Avevi parcheggiato il furgone
con le magliette in vendita dei gruppi finiti
e in piazza c'era una tale confusione
come quella che hanno in testa i banditi
Tu coi tuoi sospiri
e le idee nascoste in una caccia al tesoro
Tu dov'entrava il fumo nei respiri
cercavi un semplice ristoro.
Nella mattina appena passata
l'avevano fatto capire pure ai bambini
e negli sbadigli di una strada immacolata
pensavi solo a dei poveri contadini
Guardavi negli occhi l'amore
ed era la cosa più intelligente da fare
Guardavi negli occhi quarant'anni di ore
fatte di merci da riumanizzare
Vedevi e non vedevi nel casino
che il tempo non è più una passeggiata
Non era una foto nell'orologio da taschino
a impietosire un sasso davanti a una vetrata
Dov'era in quel momento lo scrittore
che comodo giustificava i fatti?
Com'è che affascina il terrore
quando la sfortuna rompe i piatti?
E continuavi a tenertela stretta
come l'ultima cosa rimasta al mondo
come il complice senza più fretta
di un innocente vagabondo
Le avevi promesso di partir per il ponte
Di far meno caso ai dimenticati
rimediando una ferita sulla fronte
per colpa di imbecilli in mezzo agli arrabbiati
Era più interessante il mare
del naufragio causato da una fionda
Tanto la nave fingeva di affondare
Tanto i dispersi non cercavano una sponda
Mettevi così in salvo quell'unica certezza
La baciavi come se fosse l'ultima musa
La sapeva lunga lei sapendo una carezza
e tu per tutti gli altri le chiedevi scusa

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