Piove…
e ogni goccia mi racconta le storie
di albe lungo i margini del tempo
giorni come chicchi di grano
tra le dita aperte di una piccola mano
e del mio mare che abbraccia un mio sogno…
rimasto lontano
nella luce che trapassa nuvole spente
e di un viale lungo le foglie secche
sotto piedi nudi con lo sguardo in su
e quei colori che mi danzano nell’anima
sussurrando la favola della vita
di un passato chiuso nello scrigno
di una lacrima
mi sogno e rinasco bambina..
L’alba che dipingevo nascosta in me
cancellando il nero di ogni sera
e poi la luna …quella amica
compagna e madre mia severa.
Un violino piange di notte
accarezzando i fili di seta
che coprono il mio viso intriso
di lacrime innocenti
e mi guardo …
Quella rondine che viveva in me
sbatteva i vetri dell’anima mia
ho murato i vetri da tempo ormai…
Quella rondine che viveva in me
nessuno sa dove ormai sia.
Quando
è il silenzio a parlare
e negli occhi scorgono stagioni
di quando le luci scorrevano
e tra le immagini, c'era
l'impronta di un sorriso
nuda al cielo l'alba appare
tra i rintocchi delle ore confuse
e la nebbia di te che si compone a briciole
di un domani da rifare
in un pugno
il ricordo che si scaglia
come un sasso al cielo
che torna carezza
e in un vuoto che fa male
chiudo gli occhi
alla voglia di parlarti
e mi lascio dimenticare.
Spengo il sonno al sonno
e alla fioca luce
poi
ti penso.
Ricordi
quando, le mie mani
trasportavano note
e danzavano le foglie al vento
nelle primavere vissute
Quando,
accarezzavano le tue carezze
e delicate sfioravano il tuo esile profumo
che vestiva la tua nuda veste,
ricordi,
i miei baci su i tuoi baci
il mio averti col tuo avermi
nella melodia del sogno
e quel volo gabbiano del cielo
padrone del mare,
aquiloni del tempo bambino,
Ricordi
le rose che fiorivano nelle mani
del mio giardino
quelle rose
che senza spine mi ferirono
mentre sui tasti cantavo l'amore,
Sono ricordi
quelle mani e quelle rose
che ora danzano,
una melodia senza note,
regalando petali al vento
senza vento.
senza parole.
Ricordami in quelle emozioni
a cui abbiamo brindato
scoprendo l’amore
quando il verde si insediava nei miei occhi
e ti guardavo e mi amavi
scoprendoti fragile
fermo lì…ad accarezzarmi con lo sguardo
venerandomi come una foto
come una preziosa ed effimera immagine .
Ricordami nei tuoi giardini d’amore
quando raccoglievi i nostri baci tra le dita
amandomi scoprimmo nuovi sapori
e abbiamo ingannato ridendo la vita…
Lascia il mio profumo sulle labbra esaudite
t’ho amato t’ho assaporato
nel nostro inverno con albe bagnate,albe ora sopite.
Ricordami in questa estate
nella carezza sfiorata di un anonimo passante
nel sorriso sincero fugace di un bambino
che ti guarda seminando il sole nei tuoi occhi
Ricordami ancora sulla tua pelle
quando timida
danzavo su mille illusioni…quando mi regalavi le stelle
che diventarono spasmi delle mie emozioni.
Afferrami ancora tra i sussurri ardenti
che saziano l’aria di desideri mai spenti
e poi nel silenzio della notte in quella stanza
intrisa dei nostri profumi
scrivi sui vetri
sudati d’amore….il mio nome lacrime di speranza.
Sai
ti chiamavano amore le cose
quando vestivi lo spazio dei miei occhi
che camminavano il tempo
i primi passi del mattino
poi la sera dell'attesa
prima della carezza
ti sei dispersa dell'essenza
dove ho spedito un bacio
e non hai saputo coglierne il respiro
eppure era primavera
il suono distante di un treno
lungo i filari
i fari nella nebbia
in quell'andare indifferente del suono della notte
c'è un sorriso ora
che non ha labbra
e che ti ascolta nei giorni andati
e che ti ascolta
dentro un pianto che non parla
sono stato
dove ti cercavano i discorsi, sponda
a decrittare
in quell'esatto istante
che hai spento la luce
e sono diventato mare.
Rincorro i giorni
come collane di perle
strappate all’improvviso
nella speranza
di respirare un ricordo di te.
Disegno il tuo volto
nell'aria densa,
contorni si perdono nella mia mente
gli anni che passano
invecchiano i miei ricordi
che appaiono macchie
bianche nella luna
che ha trovato la notte in me…
La nebbia si insidia tra le dita...
non sento freddo...non sento dolore
scolpisco la tua ombra
per dissolvermi...in un fraterno eterno amore...
I sogni come un’edera si aggrappano a ritroso
e afferrano tra le rughe dei ricordi
un frammento fugace per
aggiungerlo al puzzle delle mie memorie
sempre
più vuoto ormai…
Lascio segni sulle cortecce degli alberi
con le mani indolenzite...sono
tracce silenziose, tu tornerai
Guardo il cielo mentre danzo tra lacrime
inventandomi amari sorrisi
per un domani atroce
ti sento ancora
i tuoi occhi sono dietro di me...
ma la voce...ho perso la tua timida voce...
Spoglio la tua assenza...
Ora nuda si vergogna di sè
nasce all'alba e mi tormenta di notte
fraterno amore
ti sogno ancora,
ho smesso solo
..di chiedermi il perchè...
Sussurra agli angeli il mio nome
suoneranno nuovi ricordi per me
ascolteranno il tuo sincero cuore
che un tempo nei nostri inverni
scioglieva parole d’amore.
In quella stanza nel buio
sul soffitto
gioca la luce,
profuma di legno ardente
di una stufa accesa e spenta… da te.
non sei nel mio presente
in un sorriso seduto
tra nuvole di una panchina
riposa un amore fraterno
aspettandomi eternamente…
Non mi racconterò di ieri o di domani
non cercherò l’ombrello se fuori piove
ne guarderò la neve sciogliersi sul paltò
o sui prati
che ospitano l’inverno
niente di tutto questo
mi è rimasto scritto sul viso
solo gli occhi
nel passaggio di stagioni
alla memoria
lo scoppiettare del fuoco alla finestra
scalda la luna
quella luna
che si racconta ogni notte
nel rituale eco del tempo
e sono
i domani che passano
ai miei anni, i tuoi anni
i domani stanchi d'aspettare
e quelli taciuti esposti
alle vetrine accese
sul passare della gente
Non mi racconterò
perché non resto a guardare il tempo
e mi terrò le tue mani addosso
attraversando come una luce
il profilo del tuo corpo
con il fiato leggero, prima
di toccare le tue labbra nascoste
prima
per poi, scriverti
in una parte di me.



