I peli del gatto sulla scrivania
e la finestra sbattuta dal vento,
la radio passa la canzone che odi…
non ti accorgi nulla
impegnata che sei ad inventarmi di nuovo,
tu che dagli sbagli hai imparato
a sbagliare ancora.
E adesso lo senti il rumore del mare?
O è il rubinetto che perde,
la vita incollata allo specchio
come magnete in un frigo
e la tua vestaglia stampata per terra,
non ti accorgi di nulla
impegnata che sei nello spogliarti di te,
ed io conoscendoti
ho imparato a non conoscerti ancora…
Hai finito di fare il cambio di stagione?
Ci sono ricordi che sembrano calze,
il profumo della giacca di pelle
che emana aforismi stropicciati nell’aria…
non ti accorgi di nulla
impegnata che sei nel cercare
Il rossetto dalla tua borsa…
ma nel disordine hai imparato
a trovare tutto,
addirittura anche me.


Commenti
E non ci si sa dare una risposta se non parole, le solite: posizione stupendamente meritata.
Assolutamente sì!
Complimenti per i bei passaggi, il non ripeterti nonostante l'estensione del brano, per l'accuratezza della scelta delle parole, per le immagini che hai stampato nella mia mente.
Grazie
Carla
Ciao
Aurelio
ma ha catturato dalle prime righe,
portandomi all'interno della descrizione.
Con parole semplici ci hai donato il tuo punto di vista
e ce lo hai fatto vivere.
Complimenti vivissimi.
A presto.