l’esatto mio sentir la vita e il senso.
Non cerco cieli d’alta poesia,
speciali effetti per aver consensi,
o d’ode un canto da pensare eterno.
Questa scrittura è solo liso specchio.
Soltanto, vado a caccia di parole,
le più giuste per scriver d’un enigma.
Se non ci fosse morte a sconquassare
persino i sogni che eludono arcano,
direi che - sì - la vita avrebbe un senso.
Ma come dirlo in verso che mi appaghi?
*
Roma, 14/01/2026
Dedicata a Piero Colonna Romano con il quale spesso si parlava di questo tema e con il quale spesso avrei voluto continuare a parlarne. Ciao Amico caro…
Quando il sole scivola piano
oltre l’orizzonte,
e il cielo si accende
di fuoco e malinconia,
ogni colore
sembra sussurrare
il tuo nome.
In quell’istante sospeso,
dove la luce
abbraccia il silenzio,
il tempo smette di correre
e resta lì, immobile.
Come se volesse concederci
un ultimo momento
solo nostro.
Un attimo eterno,
in cui i nostri cuori
si cercano ancora,
sotto lo stesso cielo
che si spegne piano,
ma non smette mai davvero
di brillare
per noi.
Ci sono giorni in cui basta un saluto,
una parola lasciata andare come un petalo nel vento, per sentirsi ancora parte di qualcosa che non c’è più.
Sono quei momenti in cui il cuore si accende da solo, come se riconoscesse una musica che non suoniamo più, ma che vive ancora da qualche parte dentro di noi.
E in quello scambio lieve, quasi invisibile agli occhi del mondo, succede qualcosa di dolce: non torniamo al passato,
ma lo sfioriamo con la punta delle dita,
come si accarezza un ricordo amato.
Non è bisogno, non è mancanza.
È amore che ha imparato a stare in silenzio,
ma non ha dimenticato come si sente.
Perché certe storie non finiscono davvero:
semplicemente cambiano forma,
restano aria, luce, battito.
Restano in quel modo in cui, a volte,
basta una parola per ricordarci
che un pezzo di noi ha conosciuto la meraviglia.
Questa notte
mi è parso di udire la tua voce,
ma era solo un desiderio.
Di vedere il tuo sorriso,
ma era solo un miraggio.
Mi è parso di sentire il tuo profumo,
ma era solo un’illusione.
Di ascoltare il tuo cuore
battere più forte del mio,
ma era solo il rumore
dei miei pensieri.
A volte chiudo gli occhi
e mi lascio trasportare
dall’illusione che nulla sia cambiato.
Ci sono mattine
in cui mi sveglio col sorriso
al pensiero di quanto sarebbe bello
ricominciare da capo.
Come se il tempo si azzerasse
e io potessi ritrovarti
come la prima volta,
corteggiarti di nuovo,
ma stavolta con la consapevolezza
di quanto vali davvero.
La vita sa sorprenderci,
soprattutto quando smettiamo
di tenerla stretta.
Il futuro non si prevede,
si crea.
Un passo alla volta,
con chi sa camminarti accanto,
anche quando la strada si fa incerta…
ma porta comunque
dove il cuore desidera arrivare.
come una ruota che non si ferma mai…
porta con sé sogni realizzati
e altri rimasti sospesi.
In questo girare
perdiamo occasioni,
lasciamo indietro giorni
che non torneranno…
Ma c’è sempre qualcosa
che ci tiene saldi:
l’amore.
L’amore dà senso al viaggio,
trasforma il tempo che fugge
in tempo vissuto,
e ci ricorda
che non sono le perdite a definirci,
ma ciò che custodiamo nel cuore.
E io, nel mio,
custodisco ancora
una scintilla
che parla di te.
Latore di missive nelle vie
sulle spalle un borsone a tracolla,
col sorriso pacioso al portone
messaggero di affetti lontani
portalettere depositavi sospiri
palpiti di cuore in cassetta,
magiche e trepidanti attese
in bici portavi baci nella buca
eri toponomastica vivente,
campanello solista sulla porta,
ora lasci bollette e raccomandate
spariti gli abbracci in cartolina.
Ce l’ho, mi manca, seduti su una panca
un panino sulle labbra, figurine tra le mani,
palla avvelenata e palla prigioniera
in cortile, per strada, in primavera
trottolano trottole tra i ciottoli,
il tiro alla fune lungo il fiume,
sulle candide ali di una mosca cieca
vola la fantasia di una bimba in pineta
biglie sulla sabbia scivolano tra conchiglie,
tappi di bottiglie in pista con un dito,
non si scorda il salto con la corda,
una bambola di pezza finge di esser sorda.
POESIA COME L’ARIA
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Poesia come un grido di rivolta,
poesia come un grido di battaglia,
come squilla di tromba- poesia
che fa alzare i morti dalle tombe.
**
Poesia necessaria.
Poesia come il pane quotidiano
non come un lusso dunque! Poesia
di chi è senza pane,
di chi è senza domani.
**
Poesia che smuove cielo e terra,
poesia tra le mura di una cella
che grida libertà e grida pane
ai demoni bugiardi del potere,
**
come arma di giustizia sui tiranni
che affogano il futuro nelle lacrime.
Poesia necessaria,
poesia come l’aria.
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Ore 8,50
Mercoledì 29 ottobre 2025
.
Abile artigiano con le mani in pasta
con la testa tra le nuvole di farina,
dal caldo forno il pane sempre fresco
pagnotte e ciambelle appena cotte
le rosette del fornaio non han spine
le michette tra le labbra sono amiche,
una pala si aggira dentro al forno
gira e rigira la pizza con le cozze
lieto e lieve lievita il pane
tra acqua e farina respira,
un biscotto tra dolci sospiri
sorride ad un grissino genuino.
Fui tombarolo in riposo
Figlia di un foglio bianco
attratta da soave candore,
nel tratto liberi il tuo canto
a tratti illumini uno scritto
voli leggera tra le pagine
nasci dal corpo di una lettera,
esprimi calligrafia, nostalgia
asta flessibile, la testa nel testo
penne d'oca su pelle d’oca,
penne cadute durante la muta,
in una penna il gioco dell’oca
l’eco nel segno di una nota.
Affiancati sotto il naso
affiatati sopra un labbro,
affilati e rifiniti col rasoio
il sorriso sotto i baffi
a spazzola su due piedi
a manubrio su due ruote,
arruffati su quattro zampe,
mici felici si leccano i baffi
vibran vibrisse sul muso,
baffi di fumo sul muro,
sbuffi di note sul tamburo,
sbaffi di luce sul viso.




