Non posso altro che stappare molotov
rabbioso e ansioso come un treno a vapore,
cercare pretesti per versare litri di odio,
ed assorbire inequivocabile il fiele
delle mie caviglie sbucciate.
Non posso altro che guardarti da fuori,
seguire le impronte che lasci sul fango,
e soffocare paziente fra paludi e malaria.
Il triste fossato e’ di gia’ invalicabile,
ed anche se intagliai il legno delle mie radici
per incidervi il tuo nome,
ed innestai i miei occhi sulle tua fronte
per guidare i tuoi passi,
questo stanco esemplare di uomo
nulla potra’ contro la peste di domani.
La peste che mandera’ in frantumi i figli
della tua instabile primavera.

Commenti