando con gli angeli
dico addio con occhi umidi
ma pur sempre con la vitalità
che tu sola sapevi esprimere.

S'addensano oscure nubi
ed un vuoto incolmabile riempie il cielo.
Addio o arrivederci Raffaella Carrà!
Monumento d'attrazione ed
ironica saggezza,
donna dinamica, effervescente,
guerriera della libertà umana.
Addio anima in volo,
prato verde e campi di tulipani,
showgirl ed innovatrice ballerina,
conteso ed innato talento ad
opera sensuale, sorriso
sorprendente e contagioso..
Addio o Arrivederci Raffaella!
Estese e nere nuvole,
invadono anime addolorate
per il tuo abbandono,
ma, il ciel rasserena,
stai camminando verso il Paradiso.
Addio, arrivederci Raffaella Carrà!
Adele Vincenti
Morta il 5 Luglio 2021
Raccontami di quando il peso del vuoto
ti riportò alle notti infernali e sentisti
gli artigli ghermire le tue palpebre
stremate nello sfuggire ombre
che per tanto, troppo tempo rifuggisti.
Vorrei mi raccontassi di quando l'alba
scacciò quei brutti sogni per cedere
il fianco ai brividi al giungere
di una piccola stella agonizzante
che giacendoti accanto ritrovò
la luce sua più bella allontanando
dalle tue notti le ombre ostili.
Raccontami di come sei felice
quando all'ombra degli aceri
stendi il velo dei non ricordo
per concentrarti sull'amore.
Scrivo per voi
poeti
anime gentili
che in punta di parole
entrate dentro i cuori
con il silenzio del rumore
lasciando
l’impronta leggiadra
dei momenti
vissuti nella pienezza
delle cose belle
come la poesia
delle notti stellate
di quando i sogni
non aspettano l’alba
per essere vissuti.
Così gli anni
di fresca vernice
sopra la ruggine
e le rughe
del tempo che passa.
Vibranti e tese come corde di violino
oscillano tra i tremuli vascelli
le note dei canti di Cialoma,
la forza l’accompagna
nel susseguir ritmo carnale,
l'onde ora mosse son dal mare
a disperdere preghiere tra la schiuma.
S'arma d'arpione
e fiocina la mano demone
che di rosso tinge
il mare assassino.
L'occhio vitreo si scorge appena
mentre il corpo si dimena
a cercar, la via sul fondale
confondendosi tra gli altri
ma, a nulla vale
quella è trappola infernale.
Lento e caduco
come foglia cullato dal vento
s'appresta ad accasciarsi e s'addormenta.
Vibrante e tesa come
corda di violino
s'intona a ritmo di cialoma
l'echeggiar vocio del Rais
che incita i tonnarotti a issar le reti.
S'avvia l'alba è già mattino,
tra i canti antichi di preghiera
ai marinai la forza viene meno,
ma non meno, nel ringraziar
dovizia ben di dio
levando gli occhi al cielo
lo sguardo s'alza in volo
all’ali frastagliate
dell'isola farfalla.
Sei la luce del primo mattino,
Quella che ti sveglia pungendoti dolcemente.
Sei la melodia di un'antica canzone ,
Che ricordi camminando nel presente.
Sei la foto mai scattata,
La vedo riflessa nel buio splendente.
Sei il pensiero nascosto,
Che vola libero nella mia mente,
ma nel cuor farà ritorno.
zona che ti rapina
dei cupi pensieri
in pochi attimi trascorsi
a guardare il mare.
Raggi di luna che
affacciandosi
nelle sue onde
sfidano il brillare
delle stelle.
Pochi istanti passati
a vedere pescatori
ombre che solcano
le sue acque
in barche illuminate
da soffuse luci
in cerca di succosi tesori.
Pochi momenti vissuti
ad osservare
in lontananza
il Vesuvio e il Faito
che con le loro vette
come labbra
sembrano baciare il cielo.
Mare e navi,
luna e stelle
ci sfiorano la pelle.
Barche e pescatori,
monti e cielo
ci accarezzano l’anima
a Mergellina
che è
zona che ti rapina!
incantata
ogni notte
imprigionato
nel firmamento
nulla può
limitare
tale ostentare
nell'osannarti.
Narciso
hai abbondato
catturando
il mio cuore
nel tuo specchio
ove innamorata
mi rifletto
e d'infinito
mi rivesto
del tuo brillare
mio sapiente amore.
Il tuo non fu un pianto
bensì un dolce canto…
così raccontano i miei genitori
l’attimo della mia nascita.
Son cresciuta tra una nota e l’altra,
ho sognato tra un croisée e un en face;
la musica m’accompagna da sempre,
ancor prima della poesia
divenuta poi essenza della mia vita.
Parola dopo parola
l’emozione ha preso voce,
verso dopo verso
l’anima mia ha messo le ali,
passo dopo passo
lo spirito mio con te
ha iniziato a volteggiare.
Poi t’ ho vista lì su quel palco,
hai rapito un guardo incredulo
all’idea strabiliante che la danza
fosse poesia dei piedi.
Ogni tua raffinata movenza era delicata carezza
a chi incantato ti mirava,
ogni tuo gesto leggiadro era soffio piumato
sul viso di chi ti contemplava.
In punta di piedi raccontavi
storie e fiabe d’altri tempi
di amori contrastati,
di atroci scempi.
Su ali di cigno bianco
ora, stella tra le stelle,
danzerai su soffici nuvole
narrando ancora di Giselle
tra un plié e un relevé.
in cui la voce
a ogni cura
perse il fiato
nella dolce forza
dell'esistere
con la poesia
a dettare il ritmo
fino
al suo ultimo battito,
con occhi
stravolti al cielo,
pure la luna
volle porgere
il suo ultimo saluto
preservando
un inchino
a una nuova stella
che brillerà
in eterno
su pe' l'alto.
Grazie maestro
Franco Battiato
Cercando il tuo centro di gravità permanente
sei giunto all’apice del tuo cammin di vita
senza mai smettere di sventolare
la bandiera bianca della libertà d’essere…
essere cuore e mente, poesia e saggezza.
Con la volontà di alleviare le pene di un mondo,
a volte grigio e a volte blu,
hai donato danze poliedriche
lasciando quaggiù il ricordo indimenticabile
di un’anima colma di inestimabile ricchezza.
Passeggiando tra nuvole e fiori bianchi
tra gocce di pioggia e raggi di sole
dona ancora da lassù note e lezioni di melodica sapienza
a chi sta ancora in cerca del suo posto nel mondo
affinché esso sia non più tanto grigio, ma più blu.





