Chi è?
Dolcetto o scherzetto?
oggi è Halloween.
Cerca nella dispensa
qualche dolciume.
Cioccolatini
oppure budini.
Metti tutto in un sacchetto,
io ti aspetto!
Se non mi porti niente,
preparati allo scherzo.
Rane e ragni di gomma,
te li troverai in cucina.
Qualche ragnatela
su qualche mela.
Il bruco uscirà dal buco
e cercherai una banana.
La prenderei dal piatto
e arriverà mano..
con tanti saluti
dalla famiglia Adams!
un bacio zuccherato.
Se ho finito i cioccolatini della perugina,
ti mando un bacio ciobar.
Se è finito pure quello,
te ne mando uno alla pesca
o alla fragola.
Se le pesche o le fragole non ci sono,
ti mando un bacio alla camomilla.
Se vuoi rilassarti ed è finita,
ti do il bacio della ninna nanna.
Se però è giorno, ti ballo attorno
e ti do un bacio grande come il mondo.
In attesa di pescare come Sampei nuove idee,
ti faccio ciao ciao
con la manina e ti dico: alla prossima... cioccolata!
Quanti progressi il figlio del mio vicino!
Voleva insegnargli ad usare il cesso anziché il vasino:
il piccino prese lo sciacquone come un’altalena
e quello si ruppe, lasciandogli come gioco la catena.
Quanta deiezione dovrà ripulire questo fidente vicino!
In quella casa coi gradoni
di pietra all’ingresso sulle
sponde lariane del lago
si sarebbe data una gran festa
per Renza e il cugino di Arese, promossi.
E spesi i risparmi nella borsa con lo spago.
Avevano domandato
pressochè tutti se lui
ci sarebbe stato, di ritorno
dalla casa grande del fratello.
Con una pacca dal Don al biondo Lucio
iniziò la baldoria, e tutti si diedero dattorno.
Come le mondariso che con i loro canti,
con le gambe immerse nell’acqua
per l’intera giornata trapiantavano il riso
con la tua sistematica pedicure
e le unghie votate alla nail art frequenti
da mane a sera i saloni, e rincasi col sorriso.
Con gli smalti ad opprimere la mia carta
di credito, con le creme abbronzanti
svolgerei, amore mio, sulle tue extension
la monda delle erbe infestanti.
Ho vestito le lame di ardimento.
Indossato elmo, armatura
e inutili schinieri per vestire
la morte di gloria e sull’altura
Febo ha guidato vilmente il dardo
di quel battagliero sul garretto.
Perbacco, pareva un aspide la bilia
del moccioso e del suo amichetto
sul calcagno… e pensare che
quell’agente turistico incompetente
dava per certo che a Queimada Grande
avrei potuto sonnecchiare placidamente.
Shaft and grip oggi.
Presa sicura e vado in green per la buca.
Passami un putter, oggi vinco io mi dispiace.
Legno duro per stupire lontano.
Ferro per il resto.
Vecchio campo spelacchiato ancora m'aspetti.
E gioco con te, gli altri sono poca cosa.
Oggi vinco io, mio anziano compagno di sfide.
Scelgo un loft basso e con il mio backspin non c'è gara.
“Put the ball in to the hole” sei ti riesce ancora.
E mangi sandwiches al curry con popcorn tritati e burro d'arachidi.
Volo nel sud della Florida verso la gloria.
Che putt dalla scrivania e che rotazione dalla sedia di pelle umana.
Oggi gioco con te vecchio mio
e postazioni saranno gioco virtuale.
Che colpo!
Veramente malvagio, e vinco io oggi...
Caro vecchio amico spelacchiato!
perché sei bello.
Balla, balla, balla
come una stella.
Balla, balla, balla
con la sacherina,
da portare
anche in vacanzina.
Come topo Gigio,
dagli un bel morsino,
senza però diventare
draculin draculino,
lascia la Transilvania
e bevi come una fontana.
Balla, balla, balla
così ti riconosco,
ti porto anche l' arrosto.
Eh un due tre,
un due tre,
un due tre.
Abbracciami,
io ti amerò,
ti effusionerò
con tanti baci al cioccolato!
Balla, balla, balla,
perché sei bello.
Balla, balla, balla
come una stella.
Passami anche la nutella,
diventerò perfino bidella.
Con un mocio
sarò dirty dancing due,
per te, per tre,
tu che sei il mio Re!
da adulto...
Eccomi qua!
Occhi furbetti
e scarpe rotte.
Ma che importa,
il Fico aspetta.
Si parte
per l'avventura.
Dura poco,
aaah... si spezza,
traditor
quel ramo.
E giù nel fosso,
con le rane
a gracidar.
Solo pochi stracci
or bagnati, addosso.
Che posso fare?
Col misero bottino,
a casa devo tornare.
Che dirà Mamma?
Qui ci vuole
una furbata e...
Passo da dietro,
quatto quatto
lemme lemme.
È andata bene
ma...
Ciao Nonna,
ehm, scivolato.
Appesa sto alla gruccia come goccia
si aspetta che io giaccia come buccia
ma si sbaglia in fondo all'armadio io taccio
e mi metto nella prima saccoccia che trovo
sbadiglio- che noia!-sempre lo stesso sbaglio
compiuto con orgoglio
senza alcun ritegno con la stessa broccia...
mi servirebbe una borraccia
o potrei fare bisboccia nella doccia
con l'uomo che va a caccia
della donna con la treccia, carta straccia
nel portafoglio, lacrima sulla guancia,
faccia di bronzo surgelato, eppure
l’acqua calda dovrebbe sciogliere
ogni traccia d’inganni. Senza panni
addosso, sembra un fesso qualunque
con la freccia del corpo direttaverso il basso,
lo spiffero di vento ghiaccia
ogni molecola e c’è gesso a sufficienza
per oscurare il buco della serratura.
E’ la camera oscura quella che vedi,
c’è da sviluppare la foto della minaccia,
la squadraccia ha scelto l’obiettivo,
la botta in faccia dopo la scivolata:
sarà una buccia di banana l’arma finale.
che si chiamerà Mary rap.
Rapperò nelle luci dell' alba,
che conquista un nuovo giorno.
Guardando le stelle stanotte,
sognami,
io ti rapirò e ti conquisterò.
Mi metto i tacchi,
il berretto girato,
la matita nera,
il mio sguardo è curioso,
mentre incido il mio disco.
Parola per parola,
bacio al quadrato,
(bella la matematica)
aspetto il tuo contatto.
Tu,
sguardo tenebroso,
machoso,
essenza della follia,
abbraccia i miei sensi
e catturami come una tigre.
Ti graffierò e come una scintilla
darò fuoco e energia,
offrendoti da bere.
Tu bevi e canta con me.
Rapperò nelle luci dell' alba,
che conquista un nuovo giorno.
Guardando le stelle stanotte,
sognami,
io ti rapirò e ti conquisterò.
Insieme ci conquisteremo,
Insieme ci baceremo,
Io e te siamo un' unica cosa.
Ascoltiamo la nostra profondità
e scriviamo canzoni d' amore.
Saremmo un nuovo giorno,
saremmo un nuovo sole.
Saremmo Albano e Romina,
assieme a un bicchiere di vino
con un panino!
PARVENZA DI LUCE NELL'ATTIMO SOGNO,
LE LABBRA TUE SPARSE DI CONTINUO ARDIMENTO.
LE MANI SULL'ALTRO CHE TEME L'ADDIO,
L'ODORE DI CARNE APPESO ALLE VENE,
FARFALLA BIANCHISSIMA CHE IL TEMPO CI TIENE.
Da consumarsi preferibilmente entro un...
Monticciolo verde che volge alla stipa dei primi colli
intorno alle ciocche dei faggi e dell’ibisco nella foce di un gran salto
ove rocca sovrana impalma il fruscio dell’acqua che fa nebbia e muove l’irrisoria luce
a quel glicine cobalto umettato al vento in primitivo eterno spirto...
Anche ammesso che un posto così esista,sappiate che ci sarà sempre uno che sta lavando la macchina.
russa di gusto
e poveri noi
che ce fa soffrì d' insonnia.
Ci alziamo dal letto,
mettiamo le pantofole
e andiamo a guardare la tv,
pensando ad un rimedio.
Vediamo un pò che si può fa.
Proviamo a mettere nel suo naso
un pò di vicks.
Me sa che a forza di russà,
il gel diventerà liquido
come collutorio,
anche lui si arrenderà!
Cerchiamo allora
un' altra soluzione.
Andiamo in frigo
e prendiamo del ghiaccio,
mettiamolo sempre sul naso.
Anche il ghiaccio
prenderà paura
e si scioglierà subito!
Pensiamo allora
ad un intruglio da fare.
Prendiamo due calzetti de lana,
sudati da 12 ore,
aggiungiamo un pizzico
de sale, pepe, paprika
e qualcosa d' andato a male.
Mescoliamo tutto insieme.
Appoggiamo sto calzetto
e vedrete che l' insonnia passerà,
russerete voi se non funziona
nemmeno questo!
Nel ruscello dall'acque chete
nei sorrisi d'ore liete.
T'amo nelle labbra stese al vento
che d'amor ancor sento.
Lascia le tue orme stese
abbracciami nelle frolle distese.
Oh amor che alla luce brilli
e fiera il riflesso mostri...
Oh... ohhhhhh!
Lascia quell'ascia che brandi tosta
non vorrai mica tranciarmi a bella posta.
Io scherzavo, no che fai...
la mano mi serve no dai.
Ahhhhhhhhhhhhh!
T'amai con una man sola
che l'altra in terra or vola
ma t'amai come non mai.
No ti prego sii pietosa
su dai l'attrezzo in terra posa.
Noooooo, l'altra mano nooooooo!
Ahhhhhhhhhhhhhhh!
T'amai monco
ma t'amai con tutto il tronco.
No per favore abbi pietà
lasciami stare quel piede là.
Ahhhhhhhhhhhhh!
T'amai senza pria arto destro, poi sinistro e monco.
T'amai tosto uomo tronco e senza piede
ma t'amai come un uomo che in terra siede.
No, no cosa fai amore mio
lascia il piede destro
non posso camminar così maldestro.
Ahhhhhhhhhhhhhh!
Monco, tronco e dei piedi amputato
t'amai in cor immacolato.
Ti prego ora,
non ho più scampo
no, non tirar giù la cerniera lampo,
noooooooooooooo!
Ahhhhhhhhhhhhh!
T'amai monco, tronco e amputato,
e pur di colpo evirato.
“Mo dimme amor mio ora co che cazzo te amo?”



