«La civiltà mi sta lentamente abbandonando. Comincio a pensare con semplicità, a non avere più odio per il mio prossimo, anzi ad amarlo. Godo tutte le gioie della vita libera, animale e umana. Sfuggo alla fatica, penetro nella natura: con la certezza di un domani uguale al presente, così libero, così bello, la pace discende in me; mi evolvo normalmente e non ho più vane preoccupazioni». Paul Gauguin
Gerusalemme, Roma, Parigi,
poi la sindrome di Stendhal,
e infine la Tahiti di Gauguin:
ma è stata breve la strada,
irrilevante la distanza.
Un niente a cospetto
del volo dei pappi.
Di questi tempi, amore,
è meglio se ti aspetto a casa;
al riparo dal bello, salvo dall’eden,
dal mio desiderio per i mondi perduti.
Rintanato fra la stufa e quello sguardo,
che se lo segui lui ti porta dritto al mare.
Ma quando poi questo attacco passerà
e tu mi ricorderai che era tutto reale,
ed io mi sentirò vuoto triste e cupo
come un burattino senza storia,
allora io sì che potrò davvero
sognare con occhi aperti.
Ancora perplessità,
ancora immagini,
ancora musica,
poi altro male,
altro tormento.
Ma tu confida in me
e porta tanta pazienza:
che tutto, come sempre,
sarà solo da preludio
ad un nuovo fiume
di parole oscure,
in enigmatico
linguaggio.

Commenti
ciao
charlie
purtroppo del genio ho solo la sregolatezza :-P
Charlie