Non dimenticate l’uomo
spogliato del suo nome,
i suoi occhi incisi nel terrore
erano lettere di dolore
nascoste all’umanità.
Non dimenticate l’uomo
gettato nella disperazione,
come un fiore ammazzato
dal gelo incomprensibile della morte.
Non dimenticate l’uomo
tradito dalla speranza,
deportato come bestia senza dignità,
piegato alla schiavitù del male.
Non dimenticate l’uomo
accartocciato dalla violenza,
massacrato dalla fame,
picchiato dalla crudeltà,
aggrappato inerme al filo spinato.
Non dimenticate l’uomo
incenerito in un camino,
non dimenticate l’uomo,
non dimenticate mai e poi mai
gli errori imperdonabile della storia.
respira affannosamente
ma non è la notte
che scova fra le onde
di respiri affannosi
non è che desidera
immergersi nei pensieri
più veri quando sente mancare
il terreno che morbido
l'avvolge in quella carezza
morbidissima di luce
e mistero. L'accoglie
invitandola ad avvicinarsi
senza paura fra le sue braccia
sicure. Le troverà sempre
anche con temperature
elevate, come una madre
con il figlio, suo adorato
di fronte alla malvagità
che lo circonda,
sa difendersi, però ad essa
non deve mancare
l'atmosfera
splendida e profumata
che prega inginocchiata
sinceramente, miracoli
attendendo, nell'oscurità
disarmante
Dell’epoca ne sono ancora innamorato,
anche del tuo nome, quei ricordi dolcissimi
me li porto ancora nel cuore,
incastrati ai ricordi più belli,
ricordi che ancora donano pace e sereno all’anima,
ricordi che ancora non mi hanno abbandonato,
tuttora suscitano il massimo entusiasmo!!
Abitavamo in un’oasi in pieno deserto,
all’angolo di un appartamento
al secondo piano del paradiso,
mai abbiamo incontrato nessuna difficoltà
i nostri più sinceri amici, erano le stelle del cielo,
tutte le sere, prima di uscire a passeggiare
nel parco giochi poco distante,
la luna passava sotto la nostra finestra,
ci salutava e ci chiedeva a gran voce di scendere,
per fare due passi insieme a lei!!
Seguirò il tuo profilo, mi ubriaco del tuo profumo
Ti racconterò le fiabe del mio passato
Ti guiderò, te lo assicuro.
Verrai con me a toccare le nuvole
Ti accompagnerò per le strade del tuo futuro
Io ci sarò, te lo assicuro
Ti guiderò sull’altalena della vita
Se cadrai non preoccuparti
T’insegnerò ad alzarti e curare le ferite
E se dirai bugie, poi ricordati, di averle dette.
Scriverai nel tuo futuro, ti avrò dato un passato
Ti porterò a toccare le nuvole
E voleremo insieme io e te, piccola mia
Un giorno non giocherai più con le tue bambole
Neanche con quella col braccino rotto
Che curavi sempre ogni mattino
Vuol dire che sei diventata donna
Ma sarai sempre la mia bambina
Nel tuo futuro, io ci sarò, te lo assicuro
Gli occhi non parlano ma mostrano,
sono lo specchio dell’anima,
quella che avverte i sentimenti,
quelli veri, quelli che non mentono!
Quando tu parli, a me non basta ascoltare,
voglio guardarti anche negli occhi, amore mio!
Voglio sapere se è verità, quello che dici,
soltanto gli occhi rispecchiano l’anima!
Le parole possono essere sincere ma, anche mendaci,
forse a fin di bene, forse dette male o per cattiveria,
è soltanto questione di volontà, di espressione,
è la coscienza che giudica il comportamento!
Gli occhi invece, guardano, luccicano,
il colore è diverso da un momento all’altro,
perfino le pupille cambiano dimensione,
tutto dipende dallo stato d’animo!
Gli occhi non mentono, sono un libro aperto!
Lo specchio può riflettere soltanto immagini,
loro, rispecchiano immagini e sentimenti,
non possono mostrare gioia, se l’anima è triste!
Gli occhi, sono il libro dell’anima!
Gli occhi, mostrano la gioia e la tristezza!
Gli occhi, riflettono l’amore e l’odio!
Gli occhi, trasmettono soltanto la verità!
Mi porto nel cuore un amore,
ché mi ha enormemente sorpreso
è stato il mio primo amore,
scordato dall’inizio degli anni Ottanta,
sviluppato sul risvolto di
un felice corteggiamento, un amore che è stato una poesia,
non pensavo che una poesia potesse
resistere così nel tempo, né che potesse ricapitarmi
tra le braccia in questo modo così strano;
in qualsiasi caso l’ho subito riconosciuto
e abbracciato, non mi sono vergognato
nel riposare le mie labbra sulle sue,
segnali d’amore già visto, stampato sulle labbra,
ho ritenuto opportuno chiederle un significato
per una simile azione, che stimola
il cuore, come una preghiera personale,
ritengo sia una delle cose più importanti,
della mia esistenza!!
da questo viaggio della vita.
e osservo il rumore della solitudine.
senza bisogno di parole
dimentico ciò che cerco
alla deriva tra sogni e futuro.
Parole e rarità di eleganza
si regalano senza fine
e senza speranza di rinascere
dalla cenere
e razionalizzare la sofferenza
guardarsi e sorridersi.
ti penso
non lo so il perché
ti cerco nell'aria disegno il tuo volto
con il colore del tramonto
ti sento
sento il tuo profumo
piango perché non ci sei
e poi rido perché di te mi è rimasto
nel cuore la gioia della tua voce
per sempre
Non so far nulla!
Non so odiare
per questo fa male
sentire troppo dentro,
quando scoppia il cuore
nel petto!
Non so maledire
per questo
mi spengo alle ingiustizie
quando investono
il mio destino.
Non so voltare
le spalle all'indifferenza
perché voglio spaccarla
frantumando
la sua durezza
fatta d'egoismo.
Non so gridare
perché non ha voce
la malinconia
mentre resto a guardare
le mie piaghe.
E non so sopportare
tutto questo fardello
che mi ammaestra l'anima
ad essere ciò
che sono oggi,
granzie a questo!
Non so...
Eppure
ho sempre saputo
cosa fare
poiché non sono fragile
al contrario
sono molto più forte
della corazza di ferro
che indossa il mio cuore!
Festeggio la gioia che mi scoppia in petto solo perché forse ti vedo;
festeggio i baci, gli abbracci, i nostri corpi, gli amplessi.
Festeggio i tuoi occhi, il tuo seno il tuo corpo le tue gambe;
festeggio un cuore che non si arrende e che continua a correre appena ti intravede,
festeggio i "si" detti contro ogni logica,
festeggio la felicità che può avere solo un nome;
festeggio anche le lacrime, quelle dei saluti, degli errori.
Festeggio ogni "oes" sperato ripetuto e vissuto,
festeggio il "noi" che mi ma svelato "l'io",
festeggio l'amore che mi spiegato l'amore,
festeggio te, la donna, l'unica donna.
Oggi io festeggio un bacio,
Oggi io festeggio una pazzia che mi ha reso sano,
Oggi io festeggio l'amore quello vero quello che con te ho vissuto vivo e vivrò.
vicino a non so dove,
raccolgo forza ed energia,
dipingo a più non posso
sferzate di colori
caldi ed accesi
sono vicino,
ma non riesco a toccare
come farfalla in volo
che cerca il suo fiore
trafiggo l'aria
facendomi guidare dal vento
non bastano le parole,
i pensieri sono sempre più vicini
nel mio sguardo
il lontano che deve arrivare,
la mano si allunga
per stringere i sogni
ho bisogno di aria pulita
ho bisogno di aria nuova
in cui tuffarmi
sprofondare e riemergere
ho bisogno di ascoltare
ho bisogno di scrivere
per dare senso alle ore
che si allungano
Mi chiedo come
Mi son perso
Nella mia sofferenza.
Le ali del pianto
Mi han trasformato
E mi son reso conto
D’esser rimasto solo
Con la mia ombra.
Le ferite del mio cuore sono lance
Che trafiggono la mia testa
I miei occhi son sorgenti
Che sgorgano lacrime.
Da sotto un albero
Guardo il cielo senza stelle
Ad un tratto
Petali di fiori bianchi riempiono l’aria
Stanco di urlare al vento il mio dolore
Lassù nel cielo
E dentro di me
Osservo spuntare
La luce che brilla.
Il palco è vuoto, il palmo palpita
Bello, idiota, che bello che sei!
Non senti i sospiri? I sipari che cigolano?
I miei occhi ti acclamano
Cingola, lugiola, crogiola per me
Io e te e il tuo volto
Sono ancora qui
Io e me
Cercami, tra le corsie di un centro commerciale
Quando la domenica non sai dove andare
E tutto ti sembra triste.
Quando le tue amiche se ne vanno via
Cercami, per le strade deserte e case vuote per le
vacanze al mare.
Nei riflessi delle vetrine, dove ti fermi un minuto
Per poter pensare.
Come una lanterna quando sei in mezzo al mare
Quando fa freddo e il fuoco no ti può scaldare
Cercami mi troverai tra un libro di poesie che non
Hai letto mai .
Trova la tua poesia, dopo mi dirai









