« La lotta degli operai per migliorare la loro esistenza discende dalla natura stessa della vita; con nessun mezzo è possibile fermarla, essa è inevitabile. Al di sopra di questa lotta di classe resta il potere supremo dello zar, il quale non appartiene a nessun ordine, classe e partito, e circonda tutto il suo popolo della sua paterna e amorevole protezione ». Cit.
Fu durante l’incendio del 1837, a S. Pietroburgo,
che nella rotonda del Palazzo d’Inverno, vidi Dio.
Serravo in mano i nostri quattro sogni più giusti,
e portavo al collo un amuleto di malachite verde:
mi avrebbe difeso quel giorno, salvato dal rogo,
sessantotto anni prima della domenica di sangue.
E Lui lo sapeva che non potevo ancora morire, io,
che ad avermi sarebbe stata l’artiglieria cosacca,
sulla Nevskij, coi ragazzi abbarbicati sugli alberi,
mentre imploravo la storia di non farci più male.
Sono il fantasma della rivoluzione, sono la folla,
libertà o morte, sono milleduecentosedici morti
che rivendicano il diritto di pensare e di parlare:
sono la neve rossa del giardino Aleksandrovskij
che era bianca prima di posarsi sul mio sangue.
Quando la guardavo scendere, pacificamente,
e dal balcone del palazzo, ancora le credevo.

Commenti
Ricca di significato di storia e cultura
un po' difficilina per me ma la so apprezzare e capisco il suo valore