una fluida sonorità che si stende su di me,
ed avvolge i miei sensi in ascolto
in un amplesso timbrico e insinuante.
Mi lascio cullare dalla sua limpida tonalità,
che dona al suono una luminosa trasparenza,
ed infine m'abbandono interamente alle risonanti vibrazioni,
che penetrano profondamente in me e mi fanno sognare.
di buon anno
ci siamo avvicinati e sfiorati
leggermente le labbra,
fugacemente,
rubando il momento alle guance,
sorrideva ammiccante,
una timida carezza sul mento
più morbido di un petalo di rosa
mi ha dato un brivido insperato,
un saluto frettoloso
fra la gente distratta
mi ha concesso uno sguardo
forse pieno di allusioni,
ma il messaggio successivo
mi ha gelato le vene,
- Non pensarmi, mi ha scritto,
io sono una donna sposata
e amo il mio uomo,
però ti ringrazio di tutto
sei stato gentile.-
E giù una tristezza abissale
riporta al mio mondo reale.
Hai mai ascoltato e parlato con la mente?
chiudo gli occhi,
mi concentro a pensare
ed ecco:
Si apre un sipario,
scena prima
atto primo.
io e te..
sono solo gli occhi
che sbattono le ciglia,
solo le nostre menti
che si accarezzano,
non le mani.
un duetto,
un parlare continuo,
un raccontarci,
ma le nostre labbra
non emettono alcun suono.
Poi il sipario si chiude,
si accendono le luci
gli occhi si riaprono,
la mente..
smette di sognare.
https://www.youtube.com/watch?v=5R-09YOIwJM&feature=youtu.be
campane a festa è nato il Salvatore
una notte speciale vive,
un giorno da ricordare
che ogni anno si rinnova
nell'amore, nella pace dei cuori
che colmi sono di bontà
Un altro Natale insieme,
avvenuto il miracolo per te
che in croce eri, sceso ne sei
per essere ancora qui con me
Nel letto d'ospedale
ancora giaci, io accanto a te siedo,
ci raccontiamo dei giorni
trascorsi nell'ombra,
della speranza svanita
nella nebbia dell'inverno
per giorni e giorni
dissoltasi poi al nascere del sole
lentamente minuto per minuto all'orizzonte
riportando in te la vita
In questa notte santa
mano nella mano sorridiamo
e piangiamo insieme
cantiamo lodi natalizie
voci stonate rotte dall'emozione
colme di gratitudine …
“Non speravo di arrivare a questa notte,
mi sussurri, ma ci sono
e tu con me e sono felice
nulla mi manca”
Se pur il tuo corpo più non risponde
al tuo volere, se pur la tua voce
sentire non si fa e dalla bocca
gustare il cibo più non puoi,
tanto è l'amore che pulsa nel cuore
lo sento battere come i rintocchi
delle campane a festa
la Notte di Natale ....
mentre nei miei pensieri
continuavi ad albergare
strano anche l'umore
che balzava improvviso
dal sereno alla tempesta
nell'attesa di quella carezza
che sovente rapiva la mia quiete
Era sera quando arrivasti
un velo freddo sul tuo viso
nessun languido bacio
nessuna parola proferivi
Tentavi di frenare i pensieri
cercando di non farti inondare
ma sgattaiolarono e scivolarono
come graffi dolenti sul tuo viso
e capii
vidi la mia fine su quel viso
Appoggiasti piano su di me
quelle frasi spinose e pungenti
che ferivano le labbra alla pronuncia
e taglienti sulla mia pelle bruciavano
ad ogni sillaba che trattenevi tra i denti
Non volevi ma dovevi
scoccare quelle freccie avvelenate
da altre volontà contrastanti con le tue
arreso a capo chino
alla perfida morsa stretta
delle tue mani legate
Non potevi ma dovevi
soffocare al più presto
quel sentire insolito
benefico anelito d'amore
e il rimorso già corrodeva la tua coscienza
mentre mi vedevi perire
Ma gelato poi il tuo volto mi appariva
e di spalle lasciasti
sulla scia dei tuoi passi pesanti
la sofferenza
il dolore che sprigionavi
e si fondevano coi miei
ci laceravano lentamente ogni fibra
e piovevano copiosamente sul mio viso
come sul tuo volto
ormai sconosciuto
La grande spiaggia prosciugata dalla bassa marea ha lasciato una distesa di melma, fango e alghe, un gruppo di gabbiani si poggia cercano da mangiare.
Dentro lo stomaco sento un grande vuoto cosi come' vedo vuota la spiaggia, dentro la testa un cumulo di pensieri che martellano, vorrei svuotare tutto mandarli in profondità e non farli più riemergere.
Inizia ad alzarsi pian piano il sole, sull’acqua forma delle luci straordinariamente brillanti, trattengo il fiato vedere questo spettacolo meraviglioso mi fa emozionare.
In lontananza delle piccole barchette di pescatori, buttano delle reti ma solo per passare il tempo, fa troppo freddo non ci sono pesci, sono andati nei mari più caldi.
Estasiata da tanta bellezza continuo ad osservare memorizzo tutto ogni minima cosa, mi guardo intorno in lontananza camping, roulotte e altissimi hotel tutti con delle vetrate scure.
D'estate questa spiaggia pullula di gente di tutte le nazionalità, di sicuro non mi sentirei cosi sola se ci fosse un pò di gente, si è questo che sento solitudine....
Scendo in spiaggia fa freddo ma è uno spettacolo troppo bello non posso perderlo, mi incammino sulla spiaggia vorrei stare li ore e ore.... trattengo il fiato per poi respirare profondamente l’aria leggera che sa di salsedine. Il sole sempre più alto inizia a scaldare, noto una pace inusuale per una spiaggia cosi bella, ma anche normale è il 17 dicembre.
Sembra di essere più leggera l'aria fresca mi ha chiarito le idee.

cerchi e linee deformate
che m'incuriosisce osservare
e la stanchezza della giornata si fa sentire
E intanto il tempo scorre noncurante
quel ticchettare dell'orologio
sviolina una monotona melodia
aspetto invano
rilassata sul divano
il ritorno dell'energico potere
ma sprofondo al cospetto di Morfeo
Mi accoglie a braccia aperte e sorridendo
mentre la notte avanza e vive
di stelle brillanti e silente gelido alitare alla luna
tonda e pallida
che i sogni ama vegliare
Delle ombre si muovono nel vento
portando al passo un frenetico andare
e volo in alto senza ali
verso il sole
oltre il mare
sfiorando nuvole di ciniglia con le dita
e quel senso di libertà mi cattura
in simbiosi
con calma e tranquillità dell'anima
che m'invadono completamente
la serenità è palpabile
e mi porta più lontano
Piano piano improvvisamente
rallenta il volo
e poi mi frena del tutto un pensiero strano
che dal basso si aggrappa alla caviglia
mi porta giù precipitando nel vuoto
è veloce la caduta
Immagini distorte si aggrovigliano
intorno a me
e dopo un urlo di panico
sono ferma
mi guardo intorno sbalordita
e sul divano mi ritrovo ansimante
Ripensando alla caduta dopo il volo
tutto torna al suo posto
e senza indugio ma ridendo
a Morfeo dedico un colorito soliloquio
in chi non vuole amore.
corpi segregati in compartimenti stagni.
Abbracci che non riscaldano.
Echi di parole accattivanti le mie chiuse orecchie
non intendono.
una lettera sgualcita chissa' da chi e da dove spedita.
Contiene parole di amicizia.
Ma non posso tollerarle.
Occhi che parlano senza favella;
mi urlano comprensione;
supplicano pieta';
implorano solidarieta'.
Il cuore e' un sasso; la mente ottusa;
l'anima dannata.
Il seme della noncuranza germoglia in una strada sterrata.
E insieme a tanti semi biondeggia insieme alle messi.
La gramigna e' la sua compagna.
e insieme andranno incontro ad eterna morte.
specchio di chissà quali
enigmatiche riflessioni
mi perdo inerme
silenziosamente
lasciandomi trasportare
dalla carezza
di un pensiero proibito
Le mie labbra confuse
tartagliano
monosillabi insensati
impigliati nell'emozione
incastonati di sorrisi
e invogliano le tue
con innocenti evasioni
a gustarle impunemente
come prelibati
e succulenti frutti
È un gioco di sguardi
ed intese maliziose
questo scambio di parole velate
e sottili intuizioni
è una danza propiziatoria
tra il sentire e il non fare
Questa forzata indifferenza
lentamente si limita
e ci trascina
l'uno verso l'altra
amplificando i sensi
nel trovarsi
così vicini da sfiorarsi
coi pensieri
Ci consuma l'opporsi
a questo naturale
e insensato desiderio
ma noi siamo
come magneti
poli così opposti
tanto
da attrarsi inevitabilmente
Passano gli anni chiusi
negli affanni del tempo
senza vergogna, senza attese,
vuoti di speranze.
Invano ti guardi intorno,
invano cerchi una mano
che ti sorregga, vecchio,
chiuso sei nella tua canutaggine
che ti abbandona su quella fredda
panchina solitaria
mentre incalza, intorno, la festa...
Quante feste han passato
i tuoi giorni quando il canto
degli uccelli rallegrava,
quando le piccole mani stringevi
dei tuoi figli a proteggerli...
Oggi nessuno stringe le tue
raggrinzite mani
consumate dagli anni,
nessuno accanto a darti la gioia
di un sorriso,
oggi solo il tuo pianto
e la tua infinita solitudine,
accovacciato a riscaldarti al sole
tiepido, di un freddo mattino
che ti ritrova solo,
oggi il tempo del silenzio!
Dal mio ultimo libro "IL TEMPO DEL SILENZIO "Poesie di Maria Teresa Manta
perche' dotata di singolare virtu'
di possedere la pace interiore.
Trasmetti la quiete in chi ti sta accanto;
fai luce nelle menti ottuse e contorte,
la calma che possiedi
ti rende piu' forte.
Mite sei e resterai sino all'ultimo
respiro
e con veemenza vibrerai
il cuore delle serpi e delle iene
che si inchineranno al tuo cospetto
per glorificare il tuo nome
scendono dal cielo bigio
preludio di un inverno ormai alle porte
mentre aspetto il tuo ritorno
Ami la neve ritorni bambino
quando la coltre bianca ricopre
la terra ed insieme giochiamo
ragazzi attempati
Non importano gli anni dati dal tempo
è la natura dell'anima,
della luce che ci accompagna
a donare volontà e forza
alla vita, noi siamo molto vivi
siamo un fiume in piena
morituro solo se non sussistesse l'amore
Suggellato abbiamo un patto
con Dio anni or sono
amarsi nel bene e nel male
“finchè morte non ci separi”
Ora non corri più, le braccia tue inermi
poggiate su braccioli del trono
che avvolge il tuo corpo
soffierò attorno a te
i fiocchi di neve che dal cielo cadono
minuscoli brandelli di ali di angelo
accarezzeranno il tuo viso
ti proteggeranno
Sorrideremo ancora, piangeremo ancora
noi .. ragazzi attempati
senza età dall'aura lucente
come la luce del sole
alle mie spalle
monotonia spezzata
di una lunga notte fredda di lavoro
e il buio mi fa compagnia
in questa mattina presto d'inverno
Mi guardo intorno
poche anime
che vanno via svelte
e già assaporano il caldo abbraccio
del tepore del piumone
Sorseggiando un cappuccino fumante
il dolce sapore
mi riscalda piano
fino al cuore
e dalla vetrina del bar
dai contorni appannati
osservo il velo scuro
che lentamente svanisce
allo scandire dei minuti
I primi chiarori dell'alba
coccolano monti e colline
ancora assopiti e sognanti
nel silenzio del primo risveglio
un dipinto incantato
dalle tonalità calde
vestite di gelata panna
La tranquillità del paesaggio
mi rilassa e m'infonde serenità
così il viaggio verso casa è piacevole
è un calmo respiro di pace
dimentico per un attimo la stanchezza e sorrido
alla bellezza del quadro naturale
e alla quiete del mattino presto
che nasce e dà un senso
ad un'altra giornata da vivere
gente imbecille
dottori saccenti,
rabbia repressa,
umidità' nell'aria carica di smog...
voglio tornare a casa!
Sola,
rincantucciata nel mio angolo blu,
ti ascolto....
Il mio cuore si liquefa,
calde attese lacrime scorrono....
Il tuo sguardo immenso,
il tuo sorriso
e ancora la tua voce....
Estasi.








