a vorte ‘n poco poco strana.
Sai bene coniugà
dolcezza co la semplicità.
Seduta sugli scogli
sembra che tu risvegli
amori giovanili,
sperduti in arenili
de splendida beltà
della tua località.
E sei bella pure, tu,
una che “tira su”
bella e non valutata,
da tutti tanto amata !
Sagace, spiritosa a profusione,
sei piacevole in ogni discussione.
Ma…
Ma, allora, perché quando me commenti
lo fai cor cortello ai denti ?
Eppoi ho pure l’impressione
che me cojoni proprio co intenzione.
Nun so scemo e c’ho visto bene,
tu sei ‘na granne…nun me fa passà e pene
festosi, ricchi, grassi,
s’attaccano a pietra antica
che respira il suo passato.
Rivivono fantasmi
tra resti quasi sbriciolati dal tempo
e il caos del presente
mescola emozioni e rabbie.
Eterna…
Eterna la bellezza, i giardini
e i suoi aliti d’amore,
i baci in penombra, le parole sussurrate
in quest’aria ammaliatrice.
Eterna l’anima,
nel marmo scolpita,
che vita ha dato.
Eterni i profumi,
sciorinati al vento del Pincio
e, forse, anche le lacrime
che ingoi alla maestosità
della sacra piazza
e della sua cupola d’oro.
Radici,
solo radici vivono,
s’intersecano
e percepisco e danno linfa
a questa terra nostra…
…Eterna.
Ai Profumi e
Alle erose e selciate
grandi pietre in calce.
Agli angoli dei
Addobbato e sfarzoso
aspettami non distrarti...
guardami e non stupirti...
abbracciami e non arrabbiarti...
cercami e non ignorarmi...
ascoltami e non giudicarmi.
Cammina e non pensare a tutto quello che può far male,
voltati e sta' a guardare cosa saprò fare.
e la mano mia trema
piccolo pulcino indifeso
ora stai in un lettino
ma non sei sola
c'è la tua mamma
ad accompagnare le tue notti.
Scrivo così come mi viene
dopo la forte paura
tutto è passato
Si! Una forte paura
quella corsa pareva
non finire mai.
Una sera come tante
diventata in un attimo inquietante.
Ora sei lì in quel piccolo lettino
come un pulcino ferito
ma forte...
Scrivo così in questo momento
vedrai guarirai
tornerai ancora più bella
Isabella....
Per mia nipote Isabella....
dispersi nel colore,
evanescenti linee
disciolte nell' oro.
Scalature di giallo
in tempeste di mare,
profili di navi.
Nel cielo nero
archi di sole
e mulinelli di nuvole.
Un grido d' ocra
su acque azzurre
in fragori di onde.
Nelle mani di un uomo
il segreto dell' alba
del suo cuore di luce.
Sulle tele il suo mondo
di silenzi e dolore
di bagliori e di fuoco.
i campi, le crepe,
i salici , i pioppi
hanno solo la carezza del vento.
I sentieri friniscono
grilli e cicale
disfano farfalle colorate al sole.
Nessuno conosce i suoi giorni,
le sue notti,
Lenta seguo i cespugli
di ramo in ramo
Tracce di mani, di memorie,
di fresco bucato,
di sapienza, di allegria.
Un eco aleggia
mentre le accarezzo muta sto.
Mie le faccio, in silenzio le ascolto
e in punta di piedi mi muovo...
Non faccio rumore con vuote parole
abbraccio il dolore e non tocco,
non sbriciolo, il tuo fine cristallo,
o dolce mia perla.
Muta, sorreggo: viaggia il mio cuore
più di mille parole.
Aspetto che torni di nuovo a brillare
e dipingo per te tanti dolci sorrisi.
Galoppi veloce quel tuo grande sognar!
Io in punta di piedi, non faccio rumore
viaggio al tuo cuore e lì ci rimango
o dolce mia perla di fine cristallo.
che hai dovuto piegare l'anima
Eh, tu ci fai innamorare
e più belle poi sembrare.
…Accipicchia se mi piace,
ma… coi soldi farò pace?...
Ah, Cocò… Cocò… Cocò!
Mi lusinghi, mi c’incanto
e capisco… dopo, quanto!
Mò mi guardo, tu sorridi,
io ti guardo, non sorrido
ma mi sento soddisfatta.
… Ecco, è fatta!...
Oh, Cocò… Cocò… Cocò
già mi hai fatto innamorar!
figlia del vento sorella del fuoco e madre dei mari.
Domina e soggiace agli elementi da cui discende
che fluttuano nel suo corpo e si mostrano nelle più svariate forme.
Attraverso il vento ti rapisce e ti conduce ad altezze vertiginose …
Nel liberal del fuoco ti incendia di passione
che la mente annienta .
In stravolgente oblio ti inonda e del voler ti priva.
Schiavo ti rende di un inconsapevole destino.
Dolce, crudele, sicura e fragile,
tante sono le sue vesti
che non riesci a tener contezza.
Compagna, amante ,figlia e madre ,
ruoli che stessa figura modella nel tempo e che nel tempo ricopre .
Creatura semplice quanto complessa
da dono incomparabile baciata:
serbar dentro di se la vita procreata.
Madre mi prese il vento
le vesti intorno a me
ricordano un tua carezza.
Tra polveri di un cammino
con il sole al declino
sento detro me la tua presenza
guardando le more
lucide di sapore estivo
e grandi campi
dove i pomodori
sembrano papaveri
rivivo con te
in qesta natura
una dolcezza divina.
Mai tanto grata
saro' a te madre
per avermi dato il dono del sapere
e per avermi nutrito
di gioia di vivere
in questa semplice natura
che arricchisce ogni giorno
la mia vita.







