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È già
un antico soliloquio
questo silenzio
che glissa il volto, e corre
dentro la poesia dei giorni, i tuoi giorni
in questo spento cielo
che brulica d'assenza
non rende il colore della vita
questo raccontarmi insistente nella testa
nei ricordi di te
le ore e la parete hanno sposato il tempo
e chiedo alle tue ossa se avranno avuto freddo
quando vestivi l'ultima volta
nel rosso paltò che frettoloso
andava nella nebbia
ti ho pensata sai
nei minuti pigri di quell'abbraccio
quando ancora, non sapevo
che al tuo silenzio speso nell'attesa
avrebbe seguito l'attimo
prima della sera
pioveva
sul vetro già pianto quel giorno
e i tetti tenevano coperte le luci calde nelle case
il modulare di una goccia era caduta fuori dal tuo sguardo
e in un tempo lento ne ho percorso il respiro, prima
che i mille spazi ne divisero l'essenza
tu mi scrivevi
d'ogni frammento d'acqua un attimo
dei mille attimi di me e di te
In questo rumore d'aria
è così che un treno lasciava il movimento fermo
allontanandosi
e tra le gesta d'ombra annusava il freddo
cavalcando il buio dellla notte
dove tu restavi
rimasero con te
solo i miei occhi, i miei occhi neri, accanto
ad una banchina fredda di un giorno
di un viaggio con te
che non è mai partito, mai partito
mai.
"Questo video è stato realizzato dal Club Poetico come riconoscimento al primo classificato del nostro ultimo concorso a tema....mettersi in gioco sul Club Poetico è sempre fonte di nuove emozioni sia per voi che per noi che con voi condividiamo l'amore per l'arte e la poesia che nutre e genera emozioni"
Avrai nuovi giorni,
e non saranno le luci
a scandire una vita di parole
non un sorriso, ricordato
negli angoli di memoria
saranno i tuoi anni
che ricordano i miei, spesi
lontano dalle tue mani
nei luoghi di noi
nessuno è tornato, eppure gli alberi
hanno parlato d'inverni e di primavere
con la stessa voce
che ascoltavamo insieme
dove spesso torno il guardare
non ha più gli stessi occhi
perché avevano
i tuoi colori i miei occhi
e sorridevano
per un bacio e per un attimo
che ora vorrei rubare alla tua assenza
mentre
guardo la memoria di te
in questi ultimi giorni d'inverno, qui
su quelle panchine, dove
nemmeno una foglia ha più l'odore di noi
un'altra lontananza sul tempo
compie oggi il tuo natale, lo ricordo adesso
perché domani sarai lontana
dai giorni che non sono miei
e avrai altri sorrisi che chiameranno il tuo nome
ti penso oggi
perché oggi
non voglio confonderle con nessuno
le mie lune con te.
Come fosse vero
questo inverno
vero di luci nebbie e ombre intorno al silenzio
che non dice ora
dove sei o saremo
e mi manchi
tu che hai vinto
le mie primavere
come fosse foglia tornata al suo ramo
questo tuo cadere
e ti sento addosso
come tutte le cose cadute
come
la pioggia fredda
che non conosce stagione
quando piove sui passi deserti
lasciati a guardare
e figlia di neve
disegna sul vetro
quel volo leggero e riflette
il tuo cielo
dei giorni negli occhi
e ti spoglia del sonno
nel solo mio gesto rimasto
e ti gioca e ti nega
il respiro del tempo
come vero
fosse vero il tramonto, e la vela
che tinge di bianco quell'onda sul mare
questo mio pensiero che piange
dove parla il domani.



