E venne il panettiere con il giornale del mattino.

Il monte dei saggi era in disuso.

E venne recando il Verbo nuovo.

E l'uomo era il Verbo.

Un verbo pazzo.

E l'uomo era pazzo.

E fu cosa giusta.

Il barista sul fiume Giordano telefonò a Giosuè

chiedendo un nuovo miracolo per l'arca della pace

e così fu.

Ma il verbo fu costretto a rivedere la storia e la storia reclamò un nuovo Battesimo di rinascita.

I sacerdoti non sapendo cosa fare si riunirono in una riunione fiume sulle acque del fiume.

Tutto fu inutile le tempestose onde non si placarono e, dopo una nottata passata a discutere, decisero di interpellare il mago Omelma per compiere il prodigio.

Ma il sedicente che d'età era un sedicenne inesperto e truffatore

declinò l'invito e partì in tournée con il gruppo rock degli “Enola Gay”.

La sorte poi volle che l'aereo precipitasse mentre sorvolava il Giappone,

nessuna salvezza, nemmeno per i preziosi strumenti d'oro dei musicanti.

Cosa fare, tutto pareva andare verso un nero futuro.

Si ripiegò allora su una veggente di Vigevano che risiedeva sulle rive del mar Morto.

In gran pompa si trasferirono palle e palloni di vetro, s'apprestò il palco e fu montato il tendone.

La macchina pubblicitaria prese il via e una 128 spider fu attrezzata con un megafono da 650 watt che, unito alla cilindrata 1600 del mezzo, provocava dovunque andasse un frastuono infernale.

L'inferno poteva attendere e dalla combinazione elettrolitica di liquidi esogeni alla realtà s'udiva questo refrain: “cittadini, amici, compaesani, sani di mente e di corpo, sanificanti industriali e ambulanti non deambulanti, oggi sulle rive del fiume Giordano la veggente di Vigevano vi svelerà

il futuro prossimo remoto. Accorrete numerosi (In caso di pioggia la cerimonia si svolgerà al palasport del Sinedrio)”.

La notizia arrivò alle orecchie di Giordano Bruno attraverso un tostapane mentre preparava due toasts al formaggio.

Nella foga d'ascoltare queste dolorose notizie sull'arca dell'alleanza s'avvicinò troppo all'elettrodomestico e finì per ustionarsi un poco, quel tanto che lo costrinse a desistere dall'intento di smascherare la falsa veggente. La cosa fece esultare di gioia i difensori delle sacre sacralità acquisite.

Nel frattempo una perturbazione, dal mediterraneo, si spingeva minacciosa verso est e il servizio meteo del club aeronautico dei Saggi Luminari Illuminati ma non Illuministi avvisò gli alti dirigenti invitandoli a cancellare l'evento in programma, anche il palasport chiuso non era sicuro.

I venti spiravano alla velocità di 350 km orari.

Allora intervenne il Verbo e, affermando che il Verbo era il Verbo altrimenti che ci stava a fare un Verbo, predispose acciocché Eolo fosse internato in una taverna nelle solfatare di Napoli, vicino ai campi Flegrei.

E venne Elios portando la luce eterna.

Qualcuno che aveva male interpretato la cosa pensò che in cartellone, al posto dello show della maga, avessero messo un concerto di Elio e le storie Intese, noto gruppo pop della Palestina.

Grossa delusione si palesò quando con frettolosa macchinazione il gran Consiglio dei consigli fece preparare una Duna turbodiesel, con un piccolo megafono, per affrontare i deserti circostanti e avvisare i popoli che per quell'anno erano sospese tutte le rappresentazioni.

Che amara delusione per tutti.

Era tradizione che questa forma tonda di governo quadrato offrisse degli svaghi al popolo inquadrato per squadrare la situazione e inquadrare quelli che non erano ancora stati inquadrati bene.

Il regista e pittore di vetri Tinto Strass Swarovsky s'offrì d'organizzare dei corsi di decoro dal vivo su corpi nudi vetrificati per l'occasione.

Questa iniziativa non dispiacque alle autorità: in fondo all'arte non si può dir di no.

La fila per i provini era interminabile e molti facevano a cazzotti per rubare il posto agli altri.

La faccenda andò avanti per diverse ore: alla fine le comparse furono scritturate e portate sul luogo dove sarebbero state immolate all'arte.

Lo spettacolo fu un successone, tanto che il regista fu scritturato per tre anni di fila.

Non sembrava vero d'aver risolto un grave problema di sicurezza sociale con così poco.

In fondo non servivano maghi o imbonitori pagati appositamente per turbare il popolo, bastava uno stuzzichino piccante per stimolare la massa.

Quando la regione sembrava oramai in mano alla totale apatica volontà del governatorato dei grandi Saggi, ecco che di nuovo il Verbo apparve sul monte Sinai.

Però, dopo aver notato che nessuno lo aveva notato scendere dalla mongolfiera, il Verbo decise di ingaggiare un gruppo folk country per attirare la gente.

La sagra fu allestita in men che non si dica e, tra casupole di legno con il vin brulè e Bretzel a volontà, apparve il palco illuminato a giorno senza illuminati.

Dopo un prologo di avanspettacolo, finalmente il gruppo germanico-greco dei Merkelos cominciò a suonare e in un tripudio generale, tra fuochi d'artificio, tutti furono d'accordo nel creare una nuova entità geopolitica per contrastare il potere del Sinedrio.

Si creò così la C.E.E. (Comunità Eccentrica Esotica).

Al progetto vi aderirono molti paesi e tutto fu spostato al Colosseo per la grande inaugurazione.

I leoni però, avvisati dell'iniziativa, attuarono uno sciopero delle prestazioni socio divoratrici degli schiavi, riuscendo a far cancellare l'evento.

Ma la nuova entità era oramai un'entità e nessuno poteva pensare di distruggerla.

La regione senza ragione fu abolita, il Sinedrio, incarcerato, fu poi liberato e trasferito al neonato Parlamento dei Parlamentari che non Parlano.

L' ethos senza phatos ebbe il sopravvento e s'estese a tutto il bacino fin sotto il tallone d'Achille, rappresentato da sparuti spariti abitanti d'una piccola regione detta Italicas, che era considerata una palla al piede da tagliare al più presto.

Ma torniamo alla vera storia.

Il Verbo avendo visto che in fondo si poteva fare a meno di Lui, decise di ritirarsi sul monte Olampo in una villetta offertagli da suo fratello Zeus.

Il Verbo non era più Uomo e non più pazzo.

Le rive del fiume Giordano rimasero intatte fino alla fine dei giorni.

I giorni non videro più la rinascita dell'uomo.

Alla Rinascente di Betlemme un nuovo reparto accolse i prodotti dell'ignavia che divennero oggetti cult in men che non si dica.

Un'esposizione infinità di parrucche per l'anima fu poi allestita nell'Atelier

delle vite perdute dove rinomati e innominati parrucconi eseguivano tagli

démodé per uomini alla moda.

La coscienza, con decreto del Parlamento, fu definitivamente abolita,

con conseguente diaspora totale delle idee che furono costrette a imbarcarsi

per la costellazione di Alfa Centauri.

La vita sociale procedeva come un meccanismo perfetto.

Il tram tramvava che era una meraviglia.

Il pochi bus rimasti erano tutti alimentati rigorosamente con carburante al carbonio c12.

I ristoranti potevano funzionare dalle 12 alle 13 e dalle 20 alle 21.

Alle 21 la rete di Stato iniziava le trasmissioni con un unico programma in un unico canale incanalato nel canale del direttorio non diretto ma corretto.

Un presentatore sorridente e una valletta robotizzati e umanizzati conducevano il quiz in onda, basato sulla non cultura generale.

Alle 22 fine delle trasmissioni.

Una sirena dava il segnale del sonno e oltre a suonare emanava un sonnifero soporifero con sogni incorporati positivi.

Il presidente del parlamento era anch'egli virtuale, eletto virtualmente dalla commissione dei virtuosi virtuali.

La moneta era stata sostituita da una promessa verbale di pagherò che bisognava recitare a ogni commissione effettuata.

Il garante del garante non garantiva alcuna garanzia e i diritti del popolo erano garantiti dal consorzio di garanzia eletto direttamente del sacro consiglio del Sinedrio.

Il sinedrio dunque aveva ripreso il potere e s'era moltiplicato alle nozze di Cana in forma di pesci palla auto gonfianti e auto giudicanti.

Il miracolo era avvenuto nuovamente.

In principio era il Verbo è il Verbo era Dio

e Dio divenne Uomo e l'Uomo cacciò Dio dal resort Paradiso,

sequestrando le chiavi dell'ingresso al serpente custode.

Qualcuno chiese: “Allora si Pente?”

In perfetto Inglese rispose la bestiola: “Yes Ser”.

E l'uomo si fece Uomo nominandosi Pazzo.

Ma la solitudine costrinse l'Uomo a fare una Pazzia.

Creò un altro Uomo e lo chiamo Ignoto 1.

Essi s'unirono copulando in segreto.

E vennero i figli della stirpe dell'uomo ed essi mangiarono l'Uomo Padrone

Padre e Madre moltiplicandosi e copulando a loro volta.

E le stirpi mangiarono le ataviche discendenze e copularono e mangiarono.

Le stirpi s'accorsero d'essere una sola.

Nacque allora la Babele della stirpe che divenne moltitudine e nella moltitudine il Verbo risorse ed esso era presso se stesso e se stesso era Pazzo nuovamente.

Dalla Torre delle lingue moltiplicate il Verbo proclamò alla moltitudine la sua Pazzia.

Un solo multiplo della moltitudine osò ribellarsi alla Pazzia.

Re Salomone, discendente degli eretici erotici, discese al contrario le acque tormentate del fiume Giordano, come un salmone affumicato, pregando il grande re Saul di inviargli David per sconfiggere il Sinedrio dei Virtuosi virtuali.

Non ebbe risposta ed egli affranto divenne imperturbabile e immarcescibile copulone dei copuloni copulando con la regina di Saba, che faceva la commessa in un negozio di televisori usati in attesa d'essere chiamata a miglior incarico dall'incaricato agli incarichi.

Intanto il suono della sirena avvisò anche Ulisse che, avendo sbagliato storia, si convertì proclamandosi asceta col nome di Giuseppe, ma, per un errore giudiziario, fu venduto come schiavo al mercato dei falsi d'autore, che si teneva ogni terza domenica del mese nella piazza di Gerusalemme.

Ulisse, disperato, scrisse l'ultima lettera, dopo la sirena, all'amata sirena che lo aveva sedotto prima di oltrepassare Scilla e Cariddi; poi con un Avogado avvelenato, consigliato dal suo avvocato di sfiducia, s'avvelenò.




“E no!”

Tuonò, dall'alto del monte Olampone, nella sua villetta, l'antico Verbo.

“Basta, lo scherzo è bello finché dura poco, ma che stiamo a pazzià.

Me so fatto un mazzo accosì per arrivà dove so arrivato e mo me volete buttà de sotto e no, io non ci sto! E tu che stai a scrivé, statte accuorto

che si te pjo te sgarrupo tutte le penne e poi te faccio magna puro la tastiera der pc. Ma ndo cavolo è ito mi fratello? Ah Zeuse... ah Zeuseeeeeee!”




“Ecchime Verbé, che voi, che stai a strilla accussì?

“Ci Ho da fare na cosetta damme un po' de strali e de furmini de quelli boni che vojo fa no struminio de sti quattro zozzoni che m' hanno rotto li maroni.

Lo scrittore poi non te dico lo voio menà con le mani mie stesse”.




“E no, lo dico io caro Verbo, devi tacere sono io che scrivo e lasciamelo fare in pace, ciao core!”




Allora fu nuovamente il Verbo e il verbo fu presso di Lui e Dio fu presso il Verbo e il Verbo fu Dio.




“Nessuno espierà le colpe dell'uomo finché saranno giudicate dall'Uomo che è giudice di se stesso. Non esiste colpa se non vi è chi la commette. E quando il Verbo si farà carne e sangue l'Uomo berrà l'Uomo ingannando la sua stessa salvezza”




- Mo chiudo il pc e me ne vado in vacanza hai visto mai dovesse incazzarse sul serio... in fondo stavamo solo a scherzà.
















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Profilo Autore: Giancarlo Gravili  

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