Piove…
e ogni goccia mi racconta le storie
di albe lungo i margini del tempo
giorni come chicchi di grano
tra le dita aperte di una  piccola mano
e del mio mare che abbraccia un mio sogno…
rimasto lontano
nella luce che trapassa nuvole spente
e di un viale lungo le foglie secche
sotto piedi nudi con lo sguardo in su
e quei colori che mi danzano nell’anima
sussurrando la favola della vita
di un passato chiuso nello scrigno
di una lacrima
mi sogno e rinasco bambina..
L’alba  che dipingevo nascosta in me
cancellando il nero di ogni sera
e poi la luna …quella amica
compagna e madre mia severa.
Un violino   piange di notte
accarezzando i fili di seta
che coprono il mio viso intriso
di lacrime innocenti
e mi guardo …
Quella rondine che viveva in me
sbatteva i vetri dell’anima mia
 ho murato i vetri da tempo ormai…
Quella rondine che viveva in me
nessuno sa dove ormai   sia.


 
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Profilo Autore: Nadezhda/Speranza  

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Profilo Autore: Piccolo Guerriero della Luce  

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Quando
è il silenzio a parlare
e negli occhi scorgono stagioni
di quando le luci scorrevano

e tra le immagini, c'era
l'impronta di un sorriso

nuda al cielo l'alba appare
tra i rintocchi delle ore confuse
e la nebbia di te che si compone a briciole
di un domani da rifare

in un pugno
il ricordo che si scaglia
come un sasso al cielo
che torna carezza

e in un vuoto che fa male
chiudo gli occhi
alla voglia di parlarti
e mi lascio dimenticare.

Spengo il sonno al sonno
e alla fioca luce

poi

ti penso.


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Profilo Autore: Nunzio Buono  

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Profilo Autore: Paola Pittalis  

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Ricordi
quando, le mie mani
trasportavano note
e danzavano le foglie al vento
nelle primavere vissute

Quando,
accarezzavano le tue carezze
e delicate sfioravano il tuo esile profumo
che vestiva la tua nuda veste,

ricordi,
i miei baci su i tuoi baci
il mio averti col tuo avermi
nella melodia del sogno

e quel volo gabbiano del cielo
padrone del mare,
aquiloni del tempo bambino,

Ricordi
le rose che fiorivano nelle mani
del mio giardino

quelle rose
che senza spine mi ferirono
mentre sui tasti cantavo l'amore,

Sono ricordi
quelle mani e quelle rose
che ora danzano,
una melodia senza note,
regalando petali al vento

senza vento.
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Profilo Autore: Nunzio Buono  

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Ricordami…
senza parole.

Ricordami in quelle emozioni
a cui abbiamo brindato
scoprendo l’amore
quando il verde si insediava nei miei occhi
e ti guardavo e mi amavi
scoprendoti  fragile
fermo lì…ad accarezzarmi con lo sguardo
venerandomi come una foto
come una preziosa ed effimera immagine .

Ricordami nei tuoi giardini d’amore
quando raccoglievi i nostri baci tra le dita
 amandomi scoprimmo nuovi sapori  
e abbiamo ingannato   ridendo la vita…

Lascia il mio profumo sulle labbra esaudite
t’ho amato t’ho assaporato
nel nostro inverno  con albe bagnate,albe  ora sopite.

Ricordami  in questa estate
nella carezza sfiorata di un anonimo passante
nel sorriso sincero fugace di un bambino
che ti guarda seminando il sole nei tuoi occhi

Ricordami ancora sulla tua pelle
 quando timida
danzavo su mille illusioni…quando mi regalavi le stelle
che   diventarono spasmi delle  mie emozioni.

Afferrami  ancora tra i sussurri ardenti
che saziano l’aria  di desideri mai spenti
e poi nel silenzio della notte in quella stanza
intrisa dei nostri profumi
scrivi sui vetri
sudati d’amore….il mio nome lacrime di speranza.



 
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Sai
ti chiamavano amore le cose
quando vestivi lo spazio dei miei occhi
che camminavano il tempo

i primi passi del mattino
poi la sera dell'attesa
prima della carezza

ti sei dispersa dell'essenza
dove ho spedito un bacio
e non hai saputo coglierne il respiro

eppure era primavera

il suono distante di un treno
lungo i filari
i fari nella nebbia
in quell'andare indifferente del suono della notte

c'è un sorriso ora
che non ha labbra

e che ti ascolta nei giorni andati
e che ti ascolta
dentro un pianto che non parla

sono stato
dove ti cercavano i discorsi, sponda
a decrittare

in quell'esatto istante
che hai spento la luce

e sono diventato mare.
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 Rincorro i giorni
come collane di perle
strappate all’improvviso
 nella speranza
di respirare un ricordo di te.

  Disegno il tuo volto
nell'aria densa,
contorni si perdono nella mia mente
gli anni che passano
invecchiano i miei ricordi
che appaiono macchie
bianche nella luna
che ha trovato la notte in me…
     
 
La nebbia si insidia tra le dita...
  non sento freddo...non sento dolore
  scolpisco   la tua ombra
per dissolvermi...in un fraterno eterno amore...
 
I sogni come un’edera si aggrappano a ritroso
e afferrano tra le rughe dei ricordi
 un frammento fugace per
aggiungerlo al puzzle delle mie memorie
 sempre
più vuoto ormai…

Lascio segni sulle cortecce degli alberi
con le mani indolenzite...sono
tracce silenziose, tu tornerai

  Guardo il cielo mentre danzo tra lacrime
inventandomi  amari sorrisi
per un domani atroce
ti sento ancora
i tuoi occhi sono dietro di me...
ma la voce...ho perso la tua timida voce...
 
Spoglio la tua assenza...
Ora   nuda   si vergogna di sè
nasce all'alba e mi tormenta di notte
fraterno amore
 ti sogno ancora,
ho smesso solo
 ..di chiedermi il perchè...

Sussurra agli angeli il mio nome
suoneranno nuovi ricordi per me
ascolteranno il tuo sincero cuore
che un tempo nei nostri inverni
scioglieva parole d’amore.

In quella stanza nel buio
  sul soffitto
gioca la luce,
  profuma di legno ardente
di una stufa accesa e spenta… da te.
non sei nel mio presente
in un sorriso seduto
tra nuvole di una panchina
riposa un amore fraterno
aspettandomi   eternamente…


 

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Non mi racconterò di ieri o di domani
non cercherò l’ombrello se fuori piove
ne guarderò la neve sciogliersi sul paltò
o sui prati
che ospitano l’inverno

niente di tutto questo
mi è rimasto scritto sul viso
solo gli occhi
nel passaggio di stagioni
alla memoria

lo scoppiettare del fuoco alla finestra
scalda la luna
quella luna
che si racconta ogni notte
nel rituale eco del tempo

e sono
i domani che passano
ai miei anni, i tuoi anni
i domani stanchi d'aspettare
e quelli taciuti esposti
alle vetrine accese
sul passare della gente

Non mi racconterò
perché non resto a guardare il tempo
e mi terrò le tue mani addosso
attraversando come una luce
il profilo del tuo corpo
con il fiato leggero, prima
di toccare le tue labbra nascoste

prima
per poi, scriverti
in una parte di me.


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 I  papaveri...sfidano i miei sogni
stanchi di volare si assopiscono
in un mare rosso di colori d'amore
sotto i papaveri geme un sogno
a lungo immaginato...disegnato
ruba istanti di terreno calore..
nulla ora nell'aria vola

Nulla ora nell'aria vola
la speranza posa la guancia sul terriccio
sotto papaveri rossi agitati dal vento
e stringo il cuore nelle mani unite...

Sapevo volare un tempo
in quel cielo che ora mi guarda
soffio nuvole di tristezza..
piccola anima nei sogni immensi
dove sei ora..sotto papaveri rossi
esanime piangi...per mille sogni persi...

indietro tutto è così grigio
il vestito di margherite si sfoglia
lasciandomi nuda sotto pioggia silenziosa
chiudi gli occhi piccola anima
non ha più colore il tuo sguardo
sono spruzzi di bianco e nero
nel lago rosso di papaveri rosso cuore

Asciugo lacrime di pioggia
con le mani intrise di nostalgia
un raggio incenerito trafigge il cuore
in una vita che da tanto non è più mia...
 
 
Mi manca il vestito corto d’innocenza
e le scarpette che correvano nella verità
nel ventre chiudo il profumo del vento
nuotando in un lago di  papaveri rossi che
mi nascondono dalla nudità
lì dove nascono e muoiono desideri
le rime di una  poesia in un bacio
ora diventano un’ inutile prosa...
da tanto io non amo i papaveri rossi
ho perso i miei colori...ma ero una bellissima rosa...

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Profilo Autore: Nadezhda/Speranza  

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