Si è chiusa un’altra porta alla nostre spalle,
e quel rumore risuona attutito dentro di me.
Io vivrò sotto la buccia delle settembrine,
scriverò sulla carta carbone e sulla ceralacca,
e dirò del colore di un pensiero che ristagna.
Tu ti cospargerai le gote rosa di verde rame
e ancora di giallo zolfo, e rotolerai sul tufo,
fra la polvere secca di un settembre già pigro:
eccola la nostra vecchia vita che sta per finire.

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