~ Amore, sei sveglio ? Dobbiamo alzarci ma non ne ho voglia, stamane.
Ora però si è avvicinata troppo ! Sento la sua pelle calda contro la mia e…scusatemi, io appartengo alla categoria degli uomini molto sensibili. Il corpo di una donna mi fa senso. No, non in quel senso…cioè nel senso che…Va bene, lasciamo stare, avete capito. Ovviamente mi riferivo al corpo di mia moglie. Se mi si avvicina molto vado subito in tilt. D’altra parte lei è bellissima ed ha…le sue cosettine armoniosamente messe insieme ed in abbondanza anche.
~ Amore – mi dice giocando con un dito sulla fronte – sai che sei veramente bravo a fare l’amore ? Come hai imparato ? Chissà quante donne hai avuto.
~ Chi, io ? Ma neanche per idea ! Ho letto qualcosa e l’ho messa in pratica. Tutto qui.
~ Guarda che l’idea dell’autodidatta, del chierichetto pentito contrasta col fatto che, la prima notte, non mi sei sembrato esattamente…vergine.
~ Ma che centra ? Che discorsi fai al mattino presto…Si, una volta, una sola volta, da ragazzo, poi, con la cameriera della locanda sotto casa…mi costrinse, io non volevo…lei era più grande di me…insomma, solo una volta.
~ Davvero ? E non hanno pensato a canonizzarti ?
~ Dai, amore. Sai anche tu che sono cose che vengono spontanee. Tu, si, proprio tu. Io sarò bravo ma tu non scherzi nemmeno. Infatti filiamo in sintonia, decisamente, meravigliosamente in sintonia.
~ Non hai proprio ritegno ! Ho imparato tutto da te. E non fare la solita, stupida battuta secondo cui avrebbe dovuto essere mia madre ad…informarmi. Oppure hai dimenticato che, io si che ero vergine ?
~ Cosa vogliamo fare, vogliamo litigare perché facciamo bene l’amore ? Alle sette e trenta del mattino ?
~ Se è per questo lo facciamo almeno tre volte al giorno ! Mi chiedo se sia giusto. Sono credente, io.
~ Tesoro, amore mio, il nostro è l’amore sacro, non ha colpe ed è legato ad un sacramento come il matrimonio. Diverso è l’amor profano. Profano significa, etimologicamente, “fuori dal tempio” ad indicare che è al di fuori dalle leggi divine.
~ Sarà. A me non sembra ci sia differenza tra quello che facciamo noi e quello che fa una coppia non sposata. Noi non abbiamo figli, infatti.
~ Luce della mia vita, tutto questo gran parlare per dirmi che vuoi un figlio ?
~ Che hai capito ? Un figlio ora come ora non ce lo possiamo permettere.
~ Ecco, appunto. Allora fatti più in là, altrimenti il figlio te lo faccio fare solo col pensiero di quanto ti desidero.
~ Superficiale come al solito. Stiamo parlando di una creatura, un essere vivente e tu ci scherzi sopra.
~ No, vita della mia vita, ti sto solo suggerendo caldamente di farti più in là prima che si scateni la belva che c’è in me !
~ Allora potevamo rimanere single e fare l’amore senza vincoli. Perché ci siamo sposati ? Giusto perché tu potessi fare i tuoi sporchi comodi ?
~ Veramente mi è sembrato, anche con una certa sicurezza, che i miei porci comodi piacciano molto anche a te. Non solo, ti rammento che foste tua madre e tu a farmi accelerare la decisione sul matrimonio.
~ Come al solito, quando non ti sai difendere, metti sempre in mezzo mia madre
Cala il silenzio, lei è imbronciata ed io ancora con prodromi di sonnolenza acuta.
~ Amore, sii serio. Ma tu, mi ami davvero o solo perché corrispondo allo stereotipo della tua donna ideale a letto ?
Mi giro, l’abbraccio stretta. In uno dei pochi momenti che stringerla non mi comporta iperattività ormonale.
~ Amor sacro, amor profano. Tecnica da kamasutra e altro…dimentica tutto, amore mio. Ho provato ad amare la luna con tutte le stelle dell’universo ma esse non hanno il sapore che hai tu. Tu sei l’aria per il mio respiro, il fuoco che brucia il mio corpo…sei tutto per me. Ti amo da morire.
~ Grazie, tesoro, sei la mia vita.
~ ‘A vita mia…però…nun rompe…..
solo tu
sai farmi galleggiare
come barca in mezzo al mare
Tu,
solo tu
sai farmi appassionare
come un gelato da leccare
Tu,
solo tu
sai farmi emozionare
come un esame da superare
Tu,
solo tu
sai farmi incavolare
come un broccolo da lessare
Tu,
proprio tu
sei il mio contorno
e niente più
amore mio ho l’affanno,
bruttissima faccenda
non riesco a prender sonno !
Il naso che mi cola,
il petto che si squassa.
È inutile…che dici
che prima o poi mi passa !
Perché, vedi tesoro
ho altro a cui pensare,
non posso restar qui
a farmi macerare.
La febbre sale un poco,
poi se ne torna giù,
e quest’altalena
m’abbacchia sempre più.
Intanto il tempo passa
e il naso si fa rosso
tra uno starnuto e l’altro,
ad ogni “etciii!”diventa ancor più grosso.
Ma io ho da fare
non posso traccheggiare,
ho il cor che mi tormenta
ed il disagio aumenta.
Quello che ho da fare
è qualcosa d’essenziale,
non posso stare a guardare
per un attacco virale !
Ho da sognare te
durante la nottata,
non me ne perderei
nemmeno una puntata.
Non posso scaricare
sul tuo bel visino
il frutto devastante
del raffreddor costante.
Poi ti devo portar
su magici paradisi
d’amor ognor voluti
…ma senza i miei starnuti !
Mi sa che questa notte
ormai non sognerò
registro la puntata
più in là la rivedrò.
assai gradevole all'assaggio
invece è solo uno scrittore
perditempo a tutte l'ore
C'è chi è solo un gran maestro
della rima e della strofa
chi si crede un gran petracca
mentre è solo una mezza tacca
chi un signore in ogni cosa
sol per l'aria sua noiosa
Nel cortile letterario
vivon galli e gallinelle
scrivon tutti brutti e belli
son racconti e poesie
son finzioni od eresie.
Scrivon fatti assai privati
e messaggi riservati
fan richieste di amicizia
ammiccando a chicchessia
p’aver visto la fotografia.
E dispensan baci a tutte
quelle belle e meno brutte
e se dimorano vicino
lor ci fanno un pensierino.
Or quest'uomini le donne
vergin belle o gran signore
le vorrebbero provare
con la scopa dell'amore
anche se le lor sorelle
e lor mogli pure quelle
vorrebber caste e verginelle.
Quant'è bella la scrittura
senza in mezzo la verdura
E però non ci lagniamo
se perdiamo i gran valori
e ci rimangono i dolori
Or chi vuol capire intenda
qua tiro il laccio
e chiudo la tenda!
C'è una cosa che ti voglio dire
prima che mi passi dalla testa,
una cosetta piccola e modesta
ma voglio che tu la stia a sentire.
Ti parlerò con termini in volgare,
retaggio culturale nativo
per render meglio e più intuitivo
ciò su cui vorrei dissertare.
Ti vogghiu beni,si dice a casa mia,
la tua bellezza e gli occhi tuoi sinceri
fanno in modo che tu ormai imperi
ne lo mio cor e nella vita mia.
Quello che,inver,ancora mi stupisce
è il motivo per cui sei dubbiosa.
Eppur ti ho detto che ti vorrei in sposa
fin da quando amor mi concupisce.
Orbene,amore mio diletto,
nel mio cuor rimira il sentimento
che custodisco con tanto accanimento,
guardalo,ammiralo,non mi far dispetto.
Amore è amor e non una braciola
preparata senza badare a spese !
Fammelo dire anche in calabrese
Amuri è amuri e non brodu i fasciola !
ma mi basta il tuo sguardo.
Dopo: Ma che ciavrà da fissamme
così sto vejardo?
Prima: Il tuo corpo mi accende
un fuoco brioso.
Dopo: la pellaccia sua
cià 'n so cche d'appiccicoso.
Prima: Volavamo insieme
dalle stelle accolti.
Dopo: ma che fà sto scemo?
li pannoloni s'è tolti?
Prima: Anche se non avevo nulla
tu eri il mio tutto!
Dopo: Ma come ho fatto
a vive co' sto coso brutto?
Prima: Il mio cuore volava
quando stringevo la tua mano.
Dopo: Mannaggia, si sapevo
fossi vissuto drent'a 'n vespasiano.
Prima: Tu sei il mio oggi, amore,
il mio ieri e il mio domani.
Dopo: Pittosto che firmà davanti ar prete
era mejo si me cioccavo le mani.
Nel frattempo: E' così, l'amore è quella cosa
bella, vitale ma insidiosa,
può essere lungo o corto come un lampo,
ma, come tutto, sottostà alla legge del tempo.
quello della sua provocazione
è che a volte di sicuro
la poesia esce dal culo.
E' questo il caso certo
di qualche letterato inesperto
che vivendo solo una vita teorica
ti vomita sopra poesia retorica.
Per alcuni è solo uno sfogo giovanile
a questi il verso esce dalla bile,
per altri è solo sfoggio d'erudizione
e la loro rima è solo figlio della digestione.
Perciò a volte è vero ciò che dice Amaddeo
cha la poesia non raggiunge il tratto esofageo,
non sembra quindi una cosa così sconcia
spesso, ricordate, si ragiona con la pancia-
Ci sono infiniti modi
per amare:
il più difficile è odiare.
Così mio dolce amore
cercherò di volare
oltre l’indifferenza
di queste nubi autunnali
per incontrarti solitaria nei vicoli bui
della tua disperazione,
con la compassione di un santo
ti caverò i tuoi occhi
ormai assenti dalla mia vita,
ti inciderò il cuore
con frasi di amante distratto,
taglierò le tue mani
sfuggenti alle mie carezze
e dissolverò il tuo io
nelle fiamme
di una passione
che brucia eterna.
Che giornata sventurata!
Pensavo di incontrare una fata
ma era solo una strega mascherata,
volevo farle una bella serenata
ma la prima nota l'ho steccata.
Volevo scrivere tutta la nottata
ma pure la luna si è oscurata.
Da bambino sognavo una vita incantata
eccomi, scornato, che suono la ritirata.
Ricordavo con cura quella data
ma il calendario se l'è mangiata,
e quando col cuore l'ho fotografata
bè l'immagine è venuta tutta sfocata.
Eravamo seduti ad una bella tavolata
ma la cena lo sai? si è bruciata.
Pensavo fosse dolce e delicata
ma il suo sguardo è una pugnalata,
le mie lacrime scendono a cascata,
la mia felicità chi se l'è rubata?
Ho capito non è proprio giornata,
sono entrato dalla porta sbagliata.
,
Sally Sally... a young French refugee
spostare una chicchera
con tanta maldestria
da far risuonare il piattino
con quel tipo di impazienza
che alza la gonna per tutti
anche fra le tovaglie stirate con le gardenie.
Dovrei dirvi testè che siete licenziata
e non avrete referenze da me,
ma io sono soltanto semplicità e compagnia,
il cane di casa.

Mi accingo con tutto il sentimento
che provo dal cuore fino al mento
ad aprire quel nido di poesia
che il Club mi offre in armonia,
commento solo un’opera d’amore,
di quelle che ti penetrano il cuore,
e subito mi appare all’improvviso
sparato dritto dritto contro il viso
un dolce prorompente grosso seno
che sembra provenire dall’alieno,
mi dice clicca qui per cortesia
che subito ti metto sulla via
di arditi godimenti di signore
che cercano avventure con amore
donato a piene mani e sempre pronto
di gratis senza soldi senza conto
cliccando solo un tasto e ti ritrovi
nel mondo tutto fiori senza rovi.
Non clicco, ma mi chiedo dove sono
le splendide sirene con il suono
del canto che ti ammalia in un istante
promessa di un orgasmo delirante,
dov’è il paradisiaco godimento
se qui c’è solo sabbia solo vento,
dov’è voglio sapere, acceso a mille
il magico godere con scintille,
di single di mature di promesse
che vedo in ogni sito e son le stesse;
allora preferisco pensieroso
il Club che mi offre generoso
momenti di elegante poesia
e chiudo la serata in allegria.
"Sono stata tratta a caso dalla gazzetta piemontese
ed ora me ne esco volentieri dalla vostra casa di donzella
mi fermo solo un momento a firmare le bacche di marinella
con due parole senza pretese
già sbeccate dai fringuelli".
Se fossi distaccato
a guardare da lontano
assente corrimano
di un tempo trapassato,
direi di un matrimonio
con tante belle donne
che con le corte gonne
crearon pandemonio.
I tacchi a super spillo
profondi decolté
confusero per me
le papere da strillo;
mi venne il capogiro
da emerito imbecille
col cuore in corsa a mille
mancandomi il respiro:
non so se son normale
ma tanto ben di dio
lo vedo solo io
o e tutto naturale?
Non posso più dormire
non posso più guardare
mi sento sopraffare
e rischio di svenire.
Ringrazio la natura
di tanto deliziarmi
e corro addormentarmi
sognando un’avventura.
scherzosa ma non troppo.
Lui è un contabile d'ufficio.
Lo so per certo.
Scarponcini in pelle e cuoio, lenti quadrate,
Parka imbottito.
Gomma pulita come un pargolo avvolto nel manto di tela,
lapis appuntito come un campanile,
pialla ruvida e funzionante come una lingua felina.
Il Perfettino.
Egli mi detesta: lui conosce i numeri, io li do.
Io ho paura di volare, lui sa di non poter avere le ali.
Egli conosce, conosce e distingue i fili del tram
dalle ragnatele dei suonatori alla stazione
e da buon dipendente pubblico
si sottomette ai supercapi, cordialmente risponde
alle domande per logica di pensiero,
adagio trova sempre il nesso.
Lui è la sentinella dell'esercito aziendale,
sul diario scrive ogni novità sebbene inutile.
Egli sopravvive a questo mondo: sì pesce piccolo,
ma tanto piccolo da rendersi invisibile ai
pescisaurus rex negro angelus.
Ah, dimenticavo! Egli nutre il senso d'oggetti e forme.
Ad esempio, la penna con cui ho scritto questo trattato
me l'aveva prestata lui, solo che ora l'ho persa.
Tra cent'anni (se ci sarò io domani) egli si ricorderà
della penna che gli devo.
Aspetta...ma, se la penna l'ho persa,
con cosa diavolo sto scrivendo?




