lì, in quel parcheggio semi deserto vicino al mare
ogni lunedì e venerdi, come un orologio svizzero,
saran le 10. 00 del mattino: Lui con il SUV color di zenzero,
Lei con con la Ka, quel rosso marroncino.
Parcheggiano lesti, pian piano, vicini,
prima arriva Lui e, poco dopo, Lei, con il suo contrassegno dietro d'un bimbo piccino.
Poi Lui lesto esce dal SUV: sarà sui quaranta. E subito sguardi carini,
d'un tacito assenso,
si scambiano incerti nel lor movimento.
Entrambi in macchina (Ka), poi, col di Lei consenso
Lui lo tira fuori, stando ben attento,
e golosi morsi, celati da lontano,
tiran ai cornetti caldi che lui (nel sacchetto) ha comprato, nel negozietto lì vicino al mare.
nota:
...scusate la licenza.
nel sottofondo del silenzio diviso
tra le luci irradiate della luna e le stelle
ed un raggio che faceva accapponar la pelle.
D’un tratto il sussurro s’udì ancor più forte
e il raggio di luce in fretta si arrestò,
ci volle coraggio, ma chiusi le porte
perché un oggetto gigante ad atterrar s’apprestò.
Immobile per eterni minuti,
non un segno di Vita si scorse dai venuti,
finché un rumor s’udì ancora,
un essere ignoto uscì dal veicolo spaziale
che s’avvicinò, alla mia casa dalla strada vicinale.
Paura ebbi, ma più curiosità mi pare,
di viver quei momenti in cui non sapevo che fare,
perciò d’audacia mi dotai,
la porta aprii ed a colui m’avvicinai.
Capii, pacifica fu quell’apparizione,
ma dall’intenzione, ancor sconosciuta, fui intimorito.
Gli chiesi chi fosse, usando mie parole
e lui con mia sorpresa mi disse divertito:
siamo gli Alieni o Terrestre spaventato
per far rifornimento abbiamo atterrato,
sapresti per caso, se qua vicino,
ci sia una pompa di benzina, senza fare mattino?
Sì, gli dissi, Alieno burlone
da questa parte potrai passare
ma l’astronave dovrai lasciare!
Inoltre rifornimento tu potrai fare,
ma il benzinaio dovrai pagare,
perché, diversamente dal pianeta vostro
qui si pagan prestazioni ad ogni costo.
Restando qui però tu rischi grosso,
ti spolperanno intero fino all’osso
se ti vedon in tal luogo parcheggiato
ti chiederan balzel anche per l’astronave, alieno sciagurato!
Occupi suolo pubblico, diranno, abusivamente,
quindi se vuoi un consiglio
ti convien ripartir immediatamente!
il tempo che fa lo dice 'l Maestro,
per questo, rapìto, io seguo a bacchetta
ogni suo gesto od alzata di ciglia...
A quello che accade io volto le spalle
in quel che mi piace io fo' la mia parte,
mestiere più bello al mondo non c'è
dell'arte del suono mi sento già Re!
dov'è, dov'è...dove è
l'avevo parcheggiata qui di fronte
il tempo di un caffè
dov'è, dov'è...dove è...
non è, che poi fosse importante
ma era qualcosa di presente
nel mio mondo, tra le tante
cose di me, che vedeva la gente
... dov'è, dov'è... dove è
mi giro l'ho persa
non ce cosa più ingiusta
del perdere la testa
per una cosa forse rimasta
incustodita apposta
perchè l'unica risposta
che so darmi è questa...
è colpa mia se l'ho persa
se l'avessi custodita come preziosa
invece di dar conto alla vita, l'impresa
che anche su l'astratto ci mette un'imposta
dov'è, dov'è...dove è
l'avevo parcheggiata qui di fronte
il tempo di una chiacchiera e via
mi hanno rubato... l'autoironia !
Mi scivola il vento
sul viso bagnandomi
con gocce sottili
il sorriso.
Cerco riparo
sotto un portico
ma non ha tetto
e una folata strappa l’ombrello.
Amo il vento
amo il profumo che mi porta dal mare
piacevole vedere il volare delle nubi
e poi il cielo terso.
Ma non dovevi rompermi… l’ombrello!!!
al mercato delle emozioni
tutto ha un prezzo
ce ne sono alcune in sconto, promozioni
ma dal retrogusto grezzo
tutte messe in evidenza
con sopra il cartellino
e tu ne compri in abbondanza
senza guardare lo scontrino
... c'è sempre quella che ti invoglia
a sentirti migliore
quella che ti riscalda e ti spoglia
ma che dura poche ore
quella che a guardarla
ti fà già piangere
ma certe volte di te si burla
perchè sa che sei fragile
al mercato delle emozioni
tutto ha un prezzo
alcune costano milioni
altre le vendono solo a mazzo
io ho imparato non compro niente
ma resto a guardare
l'effetto che fanno sulla gente
così mi faccio meno male...
Ombre della festa passata
si cullano ormai
nelle poltrone
dei ricordi.
Carte colorate
hanno formato tappeti
pronti al passaggio dei pastori
verso banchetti colmi di cibo.
Ora nel mezzo della notte
ombre cantano la ninna nanna
massaggiando gli stomaci satolli
cercando tisane.
Sul mio navigatore non c’è
La via dell’amore
Eppure io la trovai insieme a te
Ti ricordi… che passione
Ripeta per favore
Dice, errata destinazione
Eppure noi ci fermammo lì
Delle ore a fare l’amore
Ora giro in tondo
Attorno a questa rotatoria
Vedo indicazioni
…Passata storia
Ora anche se chiedo
Abbassando il finestrino
Tutti mi rispondono
Provi… via destino
Sul mio navigatore
non c’è più via dell’amore
Eppure la trovammo insieme col cuore
Ora dice, errata destinazione…
Quel giorno che deciderò di fare un giro dentro il corpo umano
sarà sicuramente dentro il mio e non in quello di un estraneo.
Non poco m'incuriosisce quel che succede dentro questa pelle
e molte volte mi sbigottisce il trambusto e ogni cosa che espelle.
Quel giorno che lo farò, dovrò per forza entrare da un orifizio
tanti ne abbiamo sparsi, alcuni nascosti per pudore, altri per vizio.
E voglio entrare da un posto dove è normale e più frequente uscire
ma che qui non oso nominare per non turbare gli animi d'amici puritani
quindi mi limito ad accennare che ha un'assonanza con la parola amo
si trova in basso tra lo scroto e l'osso sacro, ma non per quello lo preghiamo.
E' da lì che voglio entrare e cominciare la mia bella passeggiata
speriamo che quel giorno fili tutto liscio e che sia giornata tranquilla e profumata.
Entrerò fischiettando come se nulla fosse, ho esperienze, ma nel settore sono inetto
spalle larghe e torcia in mano, m'incamminerò imboccando il pertugio, quello retto.
Mi coprirò per benino, mi han detto che da quelli parti tira una brutta aria
e se qualche organo si ribellasse, lo tranquillizzerò dicendo che sono lì solo per guardare,
sono lì per sfiorare il perfetto meccanismo, che fa si che io sia perfetto come un Dio
ed estasiato chiederò al più attento e comprensivo: ma questo, è tutto mio?
Avanti, senza perdere tempo entrerò nel tunnel oscuro dell'addome
voglio toccare milza, fegato, rene e mi spingerò fino a sfiorare anche il polmone.
Adesso sì che tira un'altra aria e non manca nemmeno l'iperventilazione
mi spiegano che è tutto naturale se un estraneo gira indisturbato, è fifa, è commozione.
E quando all'improvviso m'apparirà il grande Re, cuore di leone
mi fermerò per ore ad ammirare questo strano muscolo campione
che da fuori immaginavo un toro scatenato e invece è un cucciolo che pompa tanto amore
e m'incanterò come al Louvre davanti alla Gioconda, io spettatore del mio dolce motore.
Quando sarà ora di uscire, lo farò a capo chino, ma ricorderò per sempre quella passeggiata
un'avventura che cominciò per sfida, per intrigo, dal mio primo tratto d'intestino
dal quel buco troppo bistrattato.
Luna, cosa non dire per te che
non sia un bigné
per ogni sbadiglio che dimentichi...
stelle, cosa non dire per voi che
non sia un'emozioncina
leccata dal dritto
e dal rovescio...
amiche del cuore, cosa non dire infine per voi che
non sia una bomboniera di Galizia
un ventaglietto talcato vermiglio
portato al mignolo
che si fa dondolare ad ogni vocale stretta,
sono quelle più vicine al pianerottolo,
streétta streétta
e bagnata
oh, dal mio pulcino.
ma la folla o follia dei pensieri
m'impedisce di pescarne uno
che sia ben definito e delineato
Trovo annoiata
parole rinsecchite
lasciate a muffire laggiù
in un angolino stretto dei dubbi
e non emanano più
quella stimolante fragranza di conoscenza
evaporata al passare del tempo
M'incuriosisce e m'attira di più
un dolcetto dispettoso
tutto solo sulla credenza
che invoglia i miei sensi
e furbetto mi distrae seducente
Resistere di certo non m'appaga
golosa sgranocchio lentamente
gustandolo mi sciolgo estasiata
e aprendo il sipario all'oblio
nell'attimo di piacere fugace
fuggo
mi compiaccio
e sorrido
A.A.A.
Offro al miglior offerente
un conto corrente in rosso perenne
due assegni bancari posdatati
e cinque cambiali protestate
siccome siamo nel mese di strenne
vi cedo tre azioni che non valgono niente.
A.A.A
Cedo in comodato d'uso
una bottega artigiana ben avviata
ammetto, il lavoro è leggermente pesante
ma in compenso soddisfacente
oppure accetto lo scambio alla pari
con l'alcova di una puttana di strada.
A.A.A.
Vendo appartamento luminoso
con mutuo a tasso bloccato
libero da subito ma ipotecato
ci lascio pure le piante innaffiate
e l'abbonamento a Sky già pagato.
Vendo pure nello stesso lotto
una cantina di un metro quadrato
locale un po' stretto ma ben arredato
ideale per un cinese o un disoccupato.
A.A.A
Vendo auto con tutte le rate
finanziamento di Banca Ducato
l'albero magico al profumo di pino
lo lascio attaccato al finestrino
questo è un regalo per il danno subito.
A.A.A.
Vendo una moglie senza più voglie
in aggiunta ci metto l'amante
e se non vi offendete anche le mie mutande
non mi date del pazzo se compreso nel prezzo
ci metto un rene e pure il mio pene
però di quello solo un pezzetto.
E poi in blocco
e vi giuro che non è un pacco
una carta per gli acquisti prepagata
una Viacard per l'autostrada
cento tessere raccogli punti
e ci metto pure due film porno
ma haimè questi sono un po' spinti
un lucida labbra e un candelabro
una porta blindata e la mia migliore cazzata
le mie poesie e tutte le mie idiozie
un disco al vinile di Massimo Priviero
Non ci credete? È tutto vero...
Infine cerco
magari in cambio di tutto questo e in blocco
un angolo di mondo dove non sarò più coinvolto
in tutta questa melma che sembrerebbe una favola
e invece è un modo di vivere reale
una regola, una trappola...da dove è impossibile fuggire...
Una domenica mattina
Testa mento, spalla collo
Sul letto sembro proprio un pollo
Tra le onde della tv a mollo
dormo in pace sul mio atollo
Poi ad un tratto canta il gallo
Io mi sveglio, sul più bello
sognavo di avere un gran castello
Un bastone ed un mantello
Poi già suona il campanello
Mi alzo inciampo nell’ombrello
E alla finestra rispondo all’appello
Di carità di un poverello
Dice di non avere né questo, nè quello
Ma ha un diamante per anello
mi chiama di continuo "fratello"
ma io lo guardo e non favello
Torno a letto e prego al dio Apollo
Gli dico che della notte non sono satollo
Ma lui irrompe con il carro e il cavallo
E mi dice su in piedi…ma io ho ancora sonno.
Di te ero molto innamorata
ma la tua meta era ad arte falsificata
Ti ho donato il mio cuore
ma a te interessava solo evitare il mio pudore
Ti scrivevo frasi d’amore soavi
ma tu per raggiungere il tuo scopo lavoravi
Con te avrei contato le stelle di tutto il creato
ma tu volevi solo sesso esagerato
Pensavo di avere trovato un uomo diverso
mentre tu approfittavi del mio fragile universo
Ora sono felice in questo giorno particolare
ti ho mandato a cagare
Forse pensavi che fossi rintronata
ma io sono felice di non avertela mai data.
la doccia rinfrescante.
Sorridendo, mi passasti
l'asciugamano.
Di soppiatto
seguivo con gli occhi
la goccia che scorreva
nell'incavo dei tuoi seni.
Ne uscì veloce,
puntando con decisione
al nodo profondo
disegnato dall'ombelico.
In quel gorgo ebbe una esitazione,
quasi si frantumò,
poi riprese il cammino
con rinnovato piglio.
Ora il passaggio
era più complicato,
una foresta di neri steli
l'intrico da superare.
Vidi la goccia esausta
arrivare ai bordi di una voragine
che non v'era modo d'oltrepassare,
se non facendosene assorbire.
Lì, nel profondo, scomparve.
Io decifrai l'occulto messaggio!
Perciò nemmeno mi asciugai
e immantinente, danzante,
dentro di te mi ritrovai!









