Mi chiedo di cosa è fatta questa catena.
Passiamo la maggior parte del nostro tempo a cercare di capire perchè un muro non è caduto durante il bombardamento quotidiano della nostra vita.
Invece di aggrapparci al fatto che rimane ben saldo a terra, restiamo perplessi dinnanzi alla sua forza.
Siamo deboli. Ci disarmiamo cosi tanto da spingerci da soli per cadere.
Forse un pò di polvere fa bene.
Io resto sveglia. La notte, il giorno, sempre. Con le occhiaie che pesano, e le palpebre che vogliono chiudersi e sognare. No. Ho voglia di quel soffitto bianco ancora e ancora.
Voglio sbatterci ogni pensiero possibile ed esaurire tutto prima di potermi addormentare.
Tutto, perchè se ci lascio i pensieri dentro, poi mi ritrovo ad aver paura di sognare.
E la cosa, è successa per davvero.
Siamo pronti a ricominciare ogni giorno scendendo dal letto, e non vediamo l'ora di tornare in quel letto ripromettendoci di restarci di più.
Cosa ci spinge ad alzarci? Cosa?
Mi chiedo se sia un'illusione o una pazzia. Mi chiedo se sia la paura.
Io devo correre. Voglio la velocità. Quando ho paura premo forte l'acceleratore e mi lascio violentare dall'adrenalina. Finchè la razionalità del mio pensiero non mi frena e mi dice che devo rallentare, finchè non mi ritrovo col cuore in gola per una curva fatta con un pò troppo rischio.
Ma la strada è sgombra. Non c'è mai nessuno quando lo faccio...
"se non è davvero solo".
E' sempre sgombra. A volte suono il clacson perchè sto aspettando qualcuno, per dire "ehi, sono qui, scendi che devi correre un pò con me!".
A volte resto solo parcheggiata li, a guardare la luce che viene dalla finestra, ad aspettare che la tendina si sposti e che quel viso spunti a sillabarmi un "arrivo" silenzioso come il vuoto che c'è adesso.
Non ho neanche voglia della musica.
Ho la nausea da giorni, e sentirla mi renderebbe ancora più difficile il respiro.
Non mi resta che qualcosa da buttar fuori. Qualcosa di mio, qualcosa che non si alzerà con me domani mattina, perchè lo lascerò sul cuscino, ad aspettarmi, ad impregnarlo per bene col suo gusto di mare.
Ho sparso pezzi di me ovunque. Minuscole fotografie di un elettrocardiogramma da rivedere. Eppure la mattina continuo ad alzarmi. A fare quel passo.
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