Era rimasto del limoncello,
sopra il tavolo adorno
di olive condite e pane raffermo.
Confermo di averti abbracciato più forte
l’ ultima volta.
 
Dove siamo andati a finire
se il cielo è uguale per tutti.
 
Lo dicevi sempre tu
Che volevi la parte migliore di me;
(la casa, la macchina, il cane).
 
Chissà dove ho messo lo schiaccianoci
… mi toccherà stringere i denti
per aprir questa noce
e dimenticare il vuoto che sei.
Ma sì, in fondo è meglio così,
ho tanti amici
che aspettano al bar
per ammazzare il caffè
e forse anche me …
 
Chissà dove ho messo lo schiacciavoci
… dovrò stringere i denti
e aprire la bocca
per non sentirti mai più.
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Profilo Autore: emanuele  

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 L’hai voluto ! T’ho sposata.

riverita e adorata.

Sull’altare dell’amore

ho sacrificato er core.

Ora sei la mia compagna,

nun me fai mai la lagna

puro quanno vieni a letto

 nun me fai mai ‘ndispetto.

Entri cor pigiama bianco

se capisci che so stanco,

metti quello color rosso

perché sai che me butto addosso.

Quello nero è avvertimento

per un folle divertimento.

Quello giallo già si sa

che stasera nun se pò fa.

Quattro modi colorati

pe l’amore inventati

da ‘na mente impertinente

che nun vò chiedere niente,

ma che ha le idee chiare

sopra quello che vuol fare.

Ma de te io c’ho paura

nonostante sia sicura,

se te vesti bianco e giallo

che vor dì che c’è uno stallo ?

Che per una settimana

famo vita si…ma grama !

O se vesti rosso e nero

famo amore ‘n anno intero ?

Nun è mejo sta a sfogà

quanno c’è ‘a necessità

anziché sta a colorare

sta passione che è essenziale ?

Senti a me, vieni un po’ qua,

ce sediamo sur sofà,

pure se vesti di grigio

dai, levamose er capriccio !
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Profilo Autore: Bronson  

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Io quanno sto co te me sento audace,
me sento puro d’essere capace
da fatte sartà da ‘n cubo all’artro,
tu sei ‘na tigre co denti d’alabastro.

“Bono, Ninè, statte bono!...”

Forte, possente ed anche un po’ sorniona
me fai crede d’essere burlona.
Quanno me pare d’avette già domata,
me fai tacè co ‘na gran zampata.

“Ecco, perciò statte zitto, core.”

Eppur c’ho forte personalità,
‘e donne io so bene come ‘ngannà…

“…. Eccome, no!...”

Ma tu nun sei ‘na donna…sei n’animale,
è inutile che io prema sur pedale.

“A’ Ninè, che te metti a offènne, mò?
A fa la bestia proprio nun ce sto !
Se proprio me vedi come n’animale,
entrà in gabbia nun te farebbe male.

Cosi, se me va de fare ‘n zompo,
te metto come cubo in ‘n giro tondo.”

Sarà l’età, saranno le emozioni
ma è mejo me ne stia tra quelli boni !

“Mò si che l’hai capito,Ninè!
Mejo te stai a dormì tranquillamente
che sparalle grosse continuamente.
E sognate la tua tigre, va,
facce ‘n pensiero e nun te ‘mbriacà.

Ma nun te scordà che domani di sicuro
se ricomincia a travagljà e sarà duro.
La tua personalità po’ esse pure forte
ma si nun dormi le tue saranno sol parole morte.

Dormi, Ninè, dormi core!….
…mejo dormì che sprecà parole !


NOTA: Dalla penna burlona di Bronson&Giò...



 
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Profilo Autore: Giò  

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Capovlavori

e sprofondo giù

comprerò fiori

per i tuoi occhi blu

Sorpendenti

i tuoi misteri

masticavo amaro

ma fino ieri

Vieni qui amore

fatti scaldare

siamo passione

non ti fermare

Fenomemo

a guardare in casa altrui

e tu chi sei ... ? la donna di lui

Corna coi fiocchi

che vuoi che sia

champagne e botti

bella amica mia

torna da quell 'uomo

ti racconterà

i fatti del paese

non si accorgerà

di quel miele

quanto mai desiderato

non capirà

che l'hai ingannato...

Corna con i fiocchi

con stile e poesia

dopo gli gnocchi

via i tacchi

e che amore sia

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Profilo Autore: simone corrieri  

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Sogno o son desto
che non sia da pretesto
ad un fatto maldestro
scoperto
forse troppo presto
La regina bianca è caduta
dal re non più voluta
trovata con l'alfiere
là nella torre
nelle ore nere
L'alfiere è perito
trafitto
prima d'aver gioito
Pensavan che
dello scappar a cavallo
si sentisse il rumore
invece i pedoni
eran nascosti
vigili a origliare
Non c'è altro da dire
rimane la stanza
dal pavimento a scacchi
ma mancan gli artisti
non si può andare avanti
Chiedo all'altro colore
se per caso anche fra loro
è morto
è caduto
è scappato
chi solo per il gioco
era stato creato.
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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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La tua vista per qualcuno  
equivale ad una fucilata.

Per altri 
ad una grossa risata.

A volte ci sei sempre 
altre mai.

A volte sei muta
altre canti e sembri posseduta.

Non si capisce perchè certe volte sei davanti
altre dietro.

Per me sei diventata una barzelletta 
per altri un incubo.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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L’aristocratico più aristocratico degli aristocratici

sposò la povera più povera delle mendicanti

sull’orizzonte degli eventi di un buco nero

sl collasso. Le telecamere del mondo intero

ripresero tutta la cerimonia, gli invitati

comprarono lacrime di gioia a prezzi modici.



Non ci fu la creme della creme dell’aristocrazia

all’avvenimento. Solo il Duca degli sballati

si presentò sbarbato, profumato e fumato

di tutto punto in compagnia di uno scapestrato

rimorchiato all’istante in un chiosco di gelati.

Erano assenti tutti i parenti a parte una prozia.



Ci fu il pienone d’invitati invece per la sposa

tutta gente selezionata, s’intende, il meglio

del meglio della categoria. I loro abiti da cerimonia

erano dono di uno sponsor della Transilvania

un tipo che dormiva solo di giorno. Il taglio

della torta fu affidato al ministro della difesa.



Dopo il matrimonio si seppe che l’aristocratico

più aristocratico degli aristocratici era povero

in canna, più della sposa persino. Si era mangiato

tutto in una bisca un giorno che era accompagnato

da Clotilde, un’attrice, una fata sfigata ma davvero

bella. Il viaggio di nozze fu su un transatlantico.



Cambiò tutto dopo le nozze, potenza della pubblicità.

La sposa ora sfilava in passerella per Armani

l’aristocratico insegnava il galateo in una televisione

privata. I lavori di restauro della loro abitazione

li aveva finanziati una banca, c’era un domani

una parvenza di speranza nel teatro della realtà.
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Profilo Autore: mybackpages  

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Verso a fine de sta vita, dice,

se fa ‘n bilancio inder la cervice,

si l’hai trascorsa bene o indegnamente

oppure se a te nun è fregato niente.

A me nun me ne frega de st’esame

nun fui abilitato a fa l’infame.

Vissi la vita così, come veniva,

core e ragione in alternativa.

Ho fatto anche io er mi peccato,

granne direi, e sempre reiterato.

‘O porto come un peso dentro ar core

ma a di la verità senza dolore.

Vo dico senza alcuna afflizione,

che sto a parlà da fornicazione.

Quanno iniziai ero liceale

si n’ho facevo me sentivo male,

poi migliorò all’università…

du vorte ar giorno potevano bastà.

Co a moje è ‘n fatto abituale,

co a cammeriera un po’ più eccezionale.

D’a segretaria a l’addetta stampa

dovetti passà nun ce se scampa.

Puro l’edicolante ogni matina

voleva na ripassatina!

Io ce mettevo amore e quarcos’artro,

ma a dire er vero era ‘n disastro !

E si, lo so, so tanti i miei peccati

e nun li ho mai giustificati,

ma io volevo solo fa l’amore,

magari squallido ed anche incolore.

C’ho da pensà de chi ammazza e ‘mbroja,

lassamo sta, me sta a venì na….voja…..
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Profilo Autore: Bronson  

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Lassateme passà io so er Ganzo,

sinnò me sarta puro oggi er pranzo.

Ho detto Ganzo e nun ho detto manzo,

ho fatto puro un fotoromanzo.

So quello che ner secolo che fu,

molti dicevano d’esse Er più.

Ma ora semo in età moderna

‘ndo tutto troppo in fretta se aggiorna,

me so cagnato er nome, e che me costa !

ho scerto Ganzo e l’ho fatto apposta.

Ormai ho quasi tutto rivoluzionato,

er pungipanza l’ho abbandonato,

esco sortanto p’esse ammirato,

se dorcemente sono accompagnato.

Nun porto più er fazzoletto in testa

ma la bandana puro quanno è festa .

Nun faccio a botte co la gente bene,

 c’ormai lo so che questo nun conviene !

Porto ‘e scarpe che so du luccicanti

e li carzini (bianchi) come tanti.

Se ve chiedete  come ho er rispetto,

v’ho spiego subito e tanto che ce metto !

C’ho un’arma segreta assai letale

più der cortello ed anche der pugnale.

‘e donne !

Pe loro è diventata ormai mania,

quella d’amamme fino alla follia

e pe nun esse fatti cornuti

i loro omini me fan mille saluti.

De tipi come me, uguali uguali,

ce stanno nei quartieri nazionali,

me stanno a fa l’imitazione

pe attirarse ‘n poco d’attenzione.

Sopra de me se po’ scrive ‘n romanzo.

Attenti amici miei

Io so er Ganzo
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Profilo Autore: Bronson  

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Mi sei simpatico ed antipatico
quando ti addormenti prima
di me.
Mi sei simpatica ed antipatica
quando al mattino mi chiedi
un caffè.
Mi sei simpatica ed antipatica,
e poi simpatica ed antipatica.
Mi sei simpatica ed antipatica
quando mi guardi e ridi di
me.
Mi sei simpatico ed antipatico
perché compri cose che piacciono
a te.
Mi sei simpatica e antipatica,
e poi  simpatica e antipatica.
Siamo simpatici e antipatici,
e poi simpatici e antipatici.
Mi sei simpatica ed antipatica
perché è così che piaci
a me.
Mi sei simpatico e antipatico
perché ti arrabbi quando rido
di te.
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Profilo Autore: Giovanni Ciani  

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A Ninè ma che stai a fa?
Arza i tacchi e vieni qua
che ortre l’orto, er mare er sole
ce sta er monno che te vole.

C’e sta er Papa, ce so li Santi,
na monella co li guanti 
che te porta a magnà
cacio e pepe a sazietà,

tra li tavoli a quadretti
ne li vicoli stretti stretti
de na Roma che se sa
de uguali non ce n’ha.

Poi na vorta
  che t’ha preso pe la gola,
quella pupa malandrina
n’giretto te fa fa’ 
lungo er Tevere a ozià,

tra li ponti vecchi e stanchi
e li  platani riverenti
ogni grillo ntonerà  na canzone
d’anni fa.

Se er vinello t’ha corpito
e la capoccia t’ha stordito
er rintocco de San Pietro
te riporta tutto indietro.

Se poi  er cardo soffrirai
su ar Pincio sosterai,
dove er vento è sempre dorce.

Senti a me caro Nino
là ce trovi er Ponentino
che de bono sai che c’ha?
Tutti  l’omini fa innamorà!
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Profilo Autore: elisa  

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Che notte da tregenda

amore mio ho l’affanno,

bruttissima faccenda

non riesco a prender sonno !



Il naso che mi cola,

il petto che si squassa.

È inutile…che dici

che prima o poi mi passa !



Perché, vedi tesoro

ho altro a cui pensare,

non posso restar qui

a farmi macerare.



La febbre sale un poco,

poi se ne torna giù,

e quest’altalena

m’abbacchia sempre più.



Intanto il tempo passa

e il naso si fa rosso

tra uno starnuto e l’altro,

ad ogni “etciii!”diventa ancor più grosso.



Ma io ho da fare

non posso traccheggiare,

ho il cor che mi tormenta

ed il disagio aumenta.



Quello che ho da fare

è qualcosa d’essenziale,

non posso stare a guardare

per un attacco virale !



Ho da sognare te

durante la nottata,

non me ne perderei

nemmeno una puntata.



Non posso scaricare

sul tuo bel visino

il frutto devastante

del raffreddor costante.





Poi ti devo portar

su magici paradisi

d’amor ognor voluti

…ma senza i miei starnuti !

Mi sa che questa notte

ormai non sognerò

registro la puntata

più in là la rivedrò.

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Profilo Autore: Bronson  

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Te sto a pregà da sera a la matina

pe quer favore che me preme assai

T’accesi puro na piccola lucina

Ma de risposte nun ne ebbi mai.



Vabbè, nun sono proprio religioso

vivo tra gente der malaffare,

ma, a te, de maltrattare mai non oso,

so bene che c’hai troppo che fare.



A me serviva, onnipotenza tua,

to dico pe fattelo arricordare,

da diventà na presenza assidua

quanno le banche i sordi vonno conteggià.



Solo n’occhiata e sai beneficenza !

 Li poveri pe solidarietà

si avessi in mano tutta sta creanza

magnerebbero tutti a sazietà.



Come ? Che dichi ? Perché nun m’arrisponni ?

Nun parlo forse de cose umanitarie ?

Si dentro sta statua te nasconni

sei Santo sol pe cose seconnarie.



Caro figliolo, rispose il venerato,

qua m’han rinchiuso per non sentire te

che parli come fossimo al mercato,

questa, di Dio l’abitazione è.



E poi, ascolta bene figlio mio,

te lo dirò in forma molto cruda

hai suscitato un iradiddio

ma il Santo è di marmo e non suda !
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Profilo Autore: Bronson  

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Stamattina sono andato a comperare
le patate da un chiosco tutto fare
preferivo quelle grosse ed ingiallite
per mangiarle croccantissime da fritte,
m’avvicino alle cassette di verdura
mentre fuori scricchiolava la calura
e ti vedo dietro il banco una sirena
che per poco non svenivo dalla scena
di una cosa che mi lascia stupefatto
e mi prende a capogiro senza fiato,
con due cosce che sembravano di seta
s’aggirava una ragazza senza fretta
indossava forse dei pantaloncini
ma la vista è diventata proprio mini
non toglievo dalle gambe gli occhi arditi
che sembravano attirati dritti dritti,
lei metteva sulle buste tante cose
come fossero dei petali di rose
imbambolato non sapevo non capivo
neanche quello che diceva non sentivo
fatto sta che stralunato passo in cassa
che sembravo dell’orchestra la grancassa
mi fa il conto con le cosce sempre in vista
che sembravo l’autoscontro nella pista
tiro fuori il portafoglio per pagare
e non so che cosa dire cosa fare
mi ritrovo che la spesa è cento euro
e rientro come uscendo dalla neuro.
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Profilo Autore: nabrunindu  

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Spessore a   rialzar la statura

di colei che la bellezza sua in cm misura.

Più imponente si sente

anche se difficoltà trova a camminar fra la gente.

Elegante, slanciata, traballante, apprezzamenti ricerca

nel mostrar la sua altezza.

Corredo irrinunciabile da civetteria forgiato

sia nel mostrarlo o tenerlo indossato.

Tira su l’umor in altezza vertiginosa,

ma nel finir tale incanto

di quei cm sentirà il rimpianto.

Quel che lei non conta,

è che l’uomo affascinato

non è attratto da quanto enunciato.

Il suo pensier non punta all’altezza,

né a tale misura di grandezza.

Esso immagine pone a lei in ben diversa posizione,

dove il magnifico elemento non trova espressione.

Non interessa al sognatore di questi la forma o il colore,

in quell’occasione l’effetto è ridotto

e il pensiero va a quanto l’abito ha sotto.

Attenta allora!

Non esagerare   siffatti ad indossare,

perché colui che lo sguardo posa ad altezza fissa,

non noterà in futuro chi è più bassa.

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Profilo Autore: Carlo P.  

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