Vi fu del bianco e del nero
assemblati in morbide cadenze
per poi colare in quel buco mentale
 
Vi fu una maschera caduta dal volto
in quel volto tremante e levigato
che osserva i passaggi senza riuscire a prender la coda o il capo
 
Vi fu un cielo azzurro colmo di nuvole
con forme deformate dall’occhio umano
spettri e fantasmi rincorrersi per prendersi  per mano
 
Vi fu una chiave sospesa
su quel ramo spoglio, lì pronta per essere presa
speranzosa di sciogliere quell’enigma della vita
 
Vi fu quell’albero che sé spogliato
fa vedere la sua età in modo garbato
è colmo di occhi che ora son liberi
come sono libere le sue radici che sembran tentacoli
 
Vi fu la guerra, quella solitaria
fatta di battaglie mentali
 e di atteggiamenti guardinghi
nello spazio ristretto di un semplice quadrato
 
Vi è speranza in quelle onde
fatto di un sentiero ondeggiante
dove in cima non si vede la fine
è la parte spettante propria da scrivere.
 




Opera del "Maestro Mario Mammoliti" omaggio ad un'opera straordinaria.

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Profilo Autore: Ambra PILTI  

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