Il sogno comincia
con una frattura della luce,
rifrazioni di fantasmi
moltiplicati come schegge
di uno specchio
su muri di vetro.
Le sagome rimbalzano
tra i riflessi nudi.
E non comprendo
se siano vuote loro
o vuota io.
Poi decreto per una totale,
completa vacuità
delle forme, delle cose.
Potrei attraversarmi
vincendo la mia stessa consistenza.
infatti credo stia succedendo
assaporando la bellezza di un volo,
la leggerezza di un corpo
che perde l'illusorietà
di una concretezza vanesia.
Mii trovo in quel limbo
tra essenza e parvenza
e può essere solo
la pazzia assoluta
o un sintomo di risveglio.
Vorrei saperlo.
Ma la conoscenza
trascende ogni concetto.
L'esperienza prima di illuminare
spesso oscura
e il mondo sta svanendo
oppure solo io?
Maledizione, solo io?
Io chi?

Commenti
Bravissima!
Un saluto da Ibla.