Brilla di nero vite questa mia scarpa vecchia,
e nello specchio magico del suo riflesso
vedo l’incavo del tuo occhio onesto,
quello sperso, quello più spaurito.
Ma io, con la mia iride verde miele,
non posso far altro che guardarla
la tua invidiabile solitudine;
e proseguire sul cammino
che porta al nulla.
L’umanità, lustrascarpe, è sulla punta del dito
con cui sai ancora indicare le stelle,
dentro il silenzio della parola,
intrappolata fra le mie ciglia,
dove persino la tua vita
può trovare un senso.
Io, che sono l’antigravità
di me stesso,
la costante cosmologica.
E tu, lustrascarpe,
che ben lamenti
la mia stessa
sete.
Siamo davvero uguali,
siamo nient’altro
che polvere
su scarpa
nera.
Entrambi uomini,
come macchie da lavar
via.

Commenti
Aggiungo solo -magari ci fosse tanta umiltà nel comprenderlo , invece della supponenza e dell'arroganza che scala il cuore degli uomini a velocità supersoniche-
E'stato bello leggere questa tua , Charlie , complimenti .
la vera uguaglianza in questo mondo io la vedo nel finale... due uomini, due macchie da lavar via.
charlie