Mi sarebbe tanto piaciuto identificarmi in Mario Cavaradossi. Un uomo che sapeva amare ed essere ricambiato con la stessa intensità del suo sentimento. Non ho mai avuto gioia dei successi che ognuno di noi coglie nella vita. Per carità, non che non li abbia graditi, ma l’amore per me è stato sempre un’altra cosa. Si, ritengo che raggiungere l’elevata intensità di emozioni che esso produce non è paragonabile a nulla. E, lungi da me il gusto per l’orrore, cosa vi può essere di più appagante per un uomo se non sapere che una donna lo ami tanto da buttarsi dall’alto di una rocca, sia pure Castel S. Angelo, per lui ? Ma, allora, mi domando, è a tali estremi che deve arrivare l’amore per ottenere la sua completezza ? Che dire, allora, delle nostre genitrici che, nei secoli, innamorate dei loro uomini, amarono in un silenzio quasi indifferente sopportando croci stoiche, a volte sostenute da sole. Fu una follia da disperazione della celebrata Tosca o amore rassegnato e remissivo delle nostre mamme ? Essere Cavaradossi o l’Innamorato ignoto in fondo non è importante. Ciò che conta è amare e farsi amare per come ognuno di noi sa fare e deve fare…bene.

Commenti
e se poi non ci si capisce, beh, oltre ogni tentativo non si può andare.
L'amore è vita, non morte!
Bella riflessione! Ciao... mancato Cavaradossi...