Cara Italia,
Quando penso alla mia terra mi emoziono, sono nata in mezzo al nulla con nulla, intorno a me palazzine marcite e amianto nelle guarnizioni dei garage, eppure quando cammino
sento sempre poesia.
Ti assaporo in ogni trama dei tuoi paesaggi, sei romantica
Quasi timida, per raggiungere le meraviglie della tue terre bisogna scovarle
Astratta perché ampia e intricata anche nella tua bruttezza
E le storie delle tue città più importanti, soprattutto quelle dei quartieri malfamati, piene di tragedia e teatralità.
Sei è un’artista, un’amante, sei passione
Se potessi con tutti i soldi del mondo mi candiderei in politica, una nazione che ha il cuore spezzato mostra il volto del suo popolo e l’italiano è nelle sue radici. Giù al paesino dove vive mia nonna ci sono poco più di 4 gatti e due vecchi, tra cui mia nonna e i parenti di mia madre. Ovunque cammini in quelle vecchie stradine da marciapiedi del secondo dopoguerra qualcuno è pronto a offriti caffè e bicchiere d’acqua. Noi Italiani sembriamo vecchi e logori , incattiviti dalla vita ma se soltanto entrassimo un attimo in quelle strade malconce ci accorgiamo che il paesaggio è rivelatorio, siamo fatti in questo modo: amiamo e ci consumiamo in nome di questo amore.
E io amo la mia Italia e da politico reincarnerei questi valori, questa speranza di vedere risorgere la mia amata nel nome dell’equità, della gentilezza e dell’educazione. Non mi venderei a nessuna alleanza di facciata, non lascerei che i miei interessi finiscano per condizionare i miei valori e distorcerli. Se avessi tutti i soldi del mondo mi sacrificherei per lei, lavorerei tutti giorni della mia vità affinché essa abbia l’opportunità di dare il meglio di sé, perché si tratta di avere le stesse opportunità fin dalla nascita, opportunità scolastica, economica e affettiva. I tre grandi pilastri: istituzioni educative, lavoro e famiglia. Cose che dovrebbero essere sacre e che dobbiamo assolutamente tutelare, cose che Io ho intenzione di tutelare o ne avrei intenzione in questo futuro Utopico,
Se avessi tutti i soldi del mondo io brucerei e mi consumerei per te.
Perchè Mia cara Italia ti amo,
Come fiori appassiti
i loro passi stanchi
scrivono ai miei ricordi
e le loro fragili carezze
bussano al mio cuore.
E le rivedo a cenar
coi miei malinconici silenzi
nel fiato di questa sera d'ottobre,
curva su un tramonto d'autunno.
Cari nonni,
ho apostrofi delle vostre vite
nel palmo della mia mano,
le regole infrante dei giochi,
coperte di stelle i vostri abbracci,
estati d'anima spensierate,
romanzi di consolazioni,
morsi di sbagli e consigli.
Vi abbraccio e difendo
il bacio dei nostri ricordi.
Sguardi di luna fra i capelli,
occhi sciupati dai ricordi,
son vuote e sole le mani
della tenerezza dei nonni
nell’apostrofo malinconico
dei paesaggi della vita.
Il pianto delle loro ombre,
curve come girasoli al tramonto,
si consuma indifferente
nelle nenie dei silenzi
come un’anonima storia
nel triste riflesso dei tempi.
Eppure ogni nonno
è un abbraccio profondo,
l’abbraccio del tuo passato,
l’abbraccio del tuo futuro.
Nel cielo dell’amore
siano le vostre mani
quaderni di luna
su cui scrivere il vostro domani.
Siano i vostri sguardi
pioggia a primavera,
un campo di girasoli
a meravigliare l’universo intero.
Siano i vostri cuori
petali di cristallo
e nuova luce d’aurore,
una confessione d’amore
ad abitare i vostri nomi.
Siate un battito felice
nel cielo del vostro eterno amore.
Per gli sposi Marta e Marco
Sto a cercare nell' acqua il tuo volto danzare, con la voce persa nel vuoto
sulla spiaggia avanza sol soletto,
vende indumenti di ogni dimensione,
appar indifferente al solleone.
Sul bagnasciuga spinge le lenti ruote,
ad ogni issata un salvagente scuote,
lascia sulla battigia la sua scia,
come a non voler dimenticar la via.
Tanta e troppa mi sembra la sua mercanzia,
Per venderla tutta dovrebbe arrivar in Albania,
ma lo stock a budget è una sua decisione,
magari riuscira' a venderlo in una stagione.
Sta di fatto che ora è fermo davanti al lido,
che qualcun si avvicini non ci confido,
passan cinque minuti e continua il suo cammino,
senza essersi alleggerito neanche un pochino.
una coda abbacinante
con gelosissima emissione
Lasciamo dietro se un sapore
Mentre eri tra i banchi di scuola.
Il mio papà era buono,
bravo, intelligente,
non amava soltanto la moglie,
anche i suoi figli.
Il mio papà era educato,
era dolce e sentimentale,
onesto, altruista, orgoglioso e dignitoso,
tutto quello che aveva era solo la famiglia.
Il mio papà era lavoratore,
la notte faceva il pane,
il giorno poi lo vendeva,
anche se con poco guadagno.
Il mio papà era tesoro,
se gli chiedevo dieci mi dava venti,
prendi diceva, i soldi non bastano mai,
attento però, non li sprecare.
Il mio papà era buono, educato, lavoratore, un tesoro,
eppure io lo chiamavo soltanto papà,
troppo egoista e poco riconoscente io sono stato,
ora mi manchi e se ci fossi, non ti chiamerei papà ma, tesoro.
I mei anni,
tu sei anche il mio Birbi.
Sei un cucciolo giocoso e tenero.
I tuoi occhioni sono grandi e verdi,
come due maccheroni.
Vuoi essere sempre coccolato,
come a me che piace il cioccolato.
Ti ho cresciuto con i plasmon.
Eri piccolo come una mano,
adesso sei un tigrottone
combina guai!
Ti piacciono le carezze,
ma anche giocare
con le unghiette.
Vai in giro per i campi,
in cerca di topolini
e quando sei stanco,
torni a casa,
reclamando tante crocchette.
Dopo aver pappato tutto,
sei pronto per il sonnelluccio.
Prima però un bacino
e una carezza
dalla tua mammina senza baffi!







