Venezia
un sasso
quattro salti al mare, poi
sprofondi nel mistero
eri entrata dalla mia finestra
come un'alba, dal fumo della notte
in un giorno passeggero
tu, io
e l'odore del silenzio che galleggia
una carezza per un viaggio
da passare al cuore
oggi che ti guardo
carta consumata, vera
nella lacrima d'inchiostro
ricordo
il tuo profumo
luce nella nebbia, quando
ancora ti respiravo vento.
Mi dico ti scrivo, poi
passa domani.
Mi dico
a questa storia
che mette in disordine le cose perfette
che mette in disordine
senza chiedere un dove
e mi trova
distratto a guardare, oltre la porta
in quel rumore di passi
dove i giorni
si affacciano alle stagioni
e scrivono
il passare della mia vita
letta dalla finestra di fronte
qui
la valigia è sempre aperta
e di te
riempie ogni cosa
di fogli bianchi e pagine sfogliate
sorrido
con il riso del tuo sguardo
pronto per un viaggio da spedire.
Parlami di noi e del silenzio
di quando non siamo
che l'ascolto
dove tu non sei
che in altre voci il mare a sillabare.




