È un passo leggero che non calpesta,
ma accarezza il senso delle cose.
Non ha bisogno di gridare il suo nome:
le basta essere l’acqua che trova la via,
anche nel fitto di un sentiero d'ombra.
È la pazienza del grano che matura,
una sapienza antica che non si impara
ma si respira tra le dita e il petto.
Accoglie il giorno come si accoglie un ospite,
aprendo le finestre alla corrente del possibile.
In lei ...ogni fine è un inizio sottile,
un cerchio che si chiude per riaprirsi altrove.
È la quiete dopo il rumore del mondo,
quel punto fermo dove il cuore, finalmente,
smette di tremare e impara a riposare.

Commenti
brava conplimenti una notevole scrittura chapeau.